IL
MENÙ
DELLA
BELLEZZA
Con una scelta praticamente illimitata,
la NATURA si proclama chef d'eccezione
e propone tanti ingredienti
a beneficio di salute e bellezza
Un affascinante percorso di conoscenza a cura di S.I.Fit

Goji
UTILIZZO A TAVOLA


Con il loro colore rosso vivo e il sapore dolce-acidulo, le bacche di goji (frutti di Lycium barbarum L. e Lycium chinense Mill.) rappresentano uno degli esempi più emblematici di alimento in cui nutrizione e tradizione medicinale si sovrappongono. Più che semplici frutti, incarnano una visione del cibo come pratica quotidiana di equilibrio, in cui il valore nutrizionale si intreccia con dimensioni simboliche, culturali e terapeutiche. La loro storia, stratificata e continua, riflette un rapporto profondo tra uomo e pianta, costruito nel tempo attraverso osservazione, esperienza e narrazione (1, 2).
A questa dimensione appartengono numerosi miti e leggende dell’antico e remoto Oriente. Una delle leggende più diffuse, di origine cinese, racconta di un antico pozzo circondato da piante rigogliose di goji le cui bacche, giunte a piena maturazione, cadevano naturalmente nell’acqua cedendole lentamente i loro succhi e le loro proprietà, e chi ne beveva godeva di una salute straordinaria e di una longevità fuori dal comune. Più che un racconto fantastico, questo mito riflette una percezione radicata: il goji come alimento capace di sostenere la vita nel lungo periodo. In alcune aree della Cina nord-occidentale, ancora oggi, il consumo quotidiano delle bacche è associato simbolicamente alla resistenza fisica e alla lucidità mentale, elementi chiave dell’ideale di invecchiamento attivo (3).
Sul piano storico, l’utilizzo delle bacche di goji è documentato già nei più antichi testi della medicina tradizionale cinese. Nel Shennong Bencao Jing (I–II secolo d.C.) le bacche sono descritte come tonico del fegato e dei reni, utili per migliorare la vista e sostenere l’energia vitale (qi). Durante le dinastie imperiali cinesi Tang (618-907 d.C.) e Song (960-1279 d.C.), il goji divenne un ingrediente comune non solo nei preparati terapeutici, ma anche nella cucina quotidiana, segnando una continuità tra alimento e rimedio che caratterizza profondamente la cultura alimentare cinese (1, 4).
Gli utilizzi empirici si sviluppano proprio da questa continuità. Le bacche venivano impiegate per sostenere la funzione visiva, contrastare la debolezza generale e favorire il recupero dopo malattia o affaticamento. Nella pratica tradizionale, erano spesso combinate con altre piante come ginseng, astragalo o crisantemo, all’interno di formulazioni complesse, adattate alla condizione individuale. Questa logica combinatoria riflette un approccio sistemico, in cui il singolo ingrediente non agisce isolatamente, ma come parte di un equilibrio più ampio (2, 5).
Accanto all’uso empirico, il goji ha assunto anche una dimensione simbolica e, in senso lato, “magica”. Nella cultura popolare, il consumo regolare delle bacche era ritenuto capace di preservare non solo la salute fisica, ma anche la vitalità spirituale. In alcune tradizioni taoiste, il goji compare tra gli alimenti associati alla longevità e alla ricerca dell’immortalità, spesso sotto forma di vini medicati o elisir. Sebbene queste pratiche si collochino al confine tra medicina e ritualità, testimoniano la centralità attribuita al frutto come elemento di connessione tra corpo e principio vitale (6).
Dal punto di vista etnobotanico, il goji si diffonde progressivamente in diverse aree dell’Asia. In Tibet viene integrato in zuppe nutrienti, pensate per sostenere l’organismo in condizioni climatiche estreme; in Corea e in Giappone compare in infusi e preparazioni stagionali, soprattutto nei periodi freddi. In Mongolia e nelle regioni himalayane, le bacche essiccate rappresentano una risorsa alimentare stabile, facilmente conservabile e trasportabile. In tutte queste culture, il filo conduttore rimane lo stesso: un alimento semplice, ma carico di significato funzionale e simbolico (7, 8).
Arrivando alle pratiche alimentari, il goji trova la sua espressione più concreta, anche se non propriamente sulle nostre tavole, su quelle dell’Estremo Oriente, dove non rappresenta un elemento decorativo, ma parte integrante della struttura del pasto. Nella cucina cinese tradizionale, le bacche vengono aggiunte a brodi, minestre e piatti a base di carni come pollo e maiale, dove contribuiscono a bilanciare i sapori e ad arricchire il profilo nutrizionale. Il loro gusto dolce e leggermente acidulo si integra con preparazioni lunghe, armonizzando componenti grasse e intense. Parallelamente, sono consumate sotto forma di tisane, decotti o semplicemente reidratate in acqua calda, secondo una logica di assunzione quotidiana e costante (2, 9).
In Occidente, invece, la sua introduzione è più recente e legata alla categoria dei “superfood”. Qui le bacche vengono impiegate prevalentemente in preparazioni rapide e fredde: yogurt, cereali, insalate e miscele di frutta secca. Questo adattamento riflette abitudini alimentari diverse, ma conserva, almeno in parte, l’idea originaria di alimento funzionale (1, 10, 11).
In questa prospettiva, il goji si inserisce pienamente in quella “sapienza alimentare” che caratterizza molte culture tradizionali: un sapere non codificato in modo teorico, ma costruito attraverso l’esperienza. Il passaggio dalla medicina alla tavola non rappresenta una semplificazione, ma una forma di maturazione culturale. Il benessere, ancora una volta, non è affidato a interventi straordinari, ma a pratiche quotidiane, semplici e reiterate nel tempo.




Riferimenti bibliografici
- magase H, Farnsworth NR. A review of botanical characteristics, phytochemistry, clinical relevance in efficacy and safety of Lycium barbarum fruit (goji). Food Res Int. 2011;44(7):1702–1717.
- Potterat O. Goji (Lycium barbarum and L. chinense): phytochemistry, pharmacology and safety in the perspective of traditional uses and recent popularity. Planta Med. 2010;76(1):7–19.
