SAI COME LEGGERE L’ETICHETTA DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI?

Prendersi cura di se stessi sotto tutti i punti di vista, fisico e psicologico in modo da sviluppare e sfruttare al meglio le nostre capacità cognitive ed emotive, in altre parole quello che oggi identifichiamo con l’espressione anglofona di “well-being”, rappresenta, soprattutto, dopo l’evento pandemico, una esigenza fondamentale per ciascuno di noi. La crescente attenzione verso le proprie necessità, si rispecchia soprattutto nell’espansione del dinamico mercato degli integratori alimentari, dove l’Italia può vantare, secondo quanto recentemente riportato dal Sole24 ore, il più grande mercato in Europa, con la prospettiva di raggiungere nel 2025 i 5 miliardi di vendite (1). Alla luce di ