KEYWORDS

Stigma del peso

Obesità

Qualità di vita

Relazione terapeutica

IMPLICAZIONI PER LA PREVENZIONE DELLE NCD (MALATTIE CRONICHE NON TRASMISSIBILI) E LA SALUTE CUTANEA

STIGMA: IL PESO NASCOSTO DEL VIVERE CON L’OBESITÀ

Nonostante le numerose evidenze scientifiche, è ancora diffusa l’idea che il peso corporeo sia interamente sotto il controllo individuale e che l’obesità rappresenti una condizione facilmente reversibile semplicemente “mangiando meno e muovendosi di più”. Questa visione riduttiva e moralistica ignora la complessa eziologia dell’obesità — che coinvolge fattori biologici, genetici, psicologici, ambientali e sociali — e alimenta lo stigma sociale che colpisce le persone che ne sono affette (1).


Il sociologo Erving Goffman (2) definì lo stigma come un “attributo profondamente screditante”, un marchio che riduce la persona a una caratteristica negativa. Nel caso dell’obesità, il peso in eccesso viene spesso associato a pigrizia, mancanza di volontà e scarsa cura di sé, trasformando una condizione di salute in una colpa morale. In questo modo, la persona non viene compresa, ma giudicata.


Lo stigma legato al peso può assumere diverse forme (3):

  • Stigma sperimentato, che riguarda le esperienze dirette di discriminazione, prese in giro, esclusioni e trattamento ingiusto.
  • Stigma interiorizzato, ovvero l’adozione da parte della persona degli stereotipi negativi socialmente diffusi sul peso, con conseguenti sentimenti di vergogna, colpa e autosvalutazione.
  • Stigma anticipato, che si riferisce alla paura o all’aspettativa di essere giudicati o discriminati a causa del proprio peso. Per esempio, evitare di andare in piscina per il timore di essere derisi.

La discriminazione basata sul peso è ampiamente normalizzata nella nostra società, al punto che spesso passa inosservata. Nessuno ne è completamente immune: atteggiamenti negativi verso l’obesità sono stati riscontrati sia negli adulti sia nei bambini già a partire dai tre anni di età. Anche i professionisti della salute, talvolta inconsapevolmente, possono diventare una fonte di stigma, dando origine a quello che viene definito stigma clinico sul peso(4).

    INTRODUZIONE: COS’È LO STIGMA LEGATO AL PESO

    La ricerca mostra che il peso corporeo può penalizzare le persone nei domini più importanti della vita (5):

    • Relazioni sociali: prese in giro, bullismo, umiliazioni ed esclusione
    • Istruzione: aspettative più basse da parte degli insegnanti, atteggiamenti negativi e peggiori risultati scolastici
    • Lavoro: discriminazioni nelle assunzioni, salari inferiori, minori opportunità di carriera e atteggiamenti svalutanti da colleghi e superiori
    • Assistenza sanitaria: minore empatia, comunicazione meno efficace e qualità di cura ridotta
    • Media: rappresentazioni stereotipate e caricaturali di persone con sovrappeso o obesità.

    Questa “fotografia” evidenzia come il peso non rappresenti solo un potenziale rischio per la salute fisica, ma anche un fattore di esclusione sociale.

    DOVE SI MANIFESTA LO STIGMA SUL PESO

    ANTONELLA CAVAZZA 1,2           
    MARCO FONTANAROSA2

    MARGHERITA LANZI2           

    1. MEMBRO DEL COMITATO SCIENTIFICO
    di NUTRA HORIZONS ITALIA

    2. Università degli Studi di Parma

    DANIELE DI PAULI

    Psicoterapeuta libero professionista

    Bio...

    Daniele Di Pauli, psicoterapeuta libero professionista, docente CBT obesità presso la Scuola di psicoterapia Cognitiva (SPC), docente in diversi master sui Disturbi del comportamento alimentare e obesità, membro del comitato editoriale della SIO (Società Italiana Obesità), autore del libro Obesità e Stigma edizioni Positive Press.