- https://www.fruttaebacche.it/blog/un-piccolo-frutto-un-mondo-di-benefici-n181?srsltid=AfmBOopEhSdpOi1y6BBGRPXPMI3-zj5lA_UKUJEfvUNwNkAsUznKGVU3#:~:text=Una%20curiosa%20storia%2C%20ammantata%20di%20leggenda%20e,accanto%20ad%20un%20tempio%20buddista%20tibetano%20fosse
- Chinese Pharmacopoeia Commission. Pharmacopoeia of the People’s Republic of China. Beijing: China Medical Science Press; 2015.
- Chang RC, So KF. Use of anti-aging herbal medicine, Lycium barbarum, against aging-associated diseases. Cell Mol Neurobiol. 2008;28(5):643–652.
- https://naturem.us/blogs/natural-ingredients/goji-berry-in-oriental-medicine-the-role-of-nourishing-the-body-and-enhancing-vitality?utm_source=chatgpt.com
- Yao R, Heinrich M, Weckerle CS. The genus Lycium as food and medicine: a botanical, ethnobotanical and historical review. J Ethnopharmacol. 2018;212:50–66.
- https://www.nuovaterra.net/en/ingredienti/goji-berries/?utm_source=chatgpt.com
- https://www.food400.com/it/recipes/chinese-ginger-chicken-red-date-tonic-soup
- Kulczyński, B. & Gramza-Michałowska, A. (2016). Goji Berry (Lycium barbarum): Composition and Health Effects – a Review. Polish Journal of Food and Nutrition Sciences, 66(2), 67–75. https://doi.org/10.1515/pjfns-2015-0040
- https://cookpad.com/it/cerca/goji
- Shunkai, H., Yiting, X., Shadrack, S. M., Jianghao, Z., Lingxiao, X., Yezhi, W., Fei, W., Chongjiang, C., Xiao, X., & Biao, Y. (2025). Lycium barbarum (goji berry): A comprehensive review of chemical composition, bioactive compounds, health-promoting activities, and applications in functional foods and beyond. Food chemistry, 496(Pt 1), 146588. https://doi.org/10.1016/j.foodchem.2025.146588
- https://www.actaplantarum.org/flora/flora_info.php?id=504694
- https://lerosedifirenze.com/it/frutti-minori/501-goji-lycium-barbarum.html
- Qiang, X., Xia, T., Geng, B., Zhao, M., Li, X., Zheng, Y., & Wang, M. (2023). Bioactive Components of Lycium barbarum and Deep-Processing Fermentation Products. Molecules, 28(24), 8044. https://doi.org/10.3390/molecules28248044
- https://www.humanitas.it/enciclopedia/alimenti/frutta/bacche-di-goji/
- Teixeira, F., Silva, A. M., Delerue-Matos, C., & Rodrigues, F. (2023). Lycium barbarum Berries (Solanaceae) as Source of Bioactive Compounds for Healthy Purposes: A Review. International journal of molecular sciences, 24(5), 4777. https://doi.org/10.3390/ijms24054777
- https://www.legatumori.genova.it/approfondimento-sulle-bacche-di-goji/
- Vidović, Bojana B., et al. "Health benefits and applications of goji berries in functional food products development: A review." Antioxidants 11.2 (2022): 248.
- https://www.humanitas.it/enciclopedia/integratori-alimentari/zeaxantina/
- Dal libro “Fitoterapia. Impiego razionale delle droghe vegetali” di Francesco Capasso , Giuliano Grandolini, Angelo A. Izzo, Springer Verlag, 2006, pag. 229
- Ma, R. H., Zhang, X. X., Ni, Z. J., Thakur, K., Wang, W., Yan, Y. M., Cao, Y. L., Zhang, J. G., Rengasamy, K. R. R., & Wei, Z. J. (2023). Lycium barbarum (Goji) as functional food: a review of its nutrition, phytochemical structure, biological features, and food industry prospects. Critical reviews in food science and nutrition, 63(30), 10621–10635. https://doi.org/10.1080/10408398.2022.2078788
- Niro, S., Fratianni, A., Panfili, G., Falasca, L., Cinquanta, L., & Alam, M. R. (2017). Nutritional evaluation of fresh and dried goji berries cultivated in Italy. Italian Journal of Food Science, 29(3).
- Ministero della Salute; Alimenti particolari, integratori e novel food – Sostanze e preparati vegetali. https://www.salute.gov.it/portale/alimentiParticolariIntegratori/dettaglioContenutiAlimentiParticolariIntegratori.jsp?lingua=italiano&id=1424&area=Alimenti%20particolari%20e%20integratori&menu=integratori
- Niu, Y., Zhang, G., Sun, X., He, S., & Dou, G. (2023). Distinct Role of Lycium barbarum L. Polysaccharides in Oxidative Stress-Related Ocular Diseases. Pharmaceuticals, 16(2), 215. https://doi.org/10.3390/ph16020215
- Wang, H., Li, Y., Liu, J., Di, D., Liu, Y., & Wei, J. (2020). Hepatoprotective effect of crude polysaccharide isolated from Lycium barbarum L. against alcohol-induced oxidative damage involves Nrf2 signaling. Food Sci Nutr., 8:6528–6538. https://doi.org/10.1002/fsn3.1942
- Fernando, W. M. A. D. B., Dong, K, Durham, R., Stockmann, R., & Jayasena, V. (2021). Effect of goji berry on the formation of extracellular senile plaques of Alzheimer’s disease. Nutrition and Healthy Aging, 6(2):105-116. https://doi.org/10.3233/NHA-200101
- Wu, X., Li, X., Liang, S., Liu, Y., Dai, X., Zheng, Q., & Sun, Y. (2017). Neuroprotective Effect of Anthocyanin Extract from Lycium ruthenicum Murray in Aβ1–42-induced Rat Model of AD. https://doi.org/10.20944/preprints201705.0144.v1
- Yang, Y., Gao, L., Niu, Y., Li, X., Liu, W., Jiang, X., Liu, Y., & Zhao, Q. (2020). Kukoamine A Protects against NMDA-Induced Neurotoxicity Accompanied with Down-Regulation of GluN2B-Containing NMDA Receptors and Phosphorylation of PI3K/Akt/GSK-3β Signaling Pathway in Cultured Primary Cortical Neurons. Neurochemical research, 45(11), 2703–2711. https://doi.org/10.1007/s11064-020-03114-y
