OVVERO ALLA RICERCA DELL’OMEOSTASI CUTANEA

EPIDERMATOLOGIA,

INTRODUZIONE – IL MARKETING CHE CAMBIA VOLTO

“Cosmedici’’? Sì, proprio cosmedici, perché ancora oggi molti credono che i cosmetici prescritti o consigliati da un medico (solitamente estetico o dermatologo) siano differenti, ma in realtà i cosmetici rimangono cosmetici.


Così come l’abusato termine “cosmeceutico”, che dal punto di vista merceologico non esiste nonostante continui a essere ampiamente utilizzato nel linguaggio comune e professionale per indicare cosmetici simili ai farmaci. Ma questa definizione risulta impropria e scientificamente non corretta, poiché induce il consumatore a ritenere che tali prodotti possiedano caratteristiche intrinsecamente diverse rispetto ai comuni cosmetici, o addirittura proprietà farmacologiche.


Dal punto di vista normativo, il cosmetico resta un cosmetico indipendentemente dal contesto in cui viene suggerito o prescritto. Esso è definito come un prodotto destinato ad essere applicato sulle superfici esterne del corpo umano con finalità di pulizia, profumazione, protezione, mantenimento in buono stato o modifica dell’aspetto, senza esercitare un’azione terapeutica.


Di conseguenza, l’azione del cosmetico è limitata allo strato epidermico, in particolare allo strato corneo.


Ciò non implica una riduzione del valore del cosmetico. Al contrario, se correttamente formulato e razionalmente utilizzato, esso rappresenta uno strumento fondamentale di supporto alla fisiologia cutanea, soprattutto in un’ottica preventiva, eutrofica ed estetica. In questo senso, il cosmetico assume un ruolo centrale nel mantenimento della salute della pelle nel tempo, concetto oggi sempre più riconducibile alla skin longevity.

L’epidermatologia pone lo strato corneo al centro della funzionalità cutanea. Lontano dall’essere una struttura inerte, esso rappresenta un sistema biologicamente attivo, dinamico e altamente organizzato, fondamentale per la protezione dell’organismo dagli agenti esterni e per il mantenimento dell’omeostasi cutanea (2).


Il cosmetico, operando esclusivamente a questo livello, può svolgere un’azione di supporto funzionale, favorendo l’equilibrio dei principali parametri epidermici: idratazione, coesione corneocitaria, composizione lipidica intercellulare, pH e microbiota.


Anche la funzione decorativa, se correttamente interpretata, può contribuire al benessere globale dell’individuo. Il camouflage correttivo, ad esempio, rappresenta uno strumento di grande rilevanza in condizioni come la vitiligine, o le discromie, con un impatto significativo sulla qualità di vita e sul benessere psicologico.


Analogamente, il miglioramento dell’aspetto cutaneo in condizioni di xerosi o atopia, ottenuto tramite formulazioni dermoaffini ricche di ceramidi, acidi grassi polinsaturi e fattori idratanti fisiologicamente compatibili, può ridurre la percezione del disagio cutaneo.


IL COSMETICO COME STRUMENTO DI SUPPORTO EPIDERMICO

Negli ultimi anni si osserva un aumento significativo di condizioni cutanee che si collocano al confine tra inestetismo e patologia. Si tratta di manifestazioni cliniche complesse e multifattoriali, riconducibili a una combinazione di fattori genetici, ambientali e comportamentali.

Tra i principali elementi coinvolti si annoverano:

  • l’invecchiamento cronologico e fotoindotto;
  • l’aumento delle allergie e delle sensibilizzazioni cutanee;
  • la predisposizione genetica;
  • l’esposoma, inteso come l’insieme delle esposizioni ambientali cui l’individuo è sottoposto nel corso della vita;
  • lo stress psico-fisico;
  • pratiche igieniche inappropriate o eccessive;
  • gli effetti collaterali di terapie farmacologiche e oncologiche.

In questo contesto, il cosmetico funzionale può svolgere un ruolo rilevante nel ripristino dell’equilibrio epidermico, contribuendo a rafforzare la funzione barriera e a ridurre quella condizione di infiammazione cronica di basso grado nota come inflammaging, uno dei principali meccanismi alla base dell’invecchiamento cutaneo precoce e della fragilizzazione della pelle.


ALTERAZIONI CUTANEE SUB-PATOLOGICHE: UN FENOMENO IN CRESCITA

La pelle non deve essere considerata una semplice barriera passiva, ma un organo complesso, metabolicamente attivo e profondamente interconnesso con il sistema nervoso, endocrino e immunitario.


Essa è in grado di percepire, integrare e rispondere rapidamente a stimoli di natura chimica, fisica ed emotiva.


Da questo punto di vista, la cute può essere definita a tutti gli effetti un organo psicosomatico, capace di manifestare sul piano clinico situazioni di disagio interno. Numerose condizioni cutanee, dalla dermatite atopica alla psoriasi, fino alle forme di ipersensibilità cutanea, mostrano una chiara correlazione con fattori emotivi e stressogeni (3).


