IL COLORE E LA SUA EVOLUZIONE

(1a PARTE)

Quando parliamo di COLORE i primi organi che vengono attivati sono i nostri occhi e il cervello. Immediatamente il nostro pensiero si collega ad un mondo tutto nostro, personale e allineato a ciò che più amiamo e ci gratifica; un paesaggio, un tramonto, un quadro, il colore degli occhi di una persona che amiamo. Al di là dell’aspetto più emotivo e sensoriale, per comprendere cosa sia il colore, è necessario parlare del fenomeno della visione.


In Fisica, il colore è un aspetto della sensazione visiva, cioè una percezione generata da segnali nervosi che i fotorecettori della retina inviano al cervello nel momento in cui vengono assorbite radiazioni elettromagnetiche di determinate lunghezze d’onda e frequenze, nell’intervallo dello spettro della luce visibile. Grazie alla presenza di una qualsiasi sorgente di luce, siamo in grado di vedere e percepire il colore. È necessario però specificare che a seconda del tipo di sorgente di luce il colore può, in alcuni casi, essere percepito in maniera alterata.


La radiazione colpisce un determinato oggetto, viene trasmessa, assorbita e riflessa, e la parte riflessa consente la percezione del colore dell’oggetto stesso.

Le radiazioni visibili per l'occhio umano sono comprese in una fascia molto limitata dello spettro elettromagnetico e comprese tra le lunghezze d'onda dei 380 e 780 nm. In realtà questo intervallo non è fisso, poiché dipende dalla sensibilità dell’occhio umano e quindi da soggetto a soggetto. Questo aspetto “soggettivo” è fondamentale per la comprensione del colore, dal momento che, ognuno di noi, ha infatti la capacità di percepire i colori in maniera differente. La colorazione della sostanza colorante è dovuta inoltre alla presenza di un gruppo chimico detto cromoforo (è il caso dei coloranti organici) oppure dalla peculiare struttura cristallina tipica e caratteristica di ogni sostanza. Il cromoforo è caratterizzato da più doppi legami coniugati che permettono alla molecola di assorbire lunghezze d’onda che ricadono nello spettro del visibile. Se consideriamo poi ad esempio i coloranti organici, è identificabile una lunghezza d’onda dove si ha il massimo di assorbimento; questa lunghezza d’onda caratteristica è detta λ max, grazie alla quale è possibile identificare a priori la colorazione di una sostanza specifica.

IL COLORE COME FISICA, CHIMICA E FISIOLOGIA

Il colore segue l’evoluzione dell’Umanità e delle relative tendenze sociali. L’Antico Egitto segna ormai per antonomasia, il passaggio storico in cui il colore diventa per la prima volta una componente fondamentale del processo estetico e del prodotto cosmetico. Per la prima volta, diventa uno strumento per migliorare il proprio aspetto e per far emergere le bellezze del nostro corpo. È l’inizio forse, della cosmetica decorativa per come la intendiamo noi oggi. Il mondo minerale e vegetale inizia ad essere utilizzato ed indagato per realizzare prodotti di bellezza; polveri, estratti e tinture entrano a far parte della cosmesi. Il colore permane poi nel tempo e nell’evoluzione umana anche come distintivo sociale e culturale. Pensiamo all’uso del colore fatto ad esempio dai Pitti, popolazioni dell’antica Scozia che utilizzavano il Guado, una pianta fluviale locale, per dipingersi di blu e risultare più minacciosi, oppure ai nativi americani, alle popolazioni precolombiane, a quelle del continente africano e oggi, agli ultimi cannibali della Nuova Guinea che ancora si dipingono il volto con argille colorate a scopo rituale.

IL COLORE DIVENTA RITUALE DI BELLEZZA ED ELEMENTO DISTINTIVO

IL COLORE DIVIENE INGREDIENTE TECNICO

Oggi il colore rappresenta un elemento imprescindibile nella formulazione cosmetica. Abbiamo a disposizione non solo pigmenti di origine minerale come i classici ossidi di ferro ma anche una gamma vastissima di ingredienti in grado di realizzare qualsiasi gamma cromatica richiesta dal mercato. Pigmenti organici, inorganici, lacche e coloranti, vanno a realizzare i sogni colorati del consumatore e del mercato, assicurando nel frattempo, elevati standard qualitativi e di sicurezza. Il pigmento si è poi evoluto grazie alla Chimica che ha reso possibile il trattamento superficiale, ampliando la compatibilità dei pigmenti, tradizionalmente insolubili, in diverse matrici e forme cosmetiche. Siliconi, lecitina e aminoacidi sono solo alcuni dei più diffusi trattamenti superficiali che oggi, conferiscono al pigmento notevole stabilità e spiccate qualità sensoriali. Un trattamento superficiale limita notevolmente la formazione di agglomerati, migliorando la sensorialità e stabilità della formulazione, incrementando la bagnabilità del pigmento in differenti matrici, l’applicazione del prodotto nonché la compattazione nelle formulazioni in polvere. Dal punto di vista tecnologico, oggi il trattamento superficiale può avvenire attraverso reazione chimica, interazione elettrostatica, polimerizzazione, precipitazione o trattamento con cere o siliconi. Elemento unificatore per il successo di qualsiasi tipologia di trattamento, è però la tipologia e qualità del substrato oggetto del trattamento che deve assicurare ad esempio, la presenza di gruppi polari superficiali o un buon grado di umidità se procediamo ad un trattamento per reazione chimica, bassa superficie specifica al fine di ottimizzare i quantitativi di trattante da utilizzare, ottimizzando sia i costi produttivi che di vendita e, non da ultimo, buona compatibilità con l’ingrediente usato per il trattamento.

