Editoriale
ANDREA MALTAGLIATI
Segretario Generale di EFfCI (European Federation for Cosmetic Ingredients)


MEMBRO DEL COMITATO SCIENTIFICO
di BEAUTY HORIZONS ITALIA

Bio...
Andrea Maltagliati
50 anni, brillante comunicatore, eclettico, leader e team builder con un background tecnico. Laureato in chimica all'Università di Milano, è entrato nel mercato dei cosmetici oltre 20 anni fa. Ha maturato un'esperienza internazionale che spazia dalle PMI alle multinazionali, ricoprendo vari ruoli all'interno delle aziende, dalla ricerca e sviluppo allo sviluppo commerciale in tutto il mondo. Attualmente ricopre la carica di Segretario Generale dell'EFfCI (European Federation for Cosmetic Ingredients), dove gestisce e coordina le attività relative alle esigenze dell'industria degli ingredienti cosmetici dell'UE. Supervisiona 8 gruppi di lavoro, sostiene le iniziative del settore e rappresenta il settore in tutti i contesti istituzionali globali e presso tutti gli stakeholder.
Panorama cosmetico globale
KEYWORDS
Regolamentazione cosmetica globale
EU Cosmetics Regulation (CPR)
Fitness check
Sicurezza ambientale
PFAS transition
L'industria cosmetica attraversa uno dei periodi normativi più dinamici degli ultimi decenni. Spinti dalle aspettative etiche, dalla politica ambientale e dalla trasparenza nei confronti dei consumatori, gli enti Regolatori dei principali mercati stanno ridefinendo le modalità di valutazione degli ingredienti, di commercializzazione dei prodotti e di dimostrazione della sicurezza e della responsabilità da parte delle aziende.
CPR, REACH e CLP
In Europa il fitness-check del CPR (1) è uno degli sviluppi più seguiti. I regolatori stanno valutando se e in che modo il CPR sia ancora allineato al suo scopo originario e, riflettendo insieme all’Industria, quali sono convergenze e divergenze con le altre normative di interesse quali REACH (2) e CLP (3). Un dibattito centrale riguarda il modo in cui le valutazioni di sicurezza possono sfruttare appieno i dati disponibili, pur rimanendo coerenti con i divieti di sperimentazione sugli animali inclusi nel CPR. Contestualmente l'Industria continua a chiedere coerenza normativa per evitare duplicazioni di test di sicurezza ambientale, e non solo già contemplati dal REACH e per continuare a favorire lo sviluppo del mercato interno.
Una menzione particolare va fatta alle sostanze classificate CMR 1a e 1b ai sensi del CLP che determinano automaticamente un impatto sul CPR ai sensi dell'articolo 15.2. Deve essere chiaro che l'Industria sostiene e approva l'adozione di qualunque norma volta a garantire la salute e la sicurezza dei consumatori, ma allo stesso tempo chiede che le attuali disposizioni dell'articolo 15.2 siano riviste in modo da applicare una appropriata valutazione basata sull'esposizione effettiva, ovvero un approccio legato al rischio e non al pericolo.
NAMs, NGRA e accettazione dei dati
Il futuro dei test di sicurezza è un'altra questione determinante. Mentre l'UE mantiene nel CPR il divieto di test su animali, le autorità e l’Industria stanno dialogando per cercare di colmare divergenze e incoerenze. Le metodologie non-animali NAM (New Approach Methodology) stanno avanzando rapidamente, ma i regolatori devono ancora definire criteri di convalida e accettazione standardizzati. Allo stesso tempo, il quadro strategico definito dal NGRA (Next Generation Risk Assessment) per la valutazione della sicurezza chimica dovrà essere adeguatamente riconosciuto e adottato.
PFAS, microplastiche e “sicurezza ambientale”
La protezione dell'ambiente è sempre più un fattore fondamentale della regolamentazione chimica, inclusi gli ingredienti cosmetici. Le restrizioni sulle microplastiche introdotte gradualmente in tutte le categorie di prodotti, ridefiniscono le strategie di formulazione e riformulazione. Inoltre, diviene realtà l’eliminazione o limitazione dei PFAs (forever chemicals). L’Industria cosmetica degli Ingredienti ha posto la questione alle autorità non sui PFAs come ingredienti, ma solo sull’ unico reagente oggi disponibile usato nella sintesi di specifici ingredienti. L’Industria non chiede esenzione ma supporto ed un tempo di transizione adeguato allo sviluppo tecnologico di alternative.
Nanomateriali, filtri UV e ingredienti complessi
I nanomateriali, i filtri UV, i conservanti e i coloranti continuano ad essere nell’interesse delle autorità per via delle loro caratteristiche intrinseche e dell’impatto sull’ opinione pubblica. I dossier di sicurezza EU richiedono sempre più spesso dati sofisticati sull'esposizione e sulla tossicologia, restano però approcci nazionali divergenti. Gli stakeholder del settore sollecitano una maggiore armonizzazione e prevedibilità per sostenere l'innovazione, tra gli altri, degli ingredienti in allegato IV, V e VI, mantenendo al contempo una solida protezione per i consumatori e gli operatori.
Mercato interno e protezione degli investimenti
La legislazione EU è fondamentale per il funzionamento del mercato interno. Divergenze a livello nazionale possono costituire un ostacolo alla libera circolazione delle merci e aggiungere complessità al panorama normativo, con conseguenti barriere al commercio e costi aggiuntivi per l'Industria e i consumatori. Esempi di tali situazioni includono l'evitare di immettere sul mercato ingredienti, considerati sicuri ed efficaci, in alcuni Stati membri (ad esempio in Francia) per timore di azioni legali derivanti da una legislazione poco chiara e/o divergente.
Inoltre, l’Industria accoglierebbe con favore l'introduzione di un meccanismo di ripartizione dei costi, simile a quanto fatto nel REACH, per garantire che tutti i produttori (e importatori) contribuiscano in modo equo agli alti costi sostenuti per la difesa degli ingredienti, continuando a mantenerli disponibili sul mercato, evitando di generare sperequazioni commerciali.
MoCRA negli USA e normative Cinesi
Al di fuori dell'Europa, l'attuazione del MoCRA negli USA ed il costante aggiornamento delle normative cinesi continuano a indirizzare gli investimenti e le strategie con nuovi requisiti in materia di registrazione, sicurezza, segnalazione di eventi avversi, etichettatura degli allergeni.
Uno sguardo sul prossimo futuro
La regolamentazione sui “chemicals”, inclusi gli ingredienti cosmetici, diventa sempre più rigorosa in termini di trasparenza e responsabilità ambientale, pur continuando a voler supportare l’innovazione. È fondamentale ed auspicabile che ci sia una interlocuzione attiva tra le autorità e l’Industria per trovare il giusto bilanciamento tra cosa si vuole e può fare insieme. Se la bilancia si sposta troppo sul piatto restringente regolatorio si corre il rischio (già fattuale in alcuni casi) che le aziende differenzino gli investimenti in altri settori o mercati, riducendo drammaticamente la competitività dell’EU.





