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Diabete mellito

Prevenzione

Alimentazione

L’INTERVENTO NUTRIZIONALE NELLA PREVENZIONE DEL DIABETE MELLITO DI TIPO 2

Le malattie croniche non trasmissibili (MCNT), tra cui le patologie cardiovascolari, il diabete mellito, i tumori e le malattie respiratorie croniche, sono responsabili di circa il 75% dei decessi a livello mondiale (1). In Italia, nel 2010, le MCNT hanno rappresentato la causa del 92% dei decessi complessivi (2).


Queste patologie, incluso il diabete mellito, sono strettamente correlate a stili di vita non salutari, in particolare a un’alimentazione inadeguata e all’eccesso ponderale. Le principali raccomandazioni nutrizionali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la prevenzione delle MCNT rispecchiano i principi della dieta mediterranea, che ha dimostrato un impatto significativo nella prevenzione del diabete mellito di tipo 2 e delle malattie cardiovascolari (3).


Più che un semplice regime alimentare, la dieta mediterranea rappresenta un vero e proprio stile di vita, associato a molteplici benefici sul benessere psicofisico; per questo motivo è stata riconosciuta come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO nel 2015.

I principi fondamentali dell’intervento nutrizionale ispirato alla dieta mediterranea includono:

  • incremento dell’apporto di fibre;
  • limitazione del consumo di zuccheri semplici;
  • attenzione alla quantità e alla qualità dei grassi assunti;
  • adeguato apporto proteico;
  • garanzia di un sufficiente introito di micronutrienti.

    La nuova piramide alimentare della dieta mediterranea proposta dalla Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) raccomanda un consumo quotidiano di verdura, cereali integrali, frutta fresca e frutta secca (4). L’OMS suggerisce inoltre un apporto giornaliero di circa 400 g di frutta e verdura, equivalenti a cinque porzioni al giorno (5).


    Uno dei principali benefici di questi alimenti è l’elevato contenuto di fibre alimentari. Le fibre sono carboidrati non digeribili che agiscono a livello del tratto gastrointestinale favorendo il senso di sazietà, accelerando il transito intestinale, riducendo l’escursione glicemica post-prandiale e contribuendo al mantenimento di un microbiota intestinale sano.


    Tali effetti favoriscono il controllo del peso corporeo, la riduzione dell’eccesso ponderale e l’attenuazione dello stato infiammatorio cronico di basso grado. Di conseguenza, le fibre svolgono un ruolo centrale nella prevenzione e nel controllo glicemico del diabete mellito di tipo 2 (6), nonché nella riduzione dell’incidenza delle malattie cardiovascolari (7).

    INCREMENTARE L’APPORTO DI FIBRE

    ANTONELLA CAVAZZA 1,2           
    MARCO FONTANAROSA2

    MARGHERITA LANZI2           

    1. MEMBRO DEL COMITATO SCIENTIFICO
    di NUTRA HORIZONS ITALIA

    2. Università degli Studi di Parma

    FEDERICO BERTUZZI1, ANDREEA L. SERBAN2

    1. Direttore della Diabetologia, ASST GOM Niguarda, Milano | Italia

    2. Dirigente medico in Diabetologia presso ASST GOM Niguarda, Milano | Italia

    Bio...

    Federico Bertuzzi

    Mi sono laureato con lode in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano (1990) dove ho conseguito la specializzazione con lode in Endocrinologia e Malattie del Ricambio (1995), attualmente sono direttore della Diabetologia presso ASST GOM Niguarda, Milano. Mi occupo di biotecnologie per il diabete mellito in terapia insulinica e sono esperto in trapianto di isole pancreatiche nel diabete di tipo 1.


    Andreea L. Serban

    Mi sono specializzata in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo (2015) e ho conseguito il dottorato con lode in Scienze Endocrinologiche (2020), attualmente sono dirigente medico in Diabetologia presso ASST GOM Niguarda, Milano. Mi occupo della prevenzione e della cura del diabete mellito e delle sue complicanze. In particolare gestisco l'ambulatorio di Prevenzione del Diabete e Sindrome Metabolica di Villa Marelli, Milano.

    Gli zuccheri semplici comprendono monosaccaridi (glucosio, fruttosio, galattosio) e disaccaridi (lattosio, saccarosio, maltosio). Pur fornendo energia rapidamente disponibile, il loro consumo determina rapidi incrementi della glicemia, con conseguente stimolazione acuta della secrezione insulinica, favorendo nel tempo l’aumento ponderale e l’insulino-resistenza.