- Hu, X. L., Gao, L. Y., Niu, Y. X., Tian, X., Wang, J., Meng, W. H., Zhang, Q., Cui, C., Han, L., & Zhao, Q. C. (2015). Neuroprotection by Kukoamine A against oxidative stress may involve N-methyl-D-aspartate receptors. Biochimica et biophysica acta, 1850(2), 287–298. https://doi.org/10.1016/j.bbagen.2014.11.006
- Kruczek, A., Ochmian, I., Krupa-Małkiewicz, M., & Lachowicz, S. (2020). Comparison of Morphological, Antidiabetic and Antioxidant Properties of Goji Fruits. Acta Universitatis Cibiniensis. Series E: Food Technology, 24, 1 - 14. https://doi.org/10.2478/aucft-2020-0001
- Hameed, A., Galli, M., Adamska-Patruno, E., Krętowski, A., & Ciborowski, M. (2020). Select Polyphenol-Rich Berry Consumption to Defer or Deter Diabetes and Diabetes-Related Complications. Nutrients, 12(9), 2538. https://doi.org/10.3390/nu12092538
- Toh, D. W. K., Zhou, H., Cazenave-Gassiot, A., Choi, H., Burla, B., Bendt, A. K., Wenk M. R., Ling, L. H., $ Kim, J - E (2024) Effects of wolfberry (Lycium barbarum) consumption on the human plasma lipidome and its association with cardiovascular disease risk factors: a randomized controlled trial of middle-aged and older adults. Front. Nutr. 11:1258570. https://doi.org/10.3389/fnut.2024.1258570
- Jurikova, T., Tinakova, S. M., Ziarovska, J., Szekeres, L., Mlcek, J., Fatrcova-Sramkova, K., Knazicka, Z., & Skrovankova, S. (2025). Polyphenolic Spectrum of Goji Berries and Their Health-Promoting Activity. Foods, 14(8), 1387. https://doi.org/10.3390/foods14081387
- Amagase, H., Nance, D. M. (2008). A Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled, Clinical Study of the General Effects of a Standardized Lycium barbarum (Goji) Juice, GoChiTM. The Journal of Alternative and Complementary Medicine: Paradigm, Practice, and Policy Advancing Integrative Health. 14(4):403-412. https://doi.org/10.1089/acm.2008.0004
- Shi, G. J., Zheng, J., Wu, J., Qiao, H. Q., Chang, Q., Niu, Y., Sun, T., Li, Y. X., & Yu, J. Q. (2017). Protective effects of Lycium barbarum polysaccharide on male sexual dysfunction and fertility impairments by activating hypothalamic pituitary gonadal axis in streptozotocin-induced type-1 diabetic male mice. Endocrine journal, 64(9), 907–922. https://doi.org/10.1507/endocrj.EJ16-0430
- Jeong, H. C., Jeon, S. H., Guan Qun, Z., Bashraheel, F., Choi, S. W., Kim, S. J., … Kim, S. W. (2020). Lycium chinense Mill improves hypogonadism via anti-oxidative stress and anti-apoptotic effect in old aged rat model. The Aging Male, 23(4), 287–296. https://doi.org/10.1080/13685538.2018.1498079
- Meng, X., Peng, L., Xu, J., Guo, D., Cao, W., Xu, Y., & Li, S. (2022). Betaine attenuate chronic restraint stress-induced changes in testicular damage and oxidative stress in male mice. Reproductive biology and endocrinology : RB&E, 20(1), 80. https://doi.org/10.1186/s12958-022-00949-8
- Lei, X., Huo, P., Wang, Y., Xie, Y., Shi, Q., Tu, H., Yao, J., Mo, Z., & Zhang, S. (2020). Lycium barbarum Polysaccharides Improve Testicular Spermatogenic Function in Streptozotocin-Induced Diabetic Rats. Frontiers in endocrinology, 11, 164. https://doi.org/10.3389/fendo.2020.00164
- He, X. Y., Wu, Y. G., Wang, C. Y., and Zhang, X. (2012). Clinical efficacy of Yougui capsules and Wuziyanzong pills on oligoasthenospermia. Zhonghua Nan Ke Xue, 18 (3), 281–283. https://doi.org/10.13263/j.cnki.nja.2012.03.004
- Ávila, C. N., Trindade, F. M. R., Penteado, J. O., Janke, F., Schneider, J. P., Uecker, J. N., … & Pieniz, S. (2020). Anti-inflammatory Effect of a Goji Berry Extract (Lycium barbarum) in Rats Subjected to Inflammation by Lipopolysaccharides (LPS). Brazilian Archives of Biology and Technology, 63. https://doi.org/10.1590/1678-4324-2020180612
- Jia, L., Li, W., Li, J., Li, Y., Song, H., Luan, Y., Qi, H., Ma, L., Lu, X., & Yang, Y. (2016). Lycium barbarum polysaccharide attenuates high-fat diet-induced hepatic steatosis by up-regulating SIRT1 expression and deacetylase activity. Scientific reports, 6, 36209. https://doi.org/10.1038/srep36209
- Zhao, S., Yang, H., Wu, H., Li, Z., Zheng, N., Wang, J., Zhao, H., Liu, J., Sun, T., & Zhang, H. (2026). Research progress on the prevention and treatment of alcoholic liver disease with medicinal and edible herbs. Journal of ethnopharmacology, 355(Pt B), 120755. https://doi.org/10.1016/j.jep.2025.120755
- Skenderidis, P., Mitsagga, C., Lampakis, D., Petrotos, K., & Giavasis, I. (2020). The Effect of Encapsulated Powder of Goji Berry (Lycium barbarum) on Growth and Survival of Probiotic Bacteria. Microorganisms, 8(1), 57. https://doi.org/10.3390/microorganisms8010057
- Chen, Q., Fan, J., Lin, L., & Zhao, M. (2023). Combination of Lycium barbarum L. and Laminaria japonica polysaccharides as a highly efficient prebiotic: Optimal screening and complementary regulation of gut probiotics and their metabolites. International journal of biological macromolecules, 246, 125534. https://doi.org/10.1016/j.ijbiomac.2023.125534
