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a cura della redazione di
BEAUTY HORIZONS

L’Oréal accelera verso Net Zero: al “L’Oréal For The Future Day” l’impegno per una bellezza responsabile e inclusiva
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Dalla riduzione dell’impronta ambientale all’impatto sociale: manager e stakeholder a confronto all’Università IULM di Milano per ridisegnare i confini del business sostenibile...
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Milano, 17 Aprile 2026 – Si è svolta oggi presso l’Università IULM di Milano la nuova edizione del “L’Oréal For The Future Day”, l’evento annuale di riferimento per L’Oréal Italia dedicato alla sostenibilità ambientale e sociale. La giornata ha riunito collaboratori, media, ONG, istituzioni, clienti, fornitori, partner, studenti e innovatori per fare il punto sui traguardi raggiunti dal Gruppo e tracciare la roadmap verso l’obiettivo Net Zero entro il 2050.
Il programma "L’Oréal For The Future", lanciato nel 2020, affronta le sfide planetarie attraverso quattro pilastri fondamentali: clima, natura, circolarità e comunità, con obiettivi basati su criteri
scientifici (Science Based Targets) e risultati tangibili.
La leadership di L’Oréal Italia: impatto economico e sociale Come azienda leader nel settore del beauty, L’Oréal ha misurato l'impatto della propria catena del valore sull'economia italiana: un fatturato generato di 3,9 miliardi di euro e 20.950 posti di lavoro. A questo si aggiunge un forte impegno sociale: 1,2 milioni di euro investiti annualmente in iniziative che, solo nel 2025, hanno supportato oltre 40.000 persone.
Ninell Sobiecka, Presidente e Amministratore Delegato di L’Oréal Italia, ha dichiarato:
"Come azienda leader nel settore della bellezza in Italia, sentiamo forte la responsabilità di guidare il cambiamento. Il programma 'L'Oréal for the Future' non è per noi un semplice impegno ambientale, ma il cuore della nostra strategia d'impresa. Da oltre 25 anni percorriamo questa strada, consapevoli che oggi più che mai serve il coraggio di osare con l’innovazione e con progetti ambiziosi e che dobbiamo prenderci cura del pianeta e delle nostre comunità. Agire uniti con tutta la nostra filiera è l'unico modo per costruire un futuro della bellezza che sia non solo eccellente, ma profondamente sostenibile."
Innovazione circolare e partnership strategiche
L'innovazione è il motore della trasformazione dei materiali e dei prodotti. L’Oréal Italia sta potenziando il mercato del refill e la standardizzazione dei materiali per massimizzare la circolarità, intervenendo anche sull’efficienza dei materiali promozionali (POSM) a punto vendita.
Simone Targetti Ferri, Sustainability Director di L’Oréal Italia, ha affermato:
"Il futuro della bellezza si ridisegna insieme ai nostri partner strategici. Lavoriamo fianco a fianco con i clienti per incrementare le quote dei prodotti ricaricabili e per educare il consumatore a nuove abitudini di consumo. Innovare significa anche efficientare i materiali a punto vendita e ridurre i resi, rendendo ogni attivazione promozionale un veicolo di consapevolezza ambientale, specialmente in vista di appuntamenti chiave come la Milano Beauty Week."
L’evento ha visto la partecipazione del Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che in un videomessaggio ha sottolineato:
"La sfida della sostenibilità richiede un impegno corale tra istituzioni, imprese e cittadini. Il lavoro che il Ministero porta avanti ogni giorno per la tutela degli ecosistemi e la promozione dell’economia circolare ha bisogno di un sostegno convinto. In un contesto nel quale chi acquista è sempre più interessato a conoscere l’impegno sui temi ambientali e sociali delle aziende, iniziative come quella di L’Oréal vanno nella direzione giusta e ci ricordano che le nostre azioni possono fare la differenza”.
All'incontro sono intervenuti inoltre Elena Grandi, Assessora all'Ambiente e al Verde del Comune di Milano, Alessandro Cantoni, Presidente della VI Commissione Ambiente di Regione Lombardia, e la Rettrice della IULM Valentina Garavaglia, confermando l'importanza del dialogo tra impresa, università e territorio.
I traguardi di L’Oréal For The Future
Risultati raggiunti nel 2025:
• Energia: 100% di energia rinnovabile per tutti i siti gestiti e negozi diretti nel mondo.
• Acqua: Il 56% dell'acqua utilizzata nelle fabbriche è riciclata o riutilizzata (lo stabilimento di
Settimo Torinese è waterloop factory dal 2018).
• Packaging: Il 44% dei materiali proviene da fonti riciclate o bio-based; riduzione del 37% di
plastica vergine rispetto al 2019.
• Impatto Sociale: Oltre 109.000 persone appartenenti a comunità svantaggiate hanno
trovato impiego grazie ai programmi di Inclusive Sourcing.
