CALORE E CAPELLI:
I RISCHI NASCOSTI E IL RUOLO DEL TERMOPROTETTORE

Il capello è una fibra complessa costituita da tre strati principali: la cuticola, strato esterno protettivo formato da cellule squamose sovrapposte; la corteccia, strato intermedio contenente cheratina e melanina responsabili rispettivamente della resistenza meccanica e del colore; il midollo, strato centrale presente principalmente nei capelli più spessi.
Il capello contiene un’alta percentuale di cheratina, una proteina fibrosa costituita da 18 aminoacidi, la cui stabilità strutturale deriva da tre tipologie di legami: legami a idrogeno, legami ionici tra catene acide e basiche degli amminoacidi e ponti disolfuro che forniscono resistenza meccanica e determinano la forma del capello. Questa architettura complessa può essere compromessa da diversi fattori: colorazioni chimiche, permanenti, radiazioni UV, spazzolatura aggressiva e, naturalmente, il calore eccessivo.
STRUTTURA DEL CAPELLO
Temperature critiche e alterazioni molecolari
Quando la temperatura degli strumenti di styling raggiunge i 140°C, le fibre del capello iniziano a perdere la loro stabilità strutturale; infatti, le catene di cheratina cominciano a “muoversi” fino alla progressiva scissione dei legami che le tengono insieme.
Temperature superiori a 180°C per capelli asciutti e 160°C per capelli bagnati causano alterazioni strutturali irreversibili (1), rapida vaporizzazione delle molecole di acqua intrappolate nella regione corticale (con conseguente disidratazione), compromissione dell'integrità della matrice proteica e riduzione della flessibilità del capello. Studi recenti hanno evidenziato come il danno termico induca anche stress ossidativo con formazione di specie reattive dell'ossigeno (ROS) che amplificano ulteriormente il deterioramento strutturale (2).
Il calore eccessivo provoca la transizione dalla conformazione organizzata alfa-elicoidale della cheratina verso configurazioni disordinate e casuali (random coil) (3). Ma si osservano anche altri fenomeni come: la scissione dei ponti disolfuro, essenziali per la stabilità strutturale (4); la degradazione ossidativa con conseguente perdita di massa proteica (5) e la formazione di nuovi legami crociati anomali che conferiscono rigidità e fragilità alla fibra capillare (6).
Tutto questo porta alla comparsa di doppie punte (tricoptilosi), alla rottura netta e trasversale del capello nei punti più deboli (tricoclasia) e alla comparsa di rigonfiamenti che possono spezzarsi molto facilmente (tricorressi nodosa).
Non solo, sul capello possono formarsi delle vere e proprie “bolle” - bubble hair - contenenti anidride carbonica e acido solforico derivanti dalla degradazione termica delle proteine. Questo fenomeno, visibile al microscopio elettronico, indica un danno irreversibile della corteccia con perdita permanente delle proprietà meccaniche del capello.
MECCANISMI DEL DANNO TERMICO SULLA FIBRA
I termoprotettori per capelli agiscono attraverso meccanismi sinergici che modificano l'interazione tra il calore e la struttura capillare. Formano infatti un film protettivo multifunzionale che rallenta la conduzione del calore grazie alla bassa conduttività termica e lo distribuisce uniformemente, evitando punti di surriscaldamento localizzato e permettendo al calore di raggiungere la cheratina più lentamente, riducendo il rischio di superare le temperature critiche di denaturazione. Riducono la rapida evaporazione dell'acqua mantenendo un livello di idratazione ottimale e alcuni componenti penetrano parzialmente nella corteccia rinforzando i legami. Inoltre, alcuni ingredienti presenti nei termoprotettori lubrificano la superficie del capello preservando la cuticola e impedendo il sollevamento delle squame cuticolari, che altrimenti esporrebbero la corteccia interna a maggiori danni termici e meccanici.
