HEALTHY AGING E REGOLAMENTAZIONE:

LO STATO REGOLATORIO DELLE SOSTANZE CHIAVE E LE POSSIBILITÀ COMUNICATIVE

INTRODUZIONE

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce l'invecchiamento in salute come il processo di sviluppo e mantenimento della capacità funzionale che consente il benessere in età avanzata (the process of developing and maintaining the functional ability that enables wellbeing in older age (1). Questa prospettiva olistica supera l'identificazione problematica dell'invecchiamento sano con la totale assenza di malattie, considerando che molte patologie, se ben controllate, hanno un'influenza minima sulla capacità di funzionare dell'individuo. Il benessere viene qui inteso nel senso più ampio, comprendendo felicità, soddisfazione e realizzazione. La capacità funzionale è il risultato della capacità intrinseca dell'individuo, ovvero l'insieme delle sue risorse fisiche e mentali, delle caratteristiche ambientali e dell'interazione tra questi elementi (2).


Considerando che con l'età si verifica un inevitabile accumulo graduale di danni molecolari e cellulari che riduce le riserve fisiologiche, il consumatore odierno ricerca soluzioni scientificamente fondate per preservare la propria vitalità. L'industria nutraceutica sta rispondendo a questa esigenza adeguando le preesistenti formulazioni con nuove sostanze e nuove forme di comunicazione attraverso sfide regolatorie sempre più complesse.


L'evoluzione del mercato segna infatti il passaggio dal concetto di prodotti antietà, destinati a contrastare attivamente l’invecchiamento a quello di pro-aging, un approccio più coerente con le più recenti posizioni scientifiche sull’invecchiamento in salute. In questo modo l’industria tenta per quello che è nelle sue possibilità, auspicabilmente con successo, di rispondere a questa complessità descritta dall'OMS, supportando l'organismo con nutrienti noti e largamente utilizzati, come le vitamine e i minerali, così come con nuove sostanze, come L-ergotioneina, novel food autorizzato sia negli integratori alimentari che in altre specifiche categorie di alimenti.

NUTRIENTI TRADIZIONALI E STRESS OSSIDATIVO

Il supporto nutritivo ai processi fisiologici della senescenza parte abitualmente da un approccio nutrizionale consolidato, composto da vitamine, minerali e altre sostanze nutritive ampiamente note, che generalmente non ricadono nella disciplina dei nuovi alimenti. Le formulazioni, dalle più semplici alle più complesse, includono frequentemente vitamina C, vitamina E, zinco, rame e selenio, impiegati per la loro spiccata capacità di neutralizzare i radicali liberi e supportare le difese antiossidanti endogene dell'organismo, effetti vantabili attraverso il claim autorizzato “contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo”. A questi nutrienti si affiancano spesso componenti strutturali del derma e dei tessuti connettivi, come il collagene idrolizzato e l'acido ialuronico, insieme ad altre sostanze come il coenzima Q10, la luteina o il licopene. Tutte queste sostanze, purché conformi alle specifiche di purezza e derivanti da processi produttivi tradizionali, non ricadono nel campo di applicazione del Regolamento (UE) 2015/2283 (3) sui nuovi alimenti e sono pertanto liberamente utilizzabili negli integratori alimentari nell'Unione Europea, rappresentando una base su cui aggiungere ingredienti di nuova generazione.

PRECURSORI METABOLICI E NUOVI ALIMENTI EMERGENTI

L'innovazione nel settore si concentra sempre più su sostanze capaci di agire a livello mitocondriale, come la nicotinammide mononucleotide (NMN) e la nicotinammide riboside cloruro. Entrambe le sostanze agiscono come precursori del NAD+, essenziale per il supporto dell'energia cellulare e la riparazione del DNA. Il loro inquadramento regolatorio risulta tuttavia dicotomico. La nicotinammide riboside cloruro è un novel food autorizzato come fonte di niacina negli integratori alimentari da diversi anni ed è regolarmente inserita nell’elenco europeo dei novel food autorizzati (4), con un limite massimo di assunzione di 300 mg giornalieri per la popolazione adulta e limiti inferiori, pari a 230 mg, per le donne in gravidanza e in allattamento. Al contrario, la nicotinammide mononucleotide (NMN) resta ancora oggi un novel food non autorizzato, nonostante sia in corso l'iter di valutazione della relativa domanda di autorizzazione. Un'ulteriore sostanza di interesse è l'urolitina A, un metabolita prodotto dalla flora batterica intestinale a partire dagli ellagitannini, capace di indurre la mitofagia, ovvero il processo di riciclo e rinnovamento dei mitocondri disfunzionali per la quale è in corso di valutazione una domanda di autorizzazione.