    Talvolta lo stigma viene erroneamente giustificato come uno strumento motivazionale per favorire comportamenti salutari. Le evidenze scientifiche mostrano invece l’opposto.

    Sul piano psicologico, l’esposizione ripetuta a giudizi e messaggi colpevolizzanti è associata a (3):

    • aumento di sintomi depressivi e ansiosi,
    • riduzione dell’autostima,
    • senso di impotenza e perdita di controllo,
    • ritiro sociale e, nei casi più gravi, ideazione suicidaria, soprattutto nei giovani.

    Anche il comportamento alimentare risente profondamente di questi vissuti. Vergogna, colpa e autosvalutazione possono favorire abbuffate, alimentazione emotiva e strategie disfunzionali di controllo del peso. Paradossalmente, lo stigma tende a rafforzare proprio quei comportamenti che rendono più difficile la gestione dell’obesità.

    LE CONSEGUENZE DELLO STIGMA SUL PESO

    I professionisti della salute possono, spesso senza intenzione, contribuire allo stigma sul peso. Questo può manifestarsi attraverso:

    • linguaggio giudicante o colpevolizzante,
    • attribuzione del peso esclusivamente a scelte personali,
    • scarsa empatia,
    • comunicazione poco centrata sulla persona,
    • enfasi sul peso come unico obiettivo di salute,
    • attribuzione di ogni sintomo al peso senza adeguati approfondimenti diagnostici.

    Le conseguenze per il paziente possono essere significative: sfiducia nei curanti, ridotta adesione ai trattamenti, evitamento o ritardo delle cure e, nel tempo, peggioramento della condizione di salute.

    LO STIGMA IN AMBITO SANITARIO

    Come professionisti della salute, possiamo fare la differenza. Alcuni aspetti chiave per una cura libera da stigma includono (6):

    • conoscere la complessità dell’obesità e la sua eziologia multifattoriale;
    • riconoscere la diffusione e gli effetti negativi dello stigma sul peso;
    • aumentare la consapevolezza dei propri atteggiamenti e pregiudizi;
    • adottare approcci centrati sulla persona;
    • utilizzare una comunicazione rispettosa e non stigmatizzante;
    • considerare che molti pazienti possono anticipare il giudizio a causa di esperienze negative pregresse;
    • praticare cure compassionevoli, rispettando le scelte del paziente anche quando la perdita di peso non è l’obiettivo principale;
    • creare ambienti fisici accoglienti e adeguati a persone di diverse corporature.

    Anche il linguaggio non verbale — il tono della voce, il contatto visivo, la postura — contribuisce a creare uno spazio sicuro in cui la persona possa sentirsi accolta e rispettata.

    COSA POSSIAMO FARE PER RIDURRE LO STIGMA NELLA PRATICA CLINICA

    Lo stigma legato al peso non è un concetto astratto: è una realtà concreta che attraversa la vita quotidiana delle persone con obesità, compromettendone la qualità di vita e interferendo anche con i percorsi di cura.
    Ridurre lo stigma non significa minimizzare l’importanza della salute, ma prendersene cura in modo più efficace e umano.


    Come professionisti, possiamo ricordare le parole di Maya Angelou:
    “Le persone possono dimenticare ciò che hai detto o fatto, ma non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire.”

    CONCLUSIONI

    Riferimenti bibliografici

    FASCICOLO SPONSORIZZATO DA

    PEER REVIEWED

    OBESITÀ E STIGMA

    La ricerca scientifica ha ampiamente dimostrato come, a causa del peso corporeo, le persone — adulti e bambini — possano subire penalizzazioni in ambiti fondamentali della vita, quali il lavoro, l’istruzione, le relazioni interpersonali e l’accesso alle cure sanitarie.
    Questo articolo intende offrire una panoramica sulla diffusione dello stigma legato al peso e sui suoi effetti sulla qualità di vita delle persone che vivono una condizione di obesità.
    Infine, vengono proposti alcuni spunti pratici rivolti ai professionisti della salute per promuovere una presa in carico della persona libera da stigma e pregiudizi.

    ABSTRACT