MECCANISMO D'AZIONE DEI TERMOPROTETTORI
Aminoacidi e proteine
Le proteine idrolizzate, in particolare quelle derivate dalla cheratina, sono fondamentali nei termoprotettori perché hanno una composizione simile a quella del capello stesso e quando frammentate in molecole più piccole (con peso molecolare tra 500-3000 Da) riescono a penetrare parzialmente attraverso le zone danneggiate della cuticola, raggiungendo la corteccia dove rinforzano la struttura interna del capello.
Gli aminoacidi e le proteine agiscono come "mattoncini riparatori" che si legano temporaneamente alle aree compromesse della fibra capillare, aumentandone la resistenza meccanica. Studi recenti hanno dimostrato che alcune proteine specifiche possono offrire una protezione termica significativa fino al 38-44% (7). Inoltre, alcuni peptidi specifici sono in grado di riparare i ponti disolfuro che vengono danneggiati dall'esposizione al calore, contribuendo a ripristinare la resistenza originale del capello.
Polimeri filmogeni
I copolimeri acrilati con PVP (polivinilpirrolidone) e DMAPA (Dimethylaminopropylamine) creano reti tridimensionali flessibili che dissipano l'energia termica, riducendo il danno del 10-20% anche a concentrazioni dell'1% (8). Il VP/VA copolymer (copolimero vinilpirrolidone/vinil acetato) combina proprietà filmogene con resistenza all'umidità, mantenendo la protezione anche in condizioni di elevata umidità ambientale.
L'idrossipropil-guar, polimero cationico di origine naturale, forma film protettivi morbidi e flessibili, particolarmente apprezzato nelle formulazioni per capelli danneggiati. Oltre a proteggere dal calore, migliora la pettinabilità e riduce l'elettricità statica, contribuendo a un risultato finale più disciplinato.
Polimeri cationici, come il Polyquaternium-55 e -28, aderiscono elettrostaticamente al capello carico negativamente, formando film resistenti al calore, mentre il Polyquaternium-11 e -16 offrono proprietà simili ma con maggiore flessibilità del film, particolarmente indicati per capelli fini che necessitano di protezione senza appesantimento.
Siliconi e oli naturali
I siliconi formano un film occlusivo che sigilla la cuticola e riduce la porosità oltre a prevenire la perdita proteica indotta dal calore. Mentre gli oli naturali non sono tutti ugualmente efficaci: oli stabili ad alte temperature come l'olio di argan, cocco e macadamia proteggono il capello grazie agli acidi grassi a catena media-lunga. Oli più labili (lino, cartamo) possono degradarsi generando radicali liberi che implementano il danno. La stabilità termica degli oli è determinata dal grado di insaturazione e dalla presenza di antiossidanti naturali.
Umettanti
Il pantenolo (provitamina B5), il glicole propilenico, la glicerina e il sodium PCA attraggono e trattengono le molecole d'acqua, creando una riserva idrica che tampona gli effetti disidratanti del calore, preservando quindi l'idratazione per mantenere l'elasticità del capello.
INGREDIENTI FUNZIONALI E MECCANISMI PROTETTIVI
Capelli sottili
Con un diametro ridotto e tendenza all'appiattimento, i capelli sottili prediligono formulazioni leggere come sieri o spray con siliconi volatili che evaporano lasciando protezione senza appesantire. Possono contenere proteine idrolizzate a basso peso molecolare e oli leggeri.
Capelli spessi
I capelli spessi tollerano formulazioni ricche come creme con siliconi non volatili e oli nutrienti (argan, macadamia), oltre a ceramidi e proteine a medio-alto peso molecolare.
Capelli ricci e crespi
La struttura ellittica dei capelli ricci richiede l’applicazione del termoprotettore con tecnica "scrunching". Ideali texture in crema o in olio con burri vegetali, oli e sostanze umettanti.
Capelli danneggiati e colorati
Sono adatti sieri con alte concentrazioni di proteine ricostruttive, ceramidi, aminoacidi, vitamine E e B5. Inoltre, la presenza di filtri UV e siliconi previene lo sbiadimento del colore in quanto le cuticole vengono sigillate e trattengono i pigmenti.
