IDENTITÀ, CORPO E MALATTIA:
IL RUOLO DELLA DERMOCOSMESI ONCOLOGICA NEL BENESSERE PSICOLOGICO E CUTANEO
(1a PARTE)

La dermocosmesi oncologica è una disciplina in crescente sviluppo che si colloca all’intersezione tra dermatologia, oncologia e scienze cosmetologiche, con l’obiettivo di prevenire, attenuare e gestire gli effetti collaterali cutanei indotti dai trattamenti antitumorali. L’evoluzione delle terapie oncologiche, infatti, ha determinato un aumento della sopravvivenza dei pazienti, rendendo sempre più rilevante l’attenzione verso la qualità della vita durante e dopo i trattamenti. In questo contesto, la pelle assume un ruolo centrale, poiché rappresenta uno degli organi maggiormente esposti agli effetti tossici delle terapie sistemiche e locali (1).
Le terapie oncologiche, tra cui chemioterapia, radioterapia, terapie target e immunoterapia, agiscono su meccanismi cellulari fondamentali, come la proliferazione e il turnover delle cellule. Poiché la cute è caratterizzata da un elevato tasso di rinnovamento cellulare, essa risulta particolarmente vulnerabile agli effetti citotossici. A livello fisiopatologico, questi trattamenti determinano una riduzione della capacità proliferativa dei cheratinociti, un’alterazione della funzione della barriera cutanea e un incremento dei processi infiammatori locali. Inoltre, si osserva spesso un aumento della perdita transepidermica di acqua, associato a una compromissione del film idrolipidico, che contribuisce a rendere la pelle più secca, sensibile e facilmente irritabile (2).
Tra le manifestazioni cutanee più frequenti si riscontra la xerosi, ovvero una marcata secchezza della pelle, che può manifestarsi con desquamazione, prurito e fissurazioni dolorose. Questo quadro è particolarmente comune nei pazienti sottoposti a chemioterapia o terapie mirate, e tende a peggiorare in assenza di adeguate misure di supporto. Un’altra manifestazione rilevante è rappresentata dalle reazioni infiammatorie cutanee, che possono assumere l’aspetto di rash eritematosi o acneiformi, soprattutto in associazione a farmaci che inibiscono specifici recettori di crescita epidermica (3). Queste reazioni non sono soltanto un effetto collaterale estetico, ma possono risultare sintomatiche e, nei casi più gravi, influenzare la prosecuzione della terapia oncologica.
L’alopecia è un altro effetto collaterale frequentemente associato ai trattamenti citotossici. Essa deriva dal danno ai follicoli piliferi, strutture caratterizzate da un’elevata attività proliferativa. La perdita dei capelli può essere temporanea o, in alcuni casi, persistente, e rappresenta uno degli aspetti più impattanti dal punto di vista psicologico per il paziente, incidendo sull’immagine corporea e sull’identità personale. Analogamente, anche le unghie possono subire alterazioni, manifestando fragilità, discromie, onicolisi o altre distrofie ungueali, che riflettono il danno indotto dai trattamenti a livello degli annessi cutanei.
Un’ulteriore area frequentemente coinvolta è quella delle mucose, in particolare del cavo orale, dove può svilupparsi mucosite. Questa condizione è caratterizzata da infiammazione, dolore e ulcerazioni che possono compromettere l’alimentazione e la qualità della vita del paziente, richiedendo un approccio terapeutico specifico e multidisciplinare (4).
In questo scenario, la dermocosmesi oncologica interviene con l’obiettivo di sostenere la funzione barriera della pelle, ripristinare l’equilibrio idrolipidico e ridurre l’infiammazione cutanea. I prodotti dermocosmetici destinati ai pazienti oncologici devono rispondere a criteri rigorosi di sicurezza e tollerabilità, evitando sostanze potenzialmente irritanti o sensibilizzanti come profumi, alcol e tensioattivi aggressivi. Le formulazioni sono generalmente caratterizzate da un elevato contenuto di attivi emollienti, idratanti e lenitivi, in grado di favorire il recupero della pelle compromessa.

