LA PREABILITAZIONE:
UN NUOVO PARADIGMA NELLA MEDICINA PERIOPERATORIA

Negli ultimi anni, il concetto di preabilitazione ha assunto un ruolo sempre più centrale nella medicina moderna, soprattutto nel contesto della chirurgia oncologica. A differenza della tradizionale riabilitazione — che si concentra sul recupero dopo l’intervento — la preabilitazione mira a migliorare lo stato funzionale e nutrizionale del paziente prima dell’operazione, al fine di ottimizzare gli esiti postoperatori. Questa strategia multidimensionale include l’esercizio fisico, il supporto psicologico e, soprattutto, la nutrizione, riconosciuta come uno dei fattori più determinanti nel migliorare la risposta fisiologica allo stress chirurgico.
Per i pazienti anziani affetti da cancro, tale approccio assume una rilevanza ancora maggiore. L’età avanzata comporta un declino fisiologico della massa muscolare e una maggiore vulnerabilità alle complicanze postoperatorie. L’obiettivo della preabilitazione nutrizionale, dunque, è di preparare l’organismo al trauma chirurgico, migliorando la tolleranza all’intervento e riducendo il rischio di infezioni e degenze prolungate (1).
LA PREABILITAZIONE
La malnutrizione rappresenta una condizione estremamente comune nei pazienti oncologici, soprattutto in quelli di età avanzata. Più della metà dei malati di cancro presenta segni di malnutrizione già al momento della diagnosi. I fattori responsabili sono molteplici: da un lato, la stessa neoplasia induce una sindrome infiammatoria cronica e alterazioni metaboliche note come cachessia tumorale; dall’altro, l’inappetenza e gli effetti collaterali delle terapie contribuiscono a ridurre l’apporto calorico e proteico.
Nei soggetti anziani, la malnutrizione spesso si accompagna a sarcopenia, ossia la perdita di massa e forza muscolare legata all’invecchiamento, che riduce la capacità di affrontare lo stress metabolico dell’intervento e ritarda la guarigione (2).
Un paziente anziano oncologico malnutrito presenta un rischio significativamente più elevato di complicanze postoperatorie, infezioni, ritardi nella cicatrizzazione e mortalità. Da qui deriva la necessità di valutare lo stato nutrizionale in modo sistematico, utilizzando strumenti di screening validati come il Mini Nutritional Assessment (MNA) o il Nutritional Risk Screening (NRS2002), per identificare precocemente i soggetti a rischio e intervenire con strategie mirate.
MALNUTRIZIONE E SARCOPENIA: NEMICI SILENZIOSI DEL SUCCESSO CHIRURGICO

Daniela Limonta
Laureata a 25 anni in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi sperimentale sui Disturbi del Comportamento Alimentare. Successivamente specializzata in Scienza dell’Alimentazione con una tesi sull’Obesità. Da più di 25 anni la dr.ssa Daniela Limonta si occupa di Nutrizione Clinica e Dietoterapia svolgendo la sua professione di medico dietologo con passione e impegno.
LA VALUTAZIONE NUTRIZIONALE PRE‑OPERATORIA: UN ATTO CLINICO IMPRESCINDIBILE
La valutazione nutrizionale rappresenta il primo passo fondamentale nella preabilitazione. Essa comprende la raccolta di dati anamnestici (peso, variazioni ponderali recenti, apporto alimentare), la misurazione della composizione corporea, la valutazione della forza muscolare (hand‑grip test) e l’analisi di marker biochimici nel sangue, come albumina e prealbumina.
Per i pazienti oncologici anziani, un’attenzione particolare deve essere riservata anche agli aspetti funzionali e cognitivi. Il rischio di iponutrizione può essere aggravato da solitudine, difficoltà di masticazione o deglutizione, e da eventuali disturbi cognitivi che compromettono la capacità di alimentarsi correttamente.