Obiettivi al 2030:
1. Clima: Riduzione delle emissioni assolute Scope 1, 2 e 3 (rispettivamente del 57% e 28% rispetto al 2019).
2. Natura: 100% di acqua riciclata nelle fabbriche e 90% di materiali bio-based approvvigionati in modo sostenibile.
3. Circolarità: Riduzione del 50% dell'uso di plastica vergine per il packaging.
4. Comunità: 100% dei fornitori strategici garantirà un salario dignitoso (Living Wage) ai propri dipendenti.


Belluno, 23 aprile 2026 – Unifarco, leader in Italia nel settore della salute e del benessere in farmacia, rinnova il proprio impegno concreto verso la sostenibilità con il lancio di una nuova iniziativa.
Da sempre attenta al benessere delle persone e alla tutela del pianeta, l’azienda promuove un progetto che mira a ridurre l’impatto ambientale attraverso un approccio basato sulla circolarità. L’iniziativa integra principi di economia circolare con una dimensione solidale, coniugando responsabilità ambientale e beneficenza. Un percorso che rafforza ulteriormente la visione etica di Unifarco e il suo contributo a un modello di sviluppo più sostenibile.
L’iniziativa
Con l’obiettivo di ridurre al minimo la distruzione di prodotti finiti che presentano piccoli difetti, il Gruppo ha istituito un outlet aziendale riservato ai collaboratori, che possono acquistarne fino a 15 al mese a un prezzo simbolico.
Appartenenti a diversi brand del Gruppo, principalmente nei segmenti cosmetico e degli integratori, questi prodotti presentano imperfezioni di stampa, etichettatura o lievi difetti estetici che ne ostacolano la commercializzazione. Tali anomalie, tuttavia, non compromettono in alcun modo la qualità delle formulazioni, che rimane pienamente integra.
Ad oggi l’outlet è stato aperto in tre occasioni e ha consentito di ridare nuova vita a oltre 10.000 prodotti che, in assenza di questa iniziativa, sarebbero stati destinati allo smaltimento.
Grazie a questa attività è stato possibile evitare il conferimento a rifiuto di circa 2 tonnellate di materiali, considerando sia i prodotti sia i relativi packaging, contribuendo a un modello di gestione dei prodotti non commercializzabili più sostenibile e responsabile.
Lo scopo benefico
Le entrate generate dall’iniziativa – ad oggi quasi 20.000 euro - sono interamente destinate alla Fondazione Unifarco, costituita nel 2015 con l’obiettivo di realizzare direttamente o indirettamente progetti con finalità di solidarietà sociale e umanitaria, nei settori dell’educazione, dell’assistenza sociale e sanitaria, dell’istruzione, della ricreazione, nonché della ricerca medica e scientifica.
Fin dalle sue origini, Unifarco si distingue per un impegno concreto e continuativo verso la sostenibilità, integrato in modo strutturale nel proprio modello di sviluppo. L’azienda promuove attivamente pratiche responsabili che spaziano dal riciclo dei materiali utilizzati per il packaging fino all’adozione di processi di upcycling, volti a valorizzare risorse naturali altrimenti destinate allo scarto. Questo approccio riflette una visione consapevole e lungimirante, in cui l’attenzione per l’ambiente si affianca alla cura per le persone, confermando il ruolo di Unifarco come realtà profondamente orientata alla tutela del pianeta e al benessere collettivo.
“Questa iniziativa rappresenta in modo concreto il nostro approccio alla sostenibilità: trasformare ciò non va in commercio in un’opportunità di valore, evitando sprechi e generando al tempo stesso un impatto positivo per la comunità” commenta Ernesto Riva, Founder and Honorary President di Unifarco. “Ridurre i rifiuti e sostenere, attraverso la Fondazione Unifarco, progetti sociali e umanitari è per noi un impegno che unisce responsabilità ambientale e attenzione alle persone, in piena coerenza con i valori che guidano Unifarco.”
Rispettato il rapporto uno a uno: per raccogliere la stessa quantità di rifiuti in plastica del packaging dei prodotti venduti nel 2025 – pari a oltre 868 tonnellate - il Gruppo Davines ha puntato su un nuovo partner, CleanHub. Ai rifiuti plastici da zone costiere raccolti da Plastic Bank, si è aggiunta quella non riciclabile della B Corp tedesca CleanHub
Parma, 20 maggio 2026 – Aumenta l’impegno nel sostenere la raccolta di rifiuti plastici per prevenirne la dispersione nell’ambiente da parte del Gruppo Davines – azienda attiva nel settore della cosmetica professionale con i marchi Davines e [comfort zone], B Corp dal 2016 – attraverso l’avvio a fine 2025 della collaborazione con la B Corp CleanHub (www.cleanhub.com).
La raccolta di rifiuti di plastica rappresenta una delle iniziative chiave nella strategia per la sostenibilità ambientale del Gruppo Davines. Nel 2021 il Gruppo ha avviato la collaborazione con Plastic Bank; dal 2022 il Gruppo ha rafforzato il suo impegno per raccogliere un quantitativo di rifiuti in plastica equivalente a quello dei packaging Davines e [comfort zone] venduti nel mondo, con un rapporto uno a uno. Dal 2021 al 2025 il Gruppo ha contribuito alla raccolta di oltre 3.436 tonnellate di plastica.