- Ali, Z., Ayub, A., Lin, Y., Anis, S., Khan, I., Younas, S., Tahir, R. A., Wang, S., & Li, J. (2025). Lycium barbarum's diabetes secrets: A comprehensive review of cellular, molecular, and epigenetic targets with immune modulation and microbiome influence. Journal of pharmaceutical analysis, 15(5), 101130. https://doi.org/10.1016/j.jpha.2024.101130
- Li, X., Holt, R. R., Keen, C. L., Morse, L. S., Yiu, G., & Hackman, R. M. (2021). Goji Berry Intake Increases Macular Pigment Optical Density in Healthy Adults: A Randomized Pilot Trial. Nutrients, 13(12), 4409. https://doi.org/10.3390/nu13124409
- Wei, S., Wang, Y., Zhou, S., Luo, S., Lin, Y., Wang, R., Jia, Q., Feng, T., Zhao, G., Yin, X., & Yang, F. (2025). Unveiling the components, physiological functions and emerging trends of hydroxycinnamic acid amides in goji berry (Lycium). Food research international (Ottawa, Ont.), 214, 116696. https://doi.org/10.1016/j.foodres.2025.116696
- Baimakhanova, B., Sadanov, A., Bogoyavlenskiy, A., Berezin, V., Trenozhnikova, L., Baimakhanova, G., Ibraimov, A., Serikbayeva, E., Arystanov, Z., Arystanova, T., Nazakat, R., Khammetova, A., Seitimova, G., & Turgumbayeva, A. (2025). Exploring phytochemicals and their pharmacological applications from ethnomedicinal plants: A focus on Lycium barbarum, Solanacea. Heliyon, 11(2), e41782. https://doi.org/10.1016/j.heliyon.2025.e41782
- Rivera, C. A., Ferro, C. L., Bursua, A. J., & Gerber, B. S. (2012). Probable interaction between Lycium barbarum (goji) and warfarin. Pharmacotherapy, 32(3), e50–e53. https://doi.org/10.1002/j.1875-9114.2012.01018.x
- Ma, D., Li, D., Du, G., Liu, S., Wang, A., Chang, H., Lv, H., Wang, H., Wang, F., & Guo, J. (2025). Therapeutic mechanisms of Lycii Fructus in male infertility: a comprehensive review. Frontiers in pharmacology, 16, 1613156. https://doi.org/10.3389/fphar.2025.1613156
- https://foodforhealth.gr/en/nutrition-dictionary/goji-berries/
- Zhang Y, Hao J, Cao K, Qi Y, Wang N, Han S. Macular pigment optical density responses to different levels of zeaxanthin in patients with high myopia. Graefes Arch Clin Exp Ophthalmol. 2022 Jul;260(7):2329-2337. doi: 10.1007/s00417-021-05532-2. Epub 2022 Jan 19. Erratum in: Graefes Arch Clin Exp Ophthalmol. 2022 Jul;260(7):2387. doi: 10.1007/s00417-022-05622-9. PMID:35044504.
- Chan HH, Lam HI, Choi KY, Li SZ, Lakshmanan Y, Yu WY, Chang RC, Lai JS, So KF. Delay of cone degeneration in retinitis pigmentosa using a 12-month treatment with Lycium barbarum supplement. J Ethnopharmacol. 2019 May 23;236:336-344. doi: 10.1016/j.jep.2019.03.023. Epub 2019 Mar 12. PMID: 30877066.
- Goji berry effects on macular characteristics and plasma antioxidant levels. Optom Vis Sci. 2011 Feb;88(2):257-62. doi: 10.1097/OPX.0b013e318205a18f. PMID: 21169874.
- Cai H, Liu F, Zuo P, Huang G, Song Z, Wang T, Lu H, Guo F, Han C, Sun G. Practical Application of Antidiabetic Efficacy of Lycium barbarum Polysaccharide in Patients with Type 2 Diabetes. Med Chem. 2015;11(4):383-90. doi: 10.2174/1573406410666141110153858. PMID: 25381995; PMCID: PMC4475782.
- Amagase H, Nance DM. Lycium barbarum increases caloric expenditure and decreases waist circumference in healthy overweight men and women: pilot study. J Am Coll Nutr. 2011 Oct;30(5):304-9. doi: 10.1080/07315724.2011.10719973. PMID: 22081616.
- Xia X, Toh DWK, Ng SL, Zharkova O, Poh KK, Foo RSY, Wang JW, Kim JE. Impact of following a healthy dietary pattern with co-consuming wolfberry on number and function of blood outgrowth endothelial cells from middle-aged and older adults. Food Funct. 2022 Jan 4;13(1):76-90. doi: 10.1039/d1fo02369a. PMID: 34882161.
- Toh DWK, Xia X, Sutanto CN, Low JHM, Poh KK, Wang JW, Foo RS, Kim JE. Enhancing the cardiovascular protective effects of a healthy dietary pattern with wolfberry (Lycium barbarum): A randomized controlled trial. Am J Clin Nutr. 2021 Jul 1;114(1):80-89. doi: 10.1093/ajcn/nqab062. Erratum in: Am J Clin Nutr. 2021 Jul 1;114(1):397. doi: 10.1093/ajcn/nqab192. PMID: 33964853.
- Lee YJ, Ahn Y, Kwon O, Lee MY, Lee CH, Lee S, Park T, Kwon SW, Kim JY. Dietary Wolfberry Extract Modifies Oxidative Stress by Controlling the Expression of Inflammatory mRNAs in Overweight and Hypercholesterolemic Subjects: A Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled Trial. J Agric Food Chem. 2017 Jan 18;65(2):309-316. doi: 10.1021/acs.jafc.6b04701. Epub 2017 Jan 9. PMID: 28027641.
- Amagase H, Sun B, Borek C. Lycium barbarum (goji) juice improves in vivo antioxidant biomarkers in serum of healthy adults. Nutr Res. 2009 Jan;29(1):19-25. doi: 10.1016/j.nutres.2008.11.005. PMID: 19185773.
- Cho Y, Shen J, Li J, Yoo J. Comparative Effects of Agastache rugosa Extract and a Complex of Agastache rugosa, Ficus carica, and Lycium barbarum Extracts on Skin Aging: A Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled Trial. J Med Food. 2026 Mar 12:1096620X261431197. doi:10.1177/1096620X261431197. Epub ahead of print. PMID: 41817298.
- Tsunenaga M, Xu W, Myojin T, Nakamura T, Kon T, Nakamura Y, Ueda O. Modulating effects of oral administration of Lycii Fructus extracts on UVB-induced skin erythema: A Randomized, placebo-controlled study. Biomed Rep. 2022;17(1):62. doi: 10.3892/br.2022.1545. PMID: 35719836; PMCID: PMC9198991.
