COSA DICE LA SCIENZA
SLEEP-CARE & SKIN WELLNESS:
(1a PARTE)

Che lo stile di vita influenzi la salute e l’aspetto di pelle e capelli è ormai chiaro: l’approccio beauty alla skin-care è sempre più olistico e non si limita alla sola applicazione di prodotti cosmetici che, seppur efficaci e applicati con costanza, non sono sufficienti per ottenere un viso disteso e una pelle luminosa.
E’ fondamentale osservare uno stile di vita globalmente sano, a partire dall’alimentazione e da buone abitudini generali: negli ultimi anni, infatti, in relazione alle tendenze che vedono la salute e il benessere al centro dell’attenzione da parte dei consumatori, è emerso un trend interessante sull’importanza della qualità del sonno e di quanto il riposo notturno influenzi la salute dell’organismo e l’aspetto della pelle; la mancanza di un numero adeguato di ore di riposo, o stati di vera e propria deprivazione del sonno, sono tipici delle società moderne e rappresentano cause di possibili problemi di salute, oltre ad alterazioni dell’aspetto del viso e della pelle.
QUALITÀ DEL SONNO E SALUTE DELLA PELLE
Il sonno, di fatto, è uno stato ricorrente di riposo corporeo e di ridotta coscienza che svolge molteplici funzioni ed è associato al sistema circadiano. Secondo la disciplina della cronobiologia, il ritmo circadiano è un processo fisiologico caratterizzato da un periodo di circa 24 ore: il termine "circadiano" è stato coniato da Franz Halber e deriva dal latino circa diem, appunto "intorno al giorno"; un esempio di ritmo circadiano è il ritmo sonno-veglia (1).
Il sonno è quindi di vitale importanza per le funzioni fisiologiche, cognitive e comportamentali dell’organismo, così come per la salute a lungo termine: consolida la memoria e l’apprendimento, riorganizzando le informazioni acquisite durante il giorno, preserva la plasticità neuronale e avvia processi di rigenerazione per corpo e mente (2).
MA CHE COS’È IL SONNO E PERCHÉ RISULTA IMPORTANTE PER LA SALUTE GENERALE?
Ci sono pochi processi fisiologici affascinanti quanto ciò che accade al cervello, e quindi all’organismo, durante le diverse fasi del sonno: nella fase dell’addormentamento, il cervello inizia a disattivarsi progressivamente, rallentando l’attività metabolica e le connessioni elettriche, oltre alle funzioni respiratoria e cardiaca. Diverso è ciò che accade da un punto di vista cognitivo, che registra un’attività piuttosto intensa: esiste una fase detta “stato ipnagogico”, uno spazio liminale tra la veglia e il sonno nel quale, di fatto, la mente mescola i ricordi della giornata ed il pensiero lucido, a pensieri irrazionali e allucinazioni; le onde cerebrali vedono emergere quelle di tipo teta e alfa, tipiche di questo momento di transizione che rimane ancora non del tutto chiaro per la scienza (3).
Il sonno può essere diviso in due fasi principali, ossia la fase REM (Rapid Eye Movements) e non-REM, che si alternano in cicli della durata di 90-120 minuti: nella fase REM si verifica una elevata attività neuronale nella quale i sogni appaiono vivi e carichi di emozioni, mentre nella fase non-REM, alla quale appartengono anche le fasi dell’addormentamento e del risveglio, l’attività neuronale cala ed il sonno diviene man mano più profondo con un rallentamento marcato dell’attività cerebrale e l’arrivo delle onde delta, le onde più ampie e lente del cervello (4,5).
COSA SUCCEDE A LIVELLO CEREBRALE: FASI REM E NON-REM
La pelle, l’organo più esteso del nostro corpo, svolge importanti funzioni: tutt’altro che una semplice barriera, risulta integrata con i sistemi nervoso, immunitario ed endocrino ed è coinvolta in numerosi processi fisiologici che mantengono l’omeostasi e supportano la salute ed il benessere generale dell’organismo.