Gli ingredienti più utilizzati includono sostanze umettanti, come la glicerina e l’acido ialuronico, che contribuiscono ad aumentare il contenuto idrico dello strato corneo; lipidi fisiologici, come le ceramidi, che aiutano a ricostituire la barriera cutanea; ed emollienti che migliorano la morbidezza e l’elasticità della pelle. A questi si affiancano attivi funzionali con proprietà lenitive e antinfiammatorie, come il pantenolo e la niacinamide, oltre ad antiossidanti che contrastano lo stress ossidativo indotto dalle terapie. Anche estratti vegetali come l’aloe vera possono contribuire a ridurre la sensazione di discomfort cutaneo grazie alle loro proprietà calmanti.
Un aspetto fondamentale della dermocosmesi oncologica è rappresentato dalla personalizzazione degli interventi. Le esigenze del paziente variano in funzione del tipo di terapia oncologica ricevuta, dello stato della pelle e delle manifestazioni cliniche presenti. Per questo motivo, è importante adottare protocolli di trattamento individualizzati che includano una detersione delicata, un’idratazione costante e una protezione adeguata dagli agenti esterni, in particolare dalla radiazione solare. La fotoprotezione assume infatti un ruolo cruciale, poiché molti trattamenti oncologici aumentano la fotosensibilità cutanea, rendendo necessaria l’applicazione regolare di filtri solari ad ampio spettro con elevato fattore di protezione (5).
Le implicazioni psicologiche associate alle terapie oncologiche e alle relative manifestazioni cutanee rappresentano un aspetto fondamentale nella presa in carico globale del paziente. Le alterazioni dell’aspetto fisico, spesso visibili e improvvise, incidono profondamente sull’identità personale, sull’immagine corporea e sul senso di continuità del sé. La pelle, i capelli e le unghie non hanno soltanto una funzione biologica, ma contribuiscono in modo significativo alla percezione di sé e alla relazione con gli altri; per questo motivo, i cambiamenti indotti dai trattamenti oncologici possono generare vissuti emotivi complessi.
Uno degli effetti psicologici più comuni è l’alterazione dell’immagine corporea. La perdita dei capelli (alopecia), le eruzioni cutanee, le alterazioni ungueali o la comparsa di lesioni cutanee visibili possono provocare disagio, vergogna e riduzione dell’autostima. In molti casi, il paziente può percepirsi “meno riconoscibile” o “meno se stesso”, con conseguenze sul piano emotivo e relazionale. Questo può portare a comportamenti di evitamento sociale, riduzione delle attività quotidiane e, nei casi più marcati, a isolamento.
Un altro aspetto rilevante riguarda l’impatto sulla qualità della vita. Sintomi come prurito, dolore cutaneo o mucositi non solo hanno una componente fisica, ma influenzano anche il benessere psicologico, contribuendo a stati di irritabilità, ansia e affaticamento mentale. La cronicità dei sintomi e la loro interferenza con attività semplici come dormire, mangiare o relazionarsi con gli altri possono generare un senso di perdita di controllo e vulnerabilità.
L’ansia e i disturbi dell’umore sono frequentemente osservati nei pazienti oncologici, e possono essere amplificati dalla visibilità degli effetti cutanei. In alcuni casi, la comparsa di tali effetti può essere vissuta come un promemoria costante della malattia, aumentando il carico emotivo e la preoccupazione per il proprio stato di salute. Inoltre, la paura dello sguardo altrui e il timore di essere giudicati possono incidere sulle relazioni sociali e familiari.
Dal punto di vista relazionale, le modificazioni dell’aspetto possono influenzare anche la dinamica con partner, amici e colleghi. Alcuni pazienti possono sperimentare difficoltà nella comunicazione del proprio stato emotivo o nel condividere le proprie fragilità, mentre altri possono percepire un cambiamento nel modo in cui vengono trattati dagli altri. Questo può contribuire a sentimenti di solitudine o incomprensione.
In questo contesto, la dermocosmesi oncologica assume un ruolo che va oltre il semplice trattamento degli effetti cutanei, contribuendo indirettamente al benessere psicologico del paziente. Il miglioramento dell’aspetto della pelle, la riduzione dei sintomi e la possibilità di mantenere una routine di cura personale possono favorire un maggiore senso di controllo, migliorare l’autostima e sostenere l’identità personale. Piccoli miglioramenti estetici possono avere un impatto significativo sulla percezione di sé e sulla motivazione ad affrontare il percorso terapeutico.
È importante sottolineare il ruolo centrale dell’approccio multidisciplinare, che includa anche il supporto psicologico. Interventi di counseling, gruppi di supporto e percorsi psicoterapeutici possono aiutare il paziente a elaborare i cambiamenti corporei, a gestire le emozioni associate alla malattia e a sviluppare strategie di adattamento efficaci. In particolare, il lavoro sulla ristrutturazione dell’immagine corporea e sull’accettazione può favorire una migliore integrazione dell’esperienza di malattia nella propria storia personale.
Accanto agli interventi topici, assume grande rilevanza anche l’approccio multidisciplinare, che coinvolge oncologi, dermatologi, infermieri, farmacisti cosmetologi e altri professionisti sanitari. Questo lavoro sinergico consente di intercettare precocemente le complicanze cutanee, intervenire in modo tempestivo e migliorare la gestione complessiva del paziente. Inoltre, il supporto psicologico gioca un ruolo importante, poiché le alterazioni dell’aspetto fisico possono influenzare profondamente l’autostima e il benessere emotivo, estendendo i trattamenti al benessere globale, fisico ed emotivo, del paziente.