- Liu GT, Li YL, Wang J, Dong CZ, Deng M, Tai M, Deng L, Che B, Lin L, Du ZY, Chen HX. Improvement of Skin Barrier Dysfunction by Phenolic-containing Extracts of Lycium barbarum via Nrf2/HO-1 Regulation. Photochem Photobiol. 2022 Jan;98(1):262-271. doi: 10.1111/php.13498. Epub 2021 Aug 12. PMID: 34342370.
- Neves LMG, Tim CR, Floriano EM, da Silva de Avó LR, Fernandes JB, Parizotto NA, Cominetti MR. Lycium barbarum polysaccharide fraction associated with photobiomodulation protects from epithelium thickness and collagen fragmentation in a model of cutaneous photodamage. Lasers Med Sci. 2021 Jun;36(4):863-870. doi: 10.1007/s10103-020-03132-w. Epub 2020 Aug 22. PMID: 32827076.
- Fan L, Luan X, Jia Y, Ma L, Wang Z, Yang Y, Chen Q, Cui X, Luo D. Protectiveeffect and mechanism of lycium barbarum polysaccharide against UVB-induced skinphotoaging. Photochem Photobiol Sci. 2024 Oct;23(10):1931-1943. doi: 10.1007/s43630-024-00642-2. Epub 2024 Oct 8. PMID: 39379645.
- Wu F, Dang B, Hu L, Zhu S, Liu Z, Cao X, Li Z, Wang C, Lin C. Lycium barbarumpolysaccharide inhibits blue-light-induced skin oxidative damage with the involvement of mitophagy. Photochem Photobiol. 2024 May-Jun;100(3):604-621. doi:10.1111/php.13863. Epub 2023 Oct 10. PMID: 37814779.
- Yoo JH, Lee JS, Jang JH, Jung JI, Kim EJ, Choi SY. AGEs Blocker™ (Goji Berry, Fig, and Korean Mint Mixed Extract) Inhibits Skin Aging Caused by Streptozotocin-Induced Glycation in Hairless Mice. Prev Nutr Food Sci. 2023 Jun 30;28(2):134-140. doi: 10.3746/pnf.2023.28.2.134. PMID: 37416794; PMCID:PMC10321449.
- Lee HS, Bae EY, Ly SY. Protective effect of Lycium barbarum leaf extracts on atopic dermatitis: in vitro and in vivo studies. Nutr Res Pract. 2023 Oct;17(5):855-869. doi: 10.4162/nrp.2023.17.5.855. Epub 2023 Jul 11. PMID: 37780223; PMCID: PMC10522814.
- Bak SG, Lim HJ, Won YS, Lee S, Cheong SH, Lee SJ, Bae EY, Lee SW, Lee SJ, RhoMC. Regulatory Effects of Lycium barbarum Extract and Isolated Scopoletinon Atopic Dermatitis-Like Skin Inflammation. Biomed Res Int. 2022 Sep15;2022:2475699. doi: 10.1155/2022/2475699. PMID: 36158872; PMCID: PMC9499794.
- Peng L, Lu Y, Gu Y, Liang B, Li Y, Li H, Ke Y, Zhu H, Li Z. Mechanisms of action of Lycium barbarum polysaccharide in protecting against vitiligo mice through modulation of the STAT3-Hsp70-CXCL9/CXCL10 pathway. Pharm Biol. 2023 Dec;61(1):281-287. doi: 10.1080/13880209.2022.2163406. PMID: 36655287; PMCID: PMC9858537.
- Wang Z, Sun Q, Fang J, Wang C, Wang D, Li M. The anti-aging activity of Lycium barbarum polysaccharide extracted by yeast fermentation: In vivo and in vitro studies. Int J Biol Macromol. 2022 Jun 1;209(Pt B):2032-2041. doi: 10.1016/j.ijbiomac.2022.04.184. Epub 2022 Apr 30. PMID: 35500780.
- https://www.amerigocosmesi.com/categoria-prodotto/goji-bio/
- https://www.biolifecosmetic.it/biolife-cosmetic-cosmetici-professionali/bacche-goji/
- https://www.bottegaverde.com/en/search?lang=en_RW&q=goji
- Bensky D, Clavey S, Stöger E. Chinese Herbal Medicine: Materia Medica. 3rd ed. Seattle: Eastland Press; 2004.
BOTANICA E FITOCHIMICA
Comunemente note e ampiamente utilizzate negli ultimi decenni, le bacche di goji sono il connubio tra alimentazione e prevenzione di numerose patologie; esse rappresentano il frutto dell’arbusto Lycium barbarum L. e Lycium chinense Mill., entrambe specie botaniche della famiglia delle Solanaceae, originarie della Cina. L’etimologia del nome Lycium deriva dal latino Lycia, ovvero una regione dell’Asia minore, attualmente facente parte della Turchia, mentre gojeh in persiano significa “bacca” (12).
Il piccolo arbusto deciduo cresce fino a un massimo di 3 metri di altezza e presenta piccole foglie lanceolate od ovali, verdi brillanti. Il periodo di fioritura è generalmente tra maggio e settembre; i fiori hanno una caratteristica forma a campanula e il perianzio, ovvero l’insieme di calice e corolla, ha colorazione tra il rosa e il viola (13).
Il frutto, che matura nel periodo estivo e fino ad ottobre (14), è una bacca ellissoidale simile a un piccolo pomodoro, lunga 1-2 cm di colore arancione-rosso (12); durante la maturazione assume una colorazione più scura, tendente al bruno. Il sapore della polpa è dolce e leggermente acidula, ed ogni bacca presenta da 20 a 60 piccoli semi gialli al suo interno. Nonostante si possano consumare fresche tal quali o per la produzione di succhi, molto spesso le bacche di goji vengono essiccate e confezionate in atmosfera protettiva, per garantirne una migliore conservabilità e mantenimento del contenuto di principi attivi (15, 16). Tale processo ha come ulteriore finalità quella di facilitare il trasporto e la gestione da parte delle industrie, in quanto la riduzione del quantitativo di acqua, ossia la disidratazione, assicura un minore rischio di contaminazione microbiologica.