Una valutazione multidisciplinare, che coinvolga oncologo, nutrizionista, dietista e fisioterapista, consente di definire un piano nutrizionale personalizzato, calibrato sul tipo di tumore, sullo stato metabolico e sulla data dell’intervento programmato.
La strategia nutrizionale nella fase di preabilitazione mira a ottimizzare il bilancio energetico e proteico, sostenendo la massa magra e modulando la risposta infiammatoria sistemica.
La letteratura scientifica raccomanda un apporto calorico di circa 2530 kcal/kg/die, con un’introduzione di 1,21,5 g di proteine/kg/die, privilegiando le fonti ad alto valore biologico come pesce, uova, latticini e carni magre. L’integrazione con aminoacidi ramificati (BCAA) e leucina può favorire la sintesi proteica e ridurre la perdita muscolare.
Nei casi più gravi, o quando il paziente non riesce a soddisfare il fabbisogno per via orale, è indicata la nutrizione enterale o parenterale, sempre sotto stretta supervisione clinica.
Un ruolo di crescente interesse è rivestito dalla immunonutrizione, che prevede l’impiego di specifici nutrienti — come arginina, acidi grassi omega3 e nucleotidi — mirati a modulare la risposta immunitaria e a ridurre l’infiammazione perioperatoria. Diversi studi randomizzati hanno dimostrato che l’immunonutrizione può ridurre le infezioni postoperatorie e abbreviare la durata della degenza ospedaliera nei pazienti sottoposti a chirurgia oncologica maggiore (3).
INTERVENTI NUTRIZIONALI NELLA FASE PRE‑OPERATORIA

I pazienti oncologici anziani rappresentano una popolazione particolarmente eterogenea, in cui la fragilità costituisce un elemento cruciale (4). La fragilità è definita come una ridotta capacità dell’organismo di adattarsi allo stress, e include componenti fisiche, cognitive e sociali.
Nel contesto della chirurgia oncologica, i soggetti fragili sono più predisposti a complicanze, delirium post‑operatorio, perdita di autonomia e ritorni ritardati a uno stato funzionale basale.
La preabilitazione nutrizionale, in questo scenario, deve essere integrata in un programma geriatrico globale, che consideri anche esercizi di potenziamento muscolare, supporto psicologico e strategie per la gestione delle polifarmacoterapie.
Ad esempio, il potenziamento muscolare attraverso esercizi di resistenza moderata e un adeguato apporto proteico può migliorare la forza e la tolleranza allo sforzo, contribuendo a un decorso post‑operatorio più favorevole.
LA DIMENSIONE GERIATRICA: FRAGILITÀ, COMORBIDITÀ E SUPPORTO PERSONALIZZATO
L’efficacia della preabilitazione nutrizionale è stata ampiamente documentata in numerosi studi clinici e metaanalisi.
La European Society for Clinical Nutrition and Metabolism (ESPEN) sottolinea che un adeguato supporto nutrizionale prechirurgico nei pazienti malnutriti può ridurre la mortalità operatoria fino al 30% (4).
Studi specifici condotti su pazienti anziani sottoposti a chirurgia per tumori gastrointestinali o toracici hanno evidenziato che una corretta ottimizzazione nutrizionale prima dell’intervento migliora la prognosi, riduce la durata della degenza e aumenta la probabilità di tornare all’autonomia preoperatoria entro 30 giorni.
Si tratta dunque di un investimento clinico e umano, che non solo migliora gli esiti clinici, ma riduce anche i costi sanitari complessivi.
BENEFICI SCIENTIFICAMENTE DOCUMENTATI DELLA PREABILITAZIONE NUTRIZIONALE
La preabilitazione nutrizionale rappresenta uno degli esempi più chiari di come la medicina moderna si stia muovendo verso modelli sempre più personalizzati e preventivi.
Per i pazienti oncologici anziani, il percorso di cura non può limitarsi al trattamento del tumore, ma deve considerare la persona nella sua interezza, con le sue fragilità, abitudini alimentari e potenzialità di recupero (5).