Pertanto, è fondamentale mantenerla in buona salute e mettere in atto delle sane abitudini anche in relazione al sonno: infatti, durante il sonno, la pelle è tutt’altro che a riposo poiché entra in una fase di rigenerazione profonda nella quale si verificano importanti processi fisiologici come la riparazione cellulare, la produzione di proteine strutturali e l’accelerazione del microcircolo, utile per eliminare le tossine. Se quindi di giorno la pelle attiva i meccanismi di protezione, durante la notte lavora per il suo rinnovamento. Intorno alle ore 23 il livello di cortisolo diminuisce mentre aumentano i livelli di alcuni importanti ormoni che agiscono a livello cutaneo (6).
Nella prima parte della fase non-REM, durante quindi il sonno leggero, il metabolismo cutaneo inizia a rallentare e le cellule preparano i processi rigenerativi che avverranno in seguito: durante il sonno profondo, il corpo produce la massima quantità di ormone della crescita (GH), fondamentale per la rigenerazione dei tessuti cutanei. In questa fase la pelle ripara i micro-danni subìti durante il giorno e ottimizza la mitosi ed il turnover delle cellule epidermiche, importante non solo per l’integrità della barriera cutanea ma anche per eliminare le cellule danneggiate (7).
Durante la fase REM, dove l’attività cerebrale è molto alta, si verifica una maggior ossigenazione dei tessuti: questo aumento di flusso sanguigno porta più nutrienti e ossigeno alla pelle, migliorandone il colorito e la capacità di difendersi dai radicali liberi. Un altro aspetto fondamentale del sonno REM è la regolazione ormonale: durante questa fase, il corpo riduce la produzione di cortisolo, l’ormone dello stress che, se presente in eccesso, può aumentare l’infiammazione cutanea e favorire imperfezioni, arrosamenti e indebolimento della barriera cutanea.
Ciascuna fase, dunque, contribuisce in modo diverso al benessere cutaneo: la combinazione di adeguate ore di sonno profondo e sonno REM è fondamentale per garantire alla pelle un aspetto riposato e luminoso: quando i cicli sono troppo brevi o vengono interrotti, questi processi vengono compromessi e i segni della stanchezza diventano visibili già dal mattino (8).
I CICLI DELLE FASI DEL SONNO E LA FISIOLOGIA DELLA PELLE: UN RITMO BEN COORDINATO
A livello neuroendocrino, fondamentale è l’azione della melatonina, meglio conosciuto come “l’ormone del sonno”; viene secreto principalmente dalla ghiandola pineale ed ha importanti effetti sul sistema nervoso centrale. Infatti, da un punto di vista crono-biologico, la melatonina regola i ritmi giorno-notte e i bioritmi stagionali; non solo, svolge una azione antiossidante ed antinfiammatoria e gioca un ruolo importante a livello immunitario (9).
Oltre che in sede cerebrale, alcuni studi hanno dimostrato che anche altre aree dell’organismo mostrano una elevata concentrazione di melatonina, come ad esempio il midollo osseo, il fluido cerebrospinale, gli occhi e la pelle: alte concentrazioni di melatonina in diversi organi suggeriscono l’esistenza ubiquitaria e biologicamente rilevante di sistemi melatoninergici tessuto-specifici che, a scopo protettivo, contrastano fenomeni stressanti esattamente nella sede in cui si verificano; alcuni studi hanno dimostrato che anche nella pelle esiste un sistema antiossidante melatoninergico (MAS) direttamente coinvolto nell’omeostasi cutanea e nella difesa dai danni indotti da radicali liberi e da radiazioni UV; inoltre, favorisce i processi di rigenerazione cutanea, protegge il DNA dai danni indotti da stress ossidativo e stimola la produzione di collagene ed elastina.
La produzione di melatonina nella pelle segue i ritmi circadiani: inoltre, può stimolare, in maniera dose-dipendente, l’espressione di alcuni “clock genes” nei cheratinociti e nei fibroblasti. Gli effetti regolatori della melatonina cambiano durante il giorno: ad esempio, i processi di riparazione del DNA così come la stimolazione della proliferazione cellulare e l’aumento del microcircolo mostrano una maggior attività durante la notte (10).