POLIFENOLI E ANTIOSSIDANTI TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE

L’uso di sostanze antiossidanti richiede un'attenta disamina caso per caso, data la complessa sovrapposizione tra ingredienti tradizionali e nuovi alimenti. Il trans-resveratrolo, ad esempio, rappresenta un tipico esempio di questa situazione. La sostanza tal quale è infatti inserita nell'elenco dell'Unione come novel food autorizzato per l'impiego esclusivo negli integratori alimentari destinati agli adulti, con un limite massimo di assunzione di 150 mg per dose giornaliera. L'autorizzazione impone inoltre una specifica avvertenza obbligatoria in etichetta, che ne prescrive il consumo per le persone in cura farmacologica esclusivamente sotto controllo medico. Tuttavia, la stessa sostanza, se estratta specificamente dalla pianta Fallopia japonica e con un titolo superiore al 98%, è considerata di consumo tradizionale negli integratori alimentari e quindi non novel food in questa specifica categoria di alimenti.


Simili criticità caratterizzano la quercetina, il cui status regolatorio dipende principalmente dalla matrice vegetale di partenza. Se ottenuta da fonti alimentari consuete risulta generalmente accettata negli integratori alimentari, mentre l'estrazione da specie botaniche inusuali come la Dimorphandra mollis la configura immediatamente come un novel food non autorizzato, precludendone l’uso. Pienamente autorizzati come nuovi alimenti e regolamentati nei dosaggi sono invece l'L-ergotioneina e la spermidina. La prima è un antiossidante legalmente approvato per l'uso negli integratori fino a 30 mg per dose giornaliera per gli adulti. La spermidina, parallelamente, è autorizzata sotto forma di estratto di germe di grano ricco in spermidina con una dose giornaliera massima pari a 6 mg al giorno, utilizzata nel settore per il suo riconosciuto potenziale nel supporto dell'omeostasi e dell'autofagia cellulare. Altre fonti di spermidina sono in corso di valutazione come nuovi alimenti.

COMUNICAZIONE E VANTI COMMERCIALI

Sul fronte della comunicazione, l’innovazione trova i suoi limiti nell’elevato grado di evidenza scientifica richiesto dall'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) per la valutazione delle domande di autorizzazione relative alle indicazioni sulla salute. Nessun claim specifico sul contrasto o sul supporto all’invecchiamento dell’organismo è stato infatti finora valutato positivamente e autorizzato. I benefici proposti sono stati ritenuti troppo generici o non sufficientemente dimostrati. Nonostante il caso isolato della pronuncia dell’Autocontrol spagnolo, che ha ritenuto accettabile l’uso del termine antiedad qualificandolo come beneficio generale legato al claim autorizzato sul contenuto di selenio in un integratore alimentare, l'orientamento prevalente è generalmente ostile a questo tipo di comunicazione. In Italia, ad esempio, l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria è intervenuto nel merito censurando spot che vantavano benefici anti-invecchiamento promessi da integratori alimentari (5, 6) classificandoli come ingannevoli in violazione del Codice di Autodisciplina poiché privi di una stretta corrispondenza con i claim autorizzati. L'organo giudicante ha stabilito che, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, non esistono prodotti o principi attivi a cui sia possibile attribuire un simile effetto categorico. È stato inoltre sottolineato che tali promesse indurrebbero ad attribuire al prodotto effetti che trascendono il ruolo di contributo al mantenimento di funzioni fisiologiche normali, unico ambito ammissibile per gli integratori alimentari. Per comunicare il concetto di healthy aging, gli operatori del settore ricorrono pertanto alle indicazioni autorizzate per vitamine e minerali relative alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo. Neanche per sostanze ampiamente consolidate nell'immaginario del consumatore, come il collagene, l'acido ialuronico, la quercetina o il resveratrolo, sono stati autorizzati claim sulla salute in grado di supportare, in conformità alla normativa applicabile, una comunicazione mirata al supporto nutrizionale di un invecchiamento in buona salute.

Riferimenti bibliografici

LUCILLA CARICCHIO         
Co-Founder, Hylobates Consulting srl | Italia

Bio...

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KEYWORDS

Healthy aging

Pro-aging

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La capacità dell'industria di intercettare rapidamente le nuove tendenze salutistiche è essenziale per rispondere a un mercato in continua evoluzione e alle crescenti esigenze dei consumatori. Tuttavia, questa dinamicità operativa deve essere necessariamente affiancata da una rigorosa valutazione preventiva dell'inquadramento regolatorio degli ingredienti impiegati. Tale analisi risulta necessaria sin dalle prime fasi dello sviluppo formulativo. Nello specifico settore dell'invecchiamento in salute, caratterizzato da una forte spinta verso l'innovazione, la corretta classificazione di sostanze emergenti rispetto alla complessa disciplina dei nuovi alimenti e l’applicazione delle restrizioni sulle indicazioni sulla salute si rivelano ancora più importanti nella commerciale efficacia di un integratore alimentare.

ABSTRACT