FORMULAZIONI PER DIVERSE TIPOLOGIE DI CAPELLI
Le formulazioni dei termoprotettori si distinguono per caratteristiche e destinazioni d’uso: gli spray, ideali per capelli fini, assicurano una distribuzione uniforme e una copertura efficace; le creme, indicate per capelli spessi o danneggiati, offrono una protezione intensa e consentono un controllo preciso della quantità applicata. I sieri oleosi, pensati per capelli molto secchi, ricci o danneggiati, garantiscono nutrimento profondo e sigillano la cuticola, con applicazione mirata su lunghezze e punte; infine, le mousse combinano protezione termica e volume per capelli fini, sfruttando polimeri filmogeni e una texture areata che facilita la distribuzione del prodotto.
DIVERSE FORMULAZIONI
I termoprotettori vanno utilizzati in due momenti precisi: prima dell'asciugatura su capello bagnato e tamponato (distribuzione ottimale su cuticole aperte) e prima della piastra su capello asciutto (protezione diretta da temperature elevate). Tuttavia, non sono degli isolanti totali: rappresentano un fattore di riduzione del rischio, non una sua completa eliminazione. Le buone pratiche rimangono fondamentali: temperatura di piastre e phon controllata, velocità di passaggio adeguata ed evitare applicazione ripetuta sulla stessa sezione.
APPLICAZIONE E RACCOMANDAZIONI PRATICHE
Riferimenti bibliografici
- Zhou Y, et al. The effect of various cosmetic pretreatments on protecting hair from thermal damage by hot flat ironing. Journal of Cosmetic Science, 2011; 62(2):265-282.
The effect of various cosmetic pretreatments on protecting hair from thermal damage by hot flat ironing - PubMed - Trüeb RM. The impact of oxidative stress on hair. Int J Cosmet Sci. 2015;37 Suppl 2:25-30. The impact of oxidative stress on hair - PubMed
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- Duane P. Harland, Crisan Popescu, Marina Richena, Santanu Deb-Choudhury, Claudia Wichlatz, Erin Lee, Jeffrey E. Plowman, The susceptibility of disulfide bonds to modification in keratin fibers undergoing tensile stress, Biophysical Journal, Volume 121, Issue 11, 2022, The susceptibility of disulfide bonds to modification in keratin fibers undergoing tensile stress - PubMed
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- Wong M. How do heat protectant hair products work? Lab Muffin Beauty Science. April 17, 2016. Accessed October 1, 2025. https://labmuffin.com/how-do-heat-protectant-hair-products-work/
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BENEDETTA BASSO
Cosmetologa, segretario generale AIDECO, Italia
CHIARA MANTOVANI
Safic Alcan | Italia

Bio...
Benedetta Basso, cosmetologa laureata in Scienze e Tecnologie cosmetologiche presso Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e tecnico tricologo. Attualmente svolge attività professionale in diversi ambiti della cosmetologia. Si occupa di comunicazione tecnico-scientifica e divulgazione in dermo-cosmetologia (riviste di settore, stampa generica, media, congressi). Dal 2024 ad oggi è segretario del Consiglio Direttivo dell’Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia (AIDECO).

MEMBRO DEL COMITATO SCIENTIFICO
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KEYWORDS
Termoprotettori
Danno termico
Doppie punte
Cheratina
Tricorressi nodosa
I termoprotettori sono dei prodotti cosmetici che prevengono il danno termico alla struttura del capello causato da phon e piastre. La loro efficacia dipende dalla formulazione e dalla corretta selezione in base alla tipologia di capelli. Gli ingredienti chiave includono polimeri filmogeni, siliconi, proteine idrolizzate e oli naturali. Questi componenti creano una barriera protettiva e distribuiscono uniformemente il calore, riducendo il danno termico. In questo modo si prevengono alterazioni strutturali come doppie punte, rotture e nodi che indeboliscono il capello.
ABSTRACT
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