Il cosmetico, pur non potendo intervenire sui meccanismi profondi alla base di tali condizioni, può contribuire a ridurre la reattività cutanea, migliorando la tollerabilità e il comfort della pelle.


LA CUTE COME ORGANO DINAMICO E PSICOSOMATICO

Dal punto di vista epidermatologico, molte delle alterazioni cutanee sopra descritte condividono un comune denominatore: la compromissione dello strato corneo.

Le principali disfunzioni includono:

  • deplezione dei lipidi intercellulari (ceramidi, colesterolo e acidi grassi);
  • riduzione del Fattore Naturale di Idratazione (NMF);
  • alterazione del pH fisiologico;
  • squilibrio del microbiota epidermico;
  • aumento della perdita d’acqua transepidermica (TEWL).

Queste alterazioni determinano una ridotta coesione corneocitaria e una maggiore permeabilità cutanea, favorendo l’insorgenza di xerosi, una condizione caratterizzata da secchezza marcata, desquamazione, prurito, sensazione di tensione e aumentata suscettibilità agli irritanti.

La xerosi è particolarmente frequente nei soggetti atopici, negli anziani e nei pazienti sottoposti a trattamenti oncologici, nei quali la pelle presenta una ridotta capacità di adattamento e recupero (4).


DISFUNZIONI DELLO STRATO CORNEO E XEROSI

La gestione cosmetologica di queste condizioni richiede un approccio razionale basato su una skincare funzionale, essenziale e ben tollerata.


L’obiettivo non è quello di “trattare” una patologia, ma di supportare la fisiologia cutanea, migliorando due proprietà fondamentali della pelle: adattabilità e resilienza.

L’adattabilità cutanea rappresenta la capacità della pelle di tollerare stimoli ambientali, chimici e fisici senza sviluppare reazioni clinicamente rilevanti.


La resilienza cutanea, invece, indica la capacità della cute di recuperare rapidamente l’equilibrio fisiologico dopo un’aggressione, mantenendo intatta la funzione barriera.

Questi concetti sono oggi centrali nella moderna dermocosmesi funzionale e guidano la formulazione di prodotti sempre più mirati, dermoaffini e privi di componenti superflui.


SKINCARE FUNZIONALE: ADATTABILITÀ E RESILIENZA CUTANEA

Le formulazioni destinate al supporto della funzione barriera dovrebbero includere ingredienti selezionati in base a criteri di efficacia, sicurezza e compatibilità cutanea.
Particolare attenzione va riservata ai lipidi epidermici, che svolgono un ruolo strutturale fondamentale nella coesione dello strato corneo.

Tra gli ingredienti di elezione si annoverano:

  • oli vegetali sebosimili;
  • burri e cere di origine vegetale;
  • frazioni lipidiche insaponificabili;
  • ceramidi e sostanze ceramide-like (5)

Il profilo funzionale può essere completato da attivi quali vitamina E, niacinamide, fito-squalano, NMF ricostituito, ceramidi (6), acido ialuronico, succo di aloe ed estratti vegetali ad azione lenitiva e normalizzante, purché inseriti in formulazioni bilanciate e ben tollerate.


INGREDIENTI FUNZIONALI E RIPRISTINO DELLA BARRIERA

Un principio cardine dell’epidermatologia applicata alla cosmetologia è quello dell’appropriatezza cosmetica.


Non tutti i cosmetici sono adatti a tutte le pelli, e non tutte le formulazioni complesse sono necessariamente più efficaci.


L’eccesso formulativo, caratterizzato da un numero elevato di attivi o da concentrazioni non giustificate, può compromettere la tollerabilità cutanea, soprattutto in pelli fragili, sensibili o medicalmente compromesse.


Per questo motivo, la moderna dermocosmesi tende verso formulazioni minimaliste, razionali e scientificamente fondate, in cui ogni ingrediente risponde a una funzione precisa.


APPROPRIATEZZA COSMETICA E SICUREZZA FORMULATIVA

CONCLUSIONI

Il cosmetico non è un farmaco e non deve essere considerato tale. Tuttavia, quando formulato secondo criteri scientifici rigorosi e utilizzato in modo appropriato, rappresenta uno strumento fondamentale per il mantenimento dell’equilibrio epidermico e della salute della pelle nel tempo.

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KEYWORDS

Epidermatologia

Funzione barriera

Dermocosmesi funzionale

Xerosi

Inflammaging

Resilienza cutanea

Il termine “cosmeceutico” è spesso utilizzato in modo improprio, generando confusione tra cosmetico e farmaco (1). Alla luce delle moderne conoscenze di epidermatologia e corneobiologia, il cosmetico agisce esclusivamente a livello epidermico, svolgendo un ruolo di supporto funzionale alla fisiologia cutanea e alla funzione barriera. Le alterazioni sub-patologiche della pelle condividono frequentemente disfunzioni dello strato corneo, xerosi e aumentata reattività. Una dermocosmesi razionale, basata su appropriatezza cosmetica, sicurezza formulativa e ingredienti dermoaffini, può contribuire al ripristino dell’equilibrio epidermico.

ABSTRACT