LA CLASSIFICAZIONE DELLE SOSTANZE COLORANTI

Ogni colorante possiede diversi nomi chimici e d’uso; esiste tuttavia un sistema di denominazione univoco e universalmente riconosciuto che è il Colour Index. Il Colour Index International, giunto alla quarta edizione, viene pubblicato congiuntamente dalla Society of Dyers and Colourists of Great Britain e dalla American Association of Textile Chemists and Colorists e consente di identificare con metodologia standardizzata, le sostanze coloranti e le relative destinazioni d’uso (1). Questo sistema contribuisce alla classificazione di circa 13000 molecole coloranti. A ognuna di esse, viene assegnato un numero univoco di cinque cifre, che può essere seguito da una sesta cifra che indica se si tratta di un sale o di una lacca. È poi possibile redigere una classificazione generale dividendo COLORANTI da PIGMENTI; i primi di origine naturale o sintetica, sono solubili in acqua o in olio, i secondi sono generalmente dispersibili in diverse matrici e possono essere di natura organica, inorganica o minerale come gli ossidi di ferro e le perle. Un colorante generalmente non conferisce coprenza e viene utilizzato in ambito detergenza per creare le tipiche colorazioni in trasparenza; un pigmento o una perla conferiscono al contrario un effetto coprente e specifiche proprietà ottiche alla formulazione in cui vengono utilizzati. Sicuramente nel mondo della formulazione cosmetica, i pigmenti giocano un ruolo primario nella realizzazione del colore sia per le loro caratteristiche chimico-fisiche che per la disponibilità di trattamenti superficiali tecnologici che ne amplificano i vantaggi applicativi in diverse tipologie di preparati.


Grazie ai pigmenti, otteniamo elevata resa sensoriale visiva, marcata azione decorativa e coprenza nonché grande variabilità sensoriale grazie ai trattamenti superficiali disponibili. Il formulatore ha quindi notevoli possibilità di scelta all’interno del grande mondo del colore ma nonostante il mercato metta a disposizione tantissime materie prime in grado di soddisfare questa sfida tecnica, alcuni requisiti restano fondamentali per garantire al consumatore un prodotto finito di livello qualitativo superiore e sicuro. Il pigmento o il colorante scelto, devono garantire una riproducibilità costante tra diversi lotti produttivi, devono avere una resa cromatica elevata, un’elevata purezza a livello chimico, garantire elevati standard di sicurezza microbiologica, consentire una buona lavorabilità e non da ultimo, avere costi sostenibili.

Il Mondo di oggi e le nuove generazioni, guardano sempre con maggiore interesse a processi produttivi sostenibili che forniscano prodotti a basso impatto e compatibili con stili di vita sempre più rispettosi dell’Ambiente. Le nuove fonti da cui estrarre e produrre nuovi pigmenti a basso impatto sono già realtà; funghi, alghe e tinture naturali saranno il punto di partenza per realizzare prodotti di alto livello tecnologico in grado di rispondere alle sfide del settore ma in maniera completamente sostenibile, garantendo al consumatore un altissimo livello qualitativo ma con lo sguardo rivolto al bene del nostro “piccolo pianeta”. Pioniera in questo ambito è ad esempio Jessee Adler che ha introdotto il concetto innovativo di “Micologia Alchemica”, studiando e sviluppando pigmenti cosmetici derivati da funghi, fonte naturale e completamente sostenibile (2). Tale processo sgancerebbe l’industria cosmetica dalla dipendenza da fonti non rinnovabili o da prodotti derivanti da processi tecnologici impattanti a livello energetico e ambientale. In un mondo che va poi verso scelte sostenibili come quella della “carne coltivata” non poteva certo mancare una sfida analoga in ambito cosmetico; è questo il caso delle alghe, coltivate in laboratorio e sfruttate per estrarre un’alternativa al carbon black in maniera completamente non impattante e indipendente dal mondo dei combustibili fossili. Un sogno che diventa realtà grazie alla lungimiranza di “Algae Black”, azienda californiana che sfrutta le proprie alghe coltivate in circa cento acri, per ottenere un’alternativa lungimirante e ad impatto nullo (3). Analogo discorso viene fatto con radici come Rubia tinctorum, da cui già dai tempi antichi, si estraeva una sostanza utilizzata per colorare abiti, arazzi e tappezzerie. Resta un quesito ancora aperto, basterà la lungimiranza e il desiderio di innovazione di produttori visionari a cambiare in modo radicale nel prossimo futuro il modo di formulare cosmetici colorati? Riteniamo che la partita sia completamente aperta ma che il delicato equilibrio tra costi tecnologici e reali plus formulativi e applicativi faranno la differenza tra “nuovo colore” o legame a doppio vincolo con quanto di tradizionale è attualmente a nostra disposizione.

IL FUTURO: NUOVE FONTI CON UNO SGUARDO ALLA SOSTENIBILITÀ

EDIZIONE SPONSORIZZATA DA:

MAKE-UP

NEW

spazio

spazio

KEYWORDS

Colore

Cromoforo

Trattamento Superficiale

Substrato

Micologia Alchemica

Il colore è da sempre un elemento imprescindibile nella formulazione cosmetica decorativa. Sin dai tempi antichi, il colore rappresentava non solo un miglioramento estetico ma si rivestiva di un vero e proprio significato spirituale. L’evoluzione del colore ha seguito quello della civiltà e dello sviluppo industriale; terre colorate o estratti vegetali si sono evoluti nel tempo e sono stati rimpiazzati da pigmenti e coloranti organici e inorganici ad elevato grado di purezza ed efficienza. Le tecnologie di rivestimento hanno messo a disposizione del formulatore una vasta gamma di soluzioni in grado di fornire elevati rendimenti applicativi al prodotto finito.

ABSTRACT