Le sue proprietà alimentari e salutistiche hanno favorito nel tempo l’espansione della coltivazione prima in altre zone dell’Asia, tra cui Mongolia, Corea e Giappone, fino ad estendersi in Europa, Africa, Nord America e Australia (17). Nella regione mediterranea tale arbusto è una neofita naturalizzata (13), ovvero si propaga senza necessità dell’intervento da parte dell’uomo, così come la vegetazione autoctona. Predilige la crescita in ambienti aridi e semi-aridi e la consociazione con le Graminacee ne aumenta la produttività. Resiste bene al caldo estivo e ai periodi di siccità, ma anche a temperature molto basse, tollerando fino a -15 °C (14, 15). La Romania è il paese con la maggiore area di coltivazione in Europa; tuttavia, la Cina detiene il primato in termini di produzione e distribuzione (17, 18).
Nonostante le piccole dimensioni, tali frutti contengono una ricca componentistica in termini sia qualitativi che quantitativi; di seguito si riportano le principali categorie fitochimiche con un focus sugli effetti biologici (12, 15, 17).
Le bacche di goji si distinguono per l’elevata eterogeneità dei composti bioattivi, ai quali sono attribuite numerose proprietà; i principali sono riportati nella tabella seguente (12, 15, 19, 20):


NUTRA
Le bacche di goji sono dei piccoli scrigni di benessere grazie alle loro ottime proprietà nutrizionali, che le rendono salutari oltre che sfiziosi. Esse rappresentano una buona fonte di energia (circa 100 kcal per porzione, pari a 30 g), fornita principalmente dai carboidrati. Sono inoltre povere di grassi ma ricche di fibra alimentare; infatti, una porzione soddisfa il 13% del fabbisogno giornaliero (25 g).
Oltre all’apporto nutrizionale in senso stretto, il consumo alimentare di bacche di goji (e i loro derivati, come succhi, estratti e polisaccaridi purificati) è oggetto di crescente interesse per i potenziali effetti benefici su salute cardiometabolica e funzione visiva. Le evidenze disponibili, seppur ancora limitate, mostrano risultati coerenti soprattutto per quanto riguarda l’azione antiossidante, la modulazione metabolica e la protezione della retina. Per quanto riguarda la salute dell’occhio, uno degli studi più solidi è un trial randomizzato condotto su adulti sani di mezza età, in cui il consumo di 28 g di bacche di goji essiccate, cinque volte a settimana per 90 giorni ha determinato un aumento significativo della densità del pigmento maculare, un biomarcatore associato a un minor rischio di degenerazione maculare legata all’età. È interessante notare che lo stesso effetto non è stato osservato in un gruppo che assumeva un integratore di luteina e zeaxantina, suggerendo che la matrice alimentare del goji possa favorire una migliore biodisponibilità dei carotenoidi (47).
Risultati analoghi emergono in ambito clinico anche in condizioni patologiche. In uno studio su soggetti con miopia elevata, l’assunzione di 10–20 g al giorno di bacche di Lycium barbarum (contenenti 10–20 mg di zeaxantina) per 3 mesi ha determinato un aumento della densità del pigmento maculare, con effetti più evidenti alle dosi più alte e superiori rispetto alla sola luteina. Questo suggerisce un potenziale ruolo del goji nel contrastare la perdita di pigmento maculare anche in condizioni di rischio oculare (53).
Un ulteriore studio clinico, condotto su pazienti affetti da retinite pigmentosa, ha valutato l’effetto di un’integrazione con preparati di goji per 12 mesi (forma: granuli orali, dose giornaliera standardizzata). I risultati indicano che il trattamento è in grado di rallentare la degenerazione dei fotorecettori (coni) e di preservare lo spessore maculare, suggerendo un effetto neuroprotettivo sulla retina (54).
Anche studi più datati ma ben controllati mostrano effetti paragonabili: ad esempio, l’assunzione di una preparazione a base di goji (circa 13,7 g al giorno per 90 giorni) in soggetti anziani ha portato a un aumento della zeaxantina plasmatica e della capacità antiossidante, oltre a una stabilizzazione delle caratteristiche strutturali della macula, prevenendo segni precoci di danno (55).
Nel complesso, questi dati indicano che un consumo regolare di goji, tipicamente tra 10 e 30 g al giorno per almeno 3 mesi, può contribuire a rafforzare le difese antiossidanti oculari e a proteggere la macula, con potenziali implicazioni preventive.
Per quanto riguarda i disturbi cardiometabolici, le evidenze suggeriscono effetti favorevoli su glicemia, metabolismo lipidico e rischio cardiovascolare, anche se con maggiore variabilità tra gli studi.
In pazienti con diabete di tipo 2, l’integrazione con polisaccaridi di goji (LBP) alla dose di circa 300 mg al giorno per 3 mesi ha determinato una riduzione significativa della glicemia e un miglioramento della risposta insulinica, oltre a un aumento del colesterolo HDL. Questi risultati indicano un possibile ruolo del goji come supporto nutrizionale nel controllo glicemico (56).
Per quanto riguarda il metabolismo energetico e l’obesità, uno studio pilota ha mostrato che l’assunzione di succo di goji (120 mL al giorno per 14 giorni) è associata a una riduzione significativa della circonferenza vita, mentre una singola somministrazione ha aumentato il dispendio energetico post-prandiale fino al 10% nelle ore successive all’assunzione (57).
In ambito cardiovascolare, uno studio randomizzato su adulti di mezza età ha valutato l’effetto dell’integrazione di goji all’interno di una dieta sana. Il consumo di 15 g al giorno di bacche essiccate per 16 settimane ha portato a un aumento del colesterolo HDL, una riduzione del rischio cardiovascolare stimato (Framingham score) e una diminuzione dell’età vascolare. È importante sottolineare che questi effetti si osservano in associazione a un’alimentazione equilibrata, suggerendo che il goji agisca come fattore potenziante di uno stile di vita sano (58). Tuttavia, non tutti gli studi mostrano un effetto additivo: ad esempio, in un trial parallelo, l’aggiunta di 15 g al giorno per 16 settimane a una dieta sana non ha migliorato ulteriormente alcuni parametri di funzione endoteliale rispetto alla dieta stessa, pur confermando benefici generali sulla salute vascolare (59).
Un altro aspetto rilevante è l’effetto su infiammazione e stress ossidativo, meccanismi chiave nelle malattie metaboliche. L’assunzione di un estratto di goji (circa 13,5 g al giorno per 8 settimane) in soggetti sovrappeso ha mostrato una riduzione del danno al DNA e una modulazione dell’espressione di geni coinvolti nella risposta infiammatoria (60). Analogamente, il consumo di succo di goji (120 mL al giorno per 30 giorni) ha aumentato l’attività di enzimi antiossidanti (SOD, glutatione perossidasi) e ridotto la perossidazione lipidica (61).
I dati attualmente disponibili suggeriscono che un consumo regolare di bacche di goji essiccate o dei loro derivati, come il succo, possa contribuire agli effetti descritti, se inserito nell’ambito di un’alimentazione equilibrata e di uno stile di vita sano.
Degni di nota sono i contenuti di vitamina A e dei pigmenti zeaxantina e luteina, per cui il fabbisogno medio è già più che soddisfatto da metà porzione (equivalente a circa un cucchiaio) di bacche di goji. Anche la vitamina C è presente in ottime quantità (52).


Dalle antiche tradizioni asiatiche alle moderne formulazioni funzionali, le bacche di goji non hanno mai puntato sull’effetto immediato, ma su qualcosa di più profondo: un sostegno costante all’equilibrio dell’organismo. Utilizzate per secoli come alimento e rimedio naturale, hanno attraversato il tempo offrendo vitalità, difesa e resilienza, una presenza discreta ma persistente che, grazie alla ricerca scientifica, ha consolidato il proprio spazio nel settore nutraceutico (NUTRA) e in quello cosmetico (BEAUTY), come ingrediente associato a benessere e protezione.
BEAUTY

L’utilizzo del goji in campo cosmetico e dermatologico si sta progressivamente consolidando grazie a una serie di evidenze che ne documentano effetti su invecchiamento cutaneo, fotoprotezione, infiammazione e funzione barriera della pelle. I principali composti bioattivi coinvolti sono polisaccaridi, carotenoidi (in particolare zeaxantina) e i polifenoli, che agiscono soprattutto attraverso meccanismi antiossidanti e di regolazione cellulare.
Uno degli aspetti più studiati è l’invecchiamento cutaneo. Un recente trial clinico randomizzato ha valutato l’effetto di un complesso contenente goji (insieme ad altre piante) somministrato per via orale. In questo studio, l’assunzione di 500 mg al giorno di estratto complesso contenente anche goji per 12 settimane ha determinato una riduzione delle rughe, della perdita d’acqua transepidermica e un miglioramento di elasticità, idratazione e densità dermica (62). Effetti simili, seppur meno marcati, sono stati osservati con un estratto singolo a dose più alta (1000 mg/die per 12 settimane) (63).
Questo suggerisce che il goji può contribuire al miglioramento dei parametri dell’invecchiamento cutaneo, soprattutto in formulazioni combinate.
A livello meccanicistico, numerosi studi preclinici chiariscono come questi effetti siano legati alla capacità del goji di contrastare il fotoinvecchiamento indotto da radiazioni UV. Ad esempio, la zeaxantina estratta dal goji, somministrata in modelli animali, ha mostrato una marcata riduzione dei danni cutanei da UVB, con una diminuzione dello spessore epidermico fino al 60% e una riduzione della degradazione del collagene del 35%.
Questo effetto è mediato dall’attivazione del sistema antiossidante cellulare (via Nrf2), che aumenta la capacità della pelle di neutralizzare lo stress ossidativo (64, 65).
Analogamente, i polisaccaridi del goji (LBP) mostrano effetti protettivi in modelli cellulari e animali, riducendo la produzione di specie reattive dell’ossigeno, l’infiammazione e l’espressione di enzimi degradativi del collagene (come MMP-1 e MMP-3), contribuendo a preservare la struttura dermica. Questi effetti sono stati osservati sia in condizioni di esposizione a raggi UVB, sia in risposta alla luce blu, un fattore emergente di danno cutaneo legato all’esposizione a dispositivi digitali (66, 67).
Dal punto di vista clinico, uno studio controllato ha mostrato che l’assunzione orale di 900 mg al giorno di estratto di goji per 8 settimane è in grado di ridurre la formazione di eritema cutaneo indotto da UVB e di aumentare la soglia minima di eritema del 13%. Inoltre, il trattamento ha accelerato la scomparsa dell’arrossamento, suggerendo un effetto sia preventivo che riparativo (63).
Un ulteriore meccanismo rilevante nell’invecchiamento cutaneo è la glicazione, ovvero la formazione di prodotti avanzati di glicazione (AGEs) che danneggiano collagene ed elastina. In modelli animali, la somministrazione orale di un estratto combinato contenente goji ha dimostrato di ridurre i livelli di AGEs, aumentare collagene e acido ialuronico e migliorare elasticità e idratazione della pelle. Questo suggerisce un possibile ruolo del goji anche nel contrasto dell’invecchiamento “metabolico” della cute (68).
Nel contesto delle patologie cutanee, estratti di goji mostrano attività antinfiammatoria utile anche in ambito dermocosmetico. Studi su modelli di dermatite atopica indicano che estratti di foglie di Lycium barbarum, somministrati per via orale per circa 7 settimane, riducono significativamente marcatori infiammatori come IgE, TNF-α e IL-6, oltre a diminuire lo spessore epidermico e l’infiltrazione di cellule infiammatorie (69). Risultati simili sono stati osservati con estratti del frutto, che in modelli animali e cellulari riducono citochine e chemochine pro-infiammatorie (70).
Anche nella vitiligine emergono dati interessanti: in modelli animali, i polisaccaridi del goji somministrati a dosi di 0,3–0,6 g/kg riducono la depigmentazione e l’infiammazione cutanea, agendo su pathway immunitari (STAT3 e chemochine) (71).
Infine, studi tecnologici indicano che i polisaccaridi di goji ottenuti tramite fermentazione mostrano una maggiore biodisponibilità e capacità di penetrazione cutanea, suggerendo un potenziale interesse per formulazioni cosmetiche avanzate (creme, sieri) (72).
In commercio, si reperiscono numerosi prodotti per il viso anti-age a base di goji (73-75).
LO SAPEVI CHE...
- Anticamente si riteneva che le bacche di goji potessero migliorare la visione al crepuscolo e in condizioni di scarsa illuminazione. Questa credenza nasceva probabilmente da un’osservazione empirica dei loro effetti benefici sugli occhi, oggi in parte associati alla presenza di carotenoidi come la zeaxantina, ma un tempo interpretati come una proprietà quasi “magica” (1).