    Gli zuccheri semplici sono frequentemente aggiunti agli alimenti ultraprocessati e alle bevande zuccherate; inoltre, succhi di frutta, miele e diversi sciroppi (acero, agave, datteri, riso, mais) ne contengono naturalmente quantità elevate. L’OMS raccomanda di limitare l’assunzione giornaliera di zuccheri semplici a meno di 50 g (circa 12 cucchiaini), suggerendo idealmente un limite di 25 g al giorno (circa 6 cucchiaini) (5).

    LIMITARE IL CONSUMO DI ZUCCHERI SEMPLICI

    I grassi, o lipidi, rappresentano il macronutriente più energetico, fornendo oltre il doppio delle calorie rispetto ai carboidrati; un apporto eccessivo contribuisce pertanto all’aumento di peso. Tuttavia, oltre alla quantità, è fondamentale considerare anche la qualità dei grassi assunti.


    Numerosi studi hanno dimostrato che la sostituzione dei grassi saturi (presenti principalmente in carne e latticini) e dei grassi trans (tipici di alimenti ultraprocessati e margarine) con acidi grassi polinsaturi (oli vegetali, frutta secca, pesce azzurro) e monoinsaturi (olio extravergine di oliva) è associata a un miglioramento dell’insulino-resistenza e a una riduzione dell’incidenza del diabete mellito di tipo 2 (8).

    PRESTARE ATTENZIONE ALLA QUANTITÀ E ALLA QUALITÀ DEI GRASSI CONSUMATI

    La nuova piramide della dieta mediterranea indica come principali fonti proteiche i legumi, i latticini freschi e il pesce azzurro (4). I legumi, in particolare, rappresentano una fonte preziosa non solo di proteine vegetali, ma anche di fibre e carboidrati complessi. Studi recenti hanno dimostrato che una dieta ricca di legumi è in grado di migliorare la salute metabolica nei soggetti con prediabete (9).

    FORNIRE UN APPORTO ADEGUATO DI PROTEINE

    I latticini freschi contribuiscono all’apporto di calcio e fermenti lattici, mentre il pesce azzurro (alici, sardine, sgombro, aringa) fornisce acidi grassi polinsaturi omega-3, fondamentali nella prevenzione primaria e secondaria delle malattie cardiovascolari (10).

    Per quanto riguarda il ruolo delle diete iperproteiche nella prevenzione del diabete mellito, le evidenze scientifiche risultano attualmente contrastanti (11,12).

    I micronutrienti comprendono principalmente vitamine e minerali. In particolare, la supplementazione con vitamina D si è dimostrata efficace nel ridurre l’incidenza del diabete mellito di tipo 2 in soggetti con alterazioni del metabolismo glucidico, quali alterata glicemia a digiuno o ridotta tolleranza ai carboidrati (13).


    Sulla base di tali evidenze, le linee guida della Endocrine Society raccomandano l’integrazione di vitamina D nei pazienti affetti da prediabete (14).

    NON DIMENTICARE I MICRONUTRIENTI

    La dieta mediterranea, oltre a rappresentare un modello nutrizionale equilibrato, costituisce uno stile di vita caratterizzato da convivialità, rispetto della stagionalità degli alimenti, adeguata idratazione e pratica regolare di attività fisica. Questi elementi, nel loro insieme, contribuiscono in modo determinante al mantenimento della salute fisica e psichica e alla prevenzione delle principali patologie metaboliche.

    CONCLUSIONI

    Riferimenti bibliografici

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    NUTRIZIONE E PREVENZIONE

    In Italia il 7% circa della popolazione è affetta da diabete mellito (DM) e si prevede un ulteriore aumento della prevalenza. L’intervento nutrizionale rappresenta una delle principali misure in grado di ridurre l’incidenza del DM e la dieta mediterranea ha infatti dimostrato il suo impatto protettivo. La base della piramide alimentare è costituita da prodotti di origine vegetale ricchi di fibre, mentre all’apice ci sono gli zuccheri semplici. I grassi dovrebbero essere consumati in quantità moderata, preferendo gli acidi grassi polinsaturi e monoinsaturi ed evitando i grassi saturi transesterificati. L’apporto proteico si basa sulla alternanza tra fonti vegetali e animali, limitando il consumo di carne rossa. Tra i vari micronutrienti, la vitamina D si è dimostrata efficace nel ridurre l’incidenza del DM.

    ABSTRACT