In conclusione, la dermocosmesi oncologica rappresenta un elemento essenziale nel percorso di cura del paziente oncologico, non solo come supporto sintomatico ma come parte integrante di una presa in carico globale. Attraverso l’impiego di prodotti specifici, formulazioni mirate e strategie personalizzate, è possibile ridurre significativamente gli effetti collaterali cutanei delle terapie oncologiche, contribuendo a migliorare la qualità della vita e favorendo una migliore adesione ai trattamenti.
Riferimenti bibliografici
- Lacouture, M. E. (2013). Dermatologic principles and practice in oncology: skin toxicities of cancer therapy. Wiley-Blackwell.
- Gridelli, C., et al. (2015). Skin toxicity management in oncology. Journal of Oncology Practice, 11(4), 299–306.
- Chan, A., & Rubin, M. (2018). Dermatologic adverse events of targeted cancer therapies. Oncology (Williston Park), 32(8), 387–394.
- Segaert, S., & Chiritescu, G. (2008). Skin toxicities of targeted therapies. Annals of Oncology, 19(4), 28–31.
- National Comprehensive Cancer Network (NCCN). (2023). Guidelines for Supportive Care: Dermatologic Toxicities.

RITAMARIA DI LORENZO
Docente in Analisi di efficacia per la validazione di claims cosmetici, Dipartimento di Farmacia
Università di Napoli Federico II
CHIARA MANTOVANI
Safic Alcan | Italia

Bio...
La Dott.ssa Ritamaria Di Lorenzo, Ph.D., è docente in Analisi di efficacia per la validazione di claims cosmetici presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. La sua attività di ricerca è focalizzata sulla progettazione, caratterizzazione e valutazione di molecole biologicamente attive per applicazioni dermatologiche e cosmetiche.
È specializzata nello sviluppo di ingredienti innovativi per skin e hair care, con particolare attenzione a principi attivi ottenuti per via biotecnologica, e nello studio delle relazioni struttura-attività e dei meccanismi molecolari. Ha svolto attività di ricerca presso l’IQAC-CSIC (Spagna), occupandosi di invecchiamento del capello e permeabilità ai trattamenti cosmetici. Nell’agosto 2025 è stata Visiting Professor & Researcher presso TRI Princeton (New Jersey, USA).
Autrice di pubblicazioni scientifiche, integra approcci analitici, biologici e clinici per lo sviluppo di cosmeceutici efficaci, sicuri e sostenibili.

MEMBRO DEL COMITATO SCIENTIFICO
di BEAUTY HORIZONS ITALIA
DERMOCOSMESI IN ONCOLOGIA
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Dermocosmesi oncologica
Benessere cutaneo
Benessere psicologico
La dermocosmesi oncologica è una disciplina interdisciplinare che integra dermatologia, oncologia e cosmetologia per prevenire e gestire gli effetti cutanei delle terapie antitumorali. I trattamenti chemioterapici, interferendo con il turnover cellulare, compromettono la barriera cutanea, causando xerosi, rash, alopecia e alterazioni ungueali e mucosali. Tali manifestazioni incidono significativamente sulla qualità della vita e sul benessere psicologico del paziente. L’impiego di prodotti dermocosmetici specifici, formulati con ingredienti idratanti, emollienti e lenitivi, consente di ripristinare l’equilibrio cutaneo e ridurre i sintomi. La dermocosmesi oncologica contribuisce così al miglioramento dell’aderenza terapeutica e al benessere globale del paziente.