*In corso di completamento
Le quantità di plastica rimosse dall’ambiente negli anni sono via via aumentate, di pari passo con l’aumento della produzione e dei prodotti venduti, per arrivare nel 2025 a oltre 868 tonnellate. La raccolta è stata realizzata in parte da Plastic Bank (sulle coste di Filippine e Indonesia) e in parte dal nuovo partner CleanHub (in India, Indonesia, Filippine e Guatemala), B Corp che Davines Group ha scelto per supportare modelli diversi di recupero dei rifiuti in plastica, e in particolare per prevenire che una maggiore quantità di plastiche non riciclabili inquini gli ecosistemi. I rifiuti raccolti da CleanHub sono infatti costituiti per circa il 70% da plastiche sottili e multistrato, come pellicole trasparenti, sacchetti di patatine e confezioni di caramelle. Si tratta di materiali misti che non essendo riciclabili non hanno valore di mercato e rischierebbero di non essere raccolti e di rimanere dispersi nell’ambiente.
In ottica di economia circolare, la plastica che non risponde agli standard del riciclo meccanico viene avviata al co-processing, per il recupero energetico nei cementifici dove viene utilizzata come combustibile alternativo, riducendo l’utilizzo di fonti fossili vergini. Le ceneri di scarto della combustione vengono inoltre riutilizzate nelle miscele di cemento e le emissioni di CO2 generate dal co-processing sono inferiori rispetto a quelle che sarebbero state prodotte dall’utilizzo di combustibili fossili.
Il co-processing rappresenta oggi la soluzione di transizione a minor impatto ambientale per la gestione della plastica non riciclabile. Rispetto all’inceneritore tradizionale, le plastiche non riciclabili utilizzate per alimentare i forni industriali come quelli del cemento, ad altissime temperature, non rilasciano sostanze tossiche come diossine e furani. Inoltre, grazie al co-processing è possibile evitare di smaltire ulteriori rifiuti in discarica.
I rifiuti in plastica sottratti alla dispersione nell’ambiente, riciclati o non conferiti in discarica, sono anche una importante fonte di reddito per le comunità locali delle aree vulnerabili. Con CleanHub il Gruppo Davines contribuisce alla creazione di posti di lavoro contrattualizzati e con salari equi: gli addetti alla raccolta vengono pagati a ore, indipendentemente dal volume raccolto, e hanno così un'occupazione stabile e una maggiore sicurezza finanziaria. Un esempio virtuoso è il progetto Clean Kerala in India per l'impiego etico di donne provenienti da contesti svantaggiati.
“La circolarità e la biodiversità sono due dei pilastri del nostro modello di crescita rigenerativo e di lungo periodo. E il packaging è una delle leve strategiche per perseguirlo: da una parte riduciamo il consumo di risorse, emissioni e rifiuti con l’eco-design e allo stesso tempo ci impegniamo a rimuovere dall’ambiente una quantità di rifiuti in plastica equivalente al totale dei packaging in plastica di prodotti che vendiamo – commenta Davide Bollati, Presidente del Gruppo Davines - Per il 2025 abbiamo evoluto il nostro modello di raccolta con un nuovo partner, CleanHub, una B Corp come noi, che ci permette di contribuire alla raccolta della plastica non riciclabile, con un modello che è premiante non solo per l’ambiente ma anche per le comunità locali che ricevono un reddito certo e sicuro”.
Nella propria strategia di sostenibilità ambientale al 2030 “Davines Group Towards Planet Regeneration”, il Gruppo ha fissato obiettivi ambiziosi, tra cui: raccogliere cumulativamente 5.000 tonnellate di rifiuti plastici dall’ambiente entro il 2030 [1] (traguardo già raggiunto al 51% nel 2025); limitare l’uso di plastica vergine fossile a non più del 10% del peso totale degli imballaggi acquistati; e utilizzare il 100% di alluminio, carta e cartone riciclati per il packaging dei prodotti.
[1] A partire dal 2023


Risparmiate circa 2 tonnellate di rifiuti e destinati fondi per future iniziative benefiche. Unifarco, leader in Italia nel settore della salute e del benessere in farmacia, rinnova il proprio impegno concreto verso la sostenibilità con il lancio di una nuova iniziativa...
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Unifarco: dai prodotti non commercializzabili si crea nuovo valore a sostegno delle iniziative di solidarietà della Fondazione Unifarco
Rispettato il rapporto uno a uno: per raccogliere la stessa quantità di rifiuti in plastica del packaging dei prodotti venduti nel 2025 – pari a oltre 868 tonnellate - il Gruppo Davines ha puntato su un nuovo partner, CleanHub. Ai rifiuti plastici da zone costiere...
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