Promuovere una cultura della nutrizione clinica significa anche educare il paziente e la famiglia, facilitando il mantenimento di abitudini sane e la consapevolezza dell’importanza dell’alimentazione come parte integrante della terapia.
In prospettiva, l’integrazione tra oncologia, geriatria e nutrizione clinica potrà consentire di sviluppare protocolli sempre più mirati, basati su valutazioni funzionali, biomarcatori nutrizionali e monitoraggio continuo.
La preabilitazione non deve essere vista come un periodo di attesa prima dell’intervento, ma come un’opportunità per rafforzare il paziente, sostenerlo e dargli strumenti concreti per affrontare con successo la sfida chirurgica e il percorso di guarigione (6).
VERSO UNA MEDICINA PIÙ PERSONALIZZATA E PREVENTIVA
L’importanza della nutrizione nella preabilitazione chirurgica è oggi scientificamente comprovata e clinicamente innegabile. Nei pazienti oncologici anziani, il sostegno nutrizionale personalizzato rappresenta un intervento ad alto impatto, capace di migliorare la qualità della vita, ridurre complicanze e velocizzare il ritorno alla normalità funzionale.
La chiave del successo risiede nella valutazione precoce, nella collaborazione multidisciplinare e nella consapevolezza che il recupero comincia molto prima dell’intervento.
CONCLUSIONI
Riferimenti bibliografici
- Gillis, C., & Carli, F. (2019). Promoting perioperative metabolic and nutritional care. Anesthesiology Clinics, 37(2), 197‑212.
https://doi.org/10.1016/j.anclin.2019.01.001 - Cruz-Jentoft, A. J., et al. (2019). Sarcopenia: Revised European consensus on definition and diagnosis. Age and Ageing, 48(1), 16‑31.
https://doi.org/10.1093/ageing/afy169 - Weimann, A., et al. (2021). ESPEN practical guideline: Clinical nutrition in surgery. Clinical Nutrition, 40(7), 4745‑4761.
https://doi.org/10.1016/j.clnu.2021.02.038 - Carli, F., & Scheede-Bergdahl, C. (2015). Prehabilitation to enhance perioperative care. Annual Review of Nutrition, 35, 507‑528.
https://doi.org/10.1146/annurev-nutr-071714-034216 - Fearon, K., et al. (2011). Definition and classification of cancer cachexia: An international consensus. The Lancet Oncology, 12(5), 489‑495.
https://doi.org/10.1016/S1470-2045(10)70218-7 - Santa Mina, D., et al. (2018). Effect of total-body prehabilitation on postoperative outcomes: Systematic review and meta‑analysis. British Journal of Surgery, 105(13), 1569‑1578.
https://doi.org/10.1002/bjs.10966

PEER REVIEWED
KEYWORDS
Preabilitazione
Malnutrizione
Sarcopenia
Fragilità
NUTRIZIONE E ONCOLOGIA
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La preabilitazione rappresenta un nuovo paradigma nella medicina perioperatoria, con particolare rilevanza nei pazienti oncologici anziani. A differenza della riabilitazione tradizionale, questo approccio mira a ottimizzare lo stato funzionale e nutrizionale prima dell’intervento chirurgico, migliorando la risposta allo stress operatorio e riducendo le complicanze post-operatorie. Malnutrizione e sarcopenia, condizioni frequenti in questa popolazione, sono fattori prognostici negativi associati a infezioni, degenze prolungate e aumento della mortalità. La valutazione nutrizionale precoce e interventi mirati, inclusa l’immunonutrizione, consentono di sostenere la massa muscolare e modulare la risposta infiammatoria. Le evidenze scientifiche dimostrano che la preabilitazione nutrizionale migliora gli esiti clinici, favorendo un recupero più rapido e una migliore qualità di vita.