Inoltre, durante il sonno, sia durante la fase REM che non-REM, si verifica un aumento della produzione dell’ormone della crescita, il GH (Growth Hormone): tale ormone promuove la sintesi delle proteine, stimola la lipolisi e regola l’omeostasi del glucosio; il suo rilascio è regolato da alcuni ormoni ipotalamici, ossia il GHRH (GH-Releasing Hormone), che ne stimola il rilascio, e la somatostatina (SST) che invece lo inibisce. A livello cutaneo, la maggior parte delle cellule esprime il recettore per l’ormone GH, che ne permette l’attività, fondamentale per stimolare i meccanismi di rigenerazione cellulare e di riparazione tissutale: il GH incrementa la sintesi del collagene e dell’elastina, proteine strutturali utili per mantenere le proprietà meccaniche della pelle e per conferire tonicità, compattezza ed elasticità (11).
MA QUALI SONO I PROCESSI CHE SI INNESCANO A LIVELLO CUTANEO DURANTE IL SONNO?
Secondo uno studio globale condotto nel 2024 da ResMed, leader nella progettazione di medical device digitali, intervistando 36000 persone in 17 mercati diversi, il 40% dei partecipanti afferma di non dormire bene per più di tre notti a settimana e circa un terzo afferma di tenere traccia del proprio sonno tramite strumenti digitali (12); in Italia, un’indagine di mercato svolta all’inizio del 2025, evidenzia un andamento similare: il 42% delle persone riposa meno di 6 ore a notte, ma il 48% degli italiani afferma di affidarsi a dispositivi smart e applicazioni per monitorare la qualità del sonno, indice di una certa attenzione a questo momento fondamentale per la salute dell’organismo (13).
Durante il riposo notturno, l’organismo attiva una serie di processi di rigenerazione cellulare che interessano anche l’epidermide: il concetto di “sleeping beauty” è un fatto biologico che evidenzia l’esistenza di un legame diretto, validato da ricerche scientifiche, tra la qualità del sonno e la salute della pelle. Infatti, numerosi studi dimostrano come la mancanza di sonno può condurre ad alterazioni della struttura cutanea: ad esempio, quando il sonno REM è compromesso, a causa di risvegli frequenti, insonnia o ritmi irregolari, la pelle perde luminosità e può apparire spenta e segnata. Inoltre, lo stress non bilanciato dal riposo notturno accentua i processi infiammatori, con conseguente peggioramento di acne, rosacea o dermatiti (14).
Sono molte le evidenze scientifiche che dimostrano la correlazione tra lo stato del sonno di un individuo e la sua attrattività: tramite un controllo visivo, le persone private del sonno sono state classificate come meno sane e meno attraenti rispetto ad una condizione di sonno normale. Un altro studio di valutazione visiva ha riportato che gli occhi delle persone private del sonno erano percepiti come più rossi, più gonfi, con occhiaie più scure e la pelle più pallida, con più rughe e linee sottili dopo 31 ore di privazione del sonno. Non sorprende quindi che le persone associno alcuni evidenti attributi della pelle come sintomi di carenza di sonno: tali attributi includono pelle ruvida, opaca e secca, nonché palpebre cadenti e occhiaie (15).
Studi che esaminano gli effetti della privazione acuta o cronica del sonno sulla fisiologia della pelle riportano che lo stato di sonno di un individuo non influenza solamente l’aspetto della pelle ma anche la salute e può esacerbarne eventuali disturbi.
Secondo uno studio pubblicato sulJournal of Cosmetics, Dermatological Sciences and Applications, la privazione del sonno aumenta l'attivazione del sistema nervoso simpatico che attiva l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene, portando a un aumento della secrezione di glucocorticoidi che può compromettere l'integrità della barriera cutanea (16, 17, 18).
Inoltre, uno studio condotto sull'uomo ha rivelato che 42 ore di privazione acuta del sonno hanno portato ad un aumento della produzione di citochine infiammatorie, tra cui l'interleuchina-1β plasmatica e il fattore di necrosi tumorale-α, a un aumento dell'attività delle cellule natural killer, oltre ad una riduzione del recupero della funzione della barriera cutanea. Queste alterazioni potrebbero essere correlate a varie modifiche delle proprietà biofisiche della pelle, dimostrando quanto sia importante considerare delle sane abitudini per il proprio sonno (19).