- Nella tradizione cinese, le bacche di goji non venivano consumate solo in zuppe o tisane, ma anche messe in infusione nell’alcol per ottenere vini tonici. Questi preparati erano considerati utili per sostenere energia e circolazione e venivano assunti in piccole quantità come rimedi di uso quotidiano (76).
spazio
Le bacche di goji vantano una storia millenaria nella medicina tradizionale cinese. Sono, infatti, utilizzate da oltre 2.000 anni come rimedio, principalmente, per nutrire il fegato e i reni e migliorare la vista (17, 22). Oggi, come già accennato, il goji è riconosciuto come “functional food” ed anche come un “superfood” in Europa e Nord America per il suo eccezionale profilo nutrizionale, che include polisaccaridi, carotenoidi, polifenoli, vitamine e minerali (10, 23).
L’azione antiossidante delle bacche è riconosciuta anche in Italia, confermata dalla presenza dei frutti delle due specie di Lycium nelle Linee guida ministeriali relative agli integratori alimentari (24). I polisaccaridi di L. barbarum (LBP) e i composti fenolici, come l’acido clorogenico e la rutina, agiscono efficacemente contro lo stress ossidativo, neutralizzando i radicali liberi (ROS) e potenziando gli enzimi protettivi come la superossido dismutasi (SOD) e la glutatione perossidasi (GSH-Px) (25, 26).
In ambito neurologico, studi in vitro e su modelli animali hanno evidenziato che gli estratti di goji possono contrastare la formazione di placche senili di β-amiloide, suggerendo un loro potenziale utilizzo come agenti coadiuvanti per malattie neurodegenerative come l’Alzheimer (27, 28) e inoltre, la kukoamina A, un alcaloide presente nella corteccia della radice, ha mostrato proprietà neuroprotettive contro il danno neuronale primario e/o indotto da eccesso di glutammato (29, 30).
Numerose evidenze scientifiche supportano l'uso del goji nella gestione del diabete di tipo 2 e delle sindromi metaboliche. I componenti bioattivi, in particolare gli LBP e i flavonoidi, contribuiscono all'attività antidiabetica attraverso diversi meccanismi: inibiscono gli enzimi α-amilasi e α-glucosidasi (rallentando l'assorbimento del glucosio postprandiale), migliorano la sensibilità all'insulina e proteggono le cellule β pancreatiche dal danno ossidativo (31-34). Studi clinici hanno dimostrato che l'integrazione di LBP può ridurre significativamente i livelli di glucosio sierico e migliorare il profilo lipidico, aumentando il colesterolo HDL e riducendo i trigliceridi (35), aspetto che verrà approfondito successivamente, nella sezione NUTRA.
Un ambito d'uso tradizionale particolarmente rilevante riguarda il potenziamento della funzione riproduttiva maschile. Ricerche moderne indicano che il goji può migliorare la spermatogenesi modulando l'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi (HPG) e aumentando i livelli di testosterone (36, 37). Infatti, gli LBP proteggono dal danno indotto da calore, radiazioni e tossine ambientali, riducendo l'apoptosi delle cellule germinali (38, 39). Formule fitoterapiche classiche della medicina cinese, come la “Wuzi Yanzong Pill” che contiene goji, hanno mostrato efficacia clinica nel trattamento dell'oligoastenoteratozoospermia (causa comune di infertilità maschile caratterizzata da bassa concentrazione di spermatozoi, scarsa motilità e morfologia anomala) (40).
Le bacche di goji sono ampiamente studiate per le loro proprietà epatoprotettive, specialmente contro la steatosi epatica alcolica (ALD) e non alcolica (NAFLD). Gli estratti riducono i livelli di transaminasi (ALT, AST) e contrastano l'accumulo di lipidi nel fegato attivando vie di segnalazione come SIRT1/AMPK (41-43). A livello gastrointestinale, i polisaccaridi agiscono come prebiotici, favorendo la crescita di batteri benefici come Bacteroides e Lactobacillus, migliorando l'integrità della barriera intestinale e modulando la risposta immunitaria locale (44, 45).
L'alto contenuto di zeaxantina dipalmitato (fino all'80% dei carotenoidi totali) rende il goji particolarmente interessante per la protezione della retina (15, 46). Trial clinici hanno confermato che il consumo regolare di bacche aumenta la densità ottica del pigmento maculare (MPOD), aiutando a prevenire la degenerazione maculare senile (47). L’effetto positivo a livello oculare è approfondito anche nella successiva sezione NUTRA.
Inoltre, il goji possiede una significativa attività antimicrobica, con alcuni suoi estratti che si sono dimostrati efficaci nel contrastare patogeni come Staphylococcus aureus, Escherichia coli e Candida albicans (48).
Il goji si conferma un pilastro della farmacopea naturale con ampie potenzialità terapeutiche che spaziano dalla protezione metabolica a quella riproduttiva e oculare (12, 49). Nonostante i risultati promettenti ottenuti da studi in vitro e modelli animali, è necessaria una maggiore standardizzazione degli estratti e la realizzazione di trial clinici sull'uomo su larga scala per confermare i dosaggi ottimali e l'efficacia a lungo termine.
Pur presentando numerosi potenziali effetti benefici dal punto di vista nutrizionale e medicinale, è importante considerare le possibili interazioni tra bacche di goji e terapia farmacologica. In particolare, si raccomanda cautela nel consumo durante gravidanza e allattamento, così come nei soggetti in trattamento con farmaci antipertensivi, ipoglicemizzanti o anticoagulanti, poiché alcuni componenti bioattivi del goji possono interferire con il metabolismo o con l’effetto di tali farmaci (17). In particolare, per quanto riguarda il warfarin si assiste ad un aumento dell’effetto anticoagulante, dovuto all’inibizione dei citocromi a livello epatico; ciò è dannoso in quanto predispone il paziente a rischio di sanguinamento (20, 50).
Gli effetti collaterali si manifestano a seguito dell’assunzione di un’elevata dose di bacche, superiore ai 15 grammi al giorno; si assiste alla comparsa di disturbi gastrointestinali quali diarrea e crampi addominali, fino ad arrivare ad effetti anticolinergici spiccati, da ascrivere alla presenza di atropina (18, 50, 51).
Lycium
Cina
Superfood
Antiossidante
KEYWORDS