MANCANZA DI SONNO ED EFFETTI SULLA PELLE: COSA DICONO LE EVIDENZE SCIENTIFICHE
Per assecondare i naturali meccanismi di rinnovamento cutaneo, è consigliabile seguire una beauty routine semplice ma efficace, sfruttando al meglio il momento nel quale la pelle, in fase di rigenerazione cellulare, risulta più ricettiva ai trattamenti: la detersione è fondamentale per rimuovere trucco e impurità e permettere alla pelle, che risulta più permeabile durante il sonno, di assimilare correttamente i trattamenti successivi; compatibilmente con il tipo di pelle, è possibile eseguire una delicata esfoliazione per rimuovere le cellule morte, stimolando il turnover cellulare. Per contrastare la disidratazione cutanea dovuta sia alla perdita di liquidi trans-epidermica, che risulta più significativa di notte, che alla minore produzione di sebo, è importante inserire nella propria night routine sieri idratanti ed una crema ricca e nutriente.
E dopo i vari passaggi di questa night routine, eliminiamo la visione di schermi digitali, concediamoci un momento di relax e corichiamoci abbandonando le tensioni della giornata: la pelle di sicuro ringrazierà!
LA PERFETTA NIGHT ROUTINE È SEMPLICE E MINIMAL: DETERGERE, ESFOLIARE, IDRATARE
Riferimenti bibliografici
- Il ritmo circadiano, essenziale per il benessere della salute, Assirem, 2024 https://www.assirem.it/news/ritmo-circadiano-essenziale-per-benessere-e-salute/
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- Ghibellini R, Meier B. The hypnagogic state: A brief update. Journal of Sleep Research. 2022 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36017720/
- Memar P, Faradji F. A novel multi-class EEG-based sleep stage classification system. IEEE Trans Neural Syst Rehabil Eng. 2018;26:84-95 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29324406/
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- Kimura, F., and Tsai, C.W. (1984). Ultradian rhythm of growth hormone secretion and sleep in the adult male rat. J. Physiol. 353, 305–315 https://physoc.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1113/jphysiol.1984.sp015337
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- Vanity Fair, Sonno, il 42 per cento degli italiani riposa meno di 6 ore a notte https://www.vanityfair.it/article/sonno-42-per-cento-italiani-riposa-meno-di-6-ore-a-notte
- Dormire poco fa davvero invecchiare la pelle? Istituto Dermatologico Europeo https://www.ide.it/dormire-poco-invecchiare-pelle/#:~:text=invecchiamento%20della%20pelle-,Il%20sonno%20%C3%A8%20il%20momento%20chiave%20per%20la%20rigenerazione%20cellulare,metaboliche%20accumulate%20durante%20il%20giorno
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CHIARA MANTOVANI
Safic Alcan | Italia
CHIARA MANTOVANI
Safic Alcan | Italia

Bio...
Dr. Chiara Mantovani
Biotecnologa industriale e farmaceutica, decide di percorrere un percorso professionale verso il mondo della cosmetica: dopo essersi perfezionata in cosmetologia, ha lavorato nel campo della ricerca e sviluppo nel settore del contract manufacturing per poi dedicarsi alle materie prime dove si occupa degli aspettici tecnici e di marketing scientifico.

MEMBRO DEL COMITATO SCIENTIFICO
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Negli ultimi anni è emerso un trend interessante sull’importanza della qualità del sonno: questo affascinante processo fisiologico è, di fatto, uno stato ricorrente di riposo corporeo e di ridotta coscienza che svolge molteplici funzioni ed è associato al sistema circadiano. Fondamentale per la salute dell’organismo, il riposo notturno permette di avviare i processi di rigenerazione per corpo e mente. E anche la pelle, durante il sonno, è tutt’altro che a riposo poiché entra in una fase di rigenerazione profonda nella quale si verificano importanti processi fisiologici. Sono numerose le evidenze che correlano inadeguata qualità del sonno o veri e propri stati di deprivazione ad alterazioni della funzionalità cutanea, come una riduzione del recupero della funzione della barriera cutanea ed una perdita di luminosità e compattezza. Mantenere buone abitudini in fatto di riposo notturno ed adeguate routine notturne è fondamentale per la salute della pelle e dell’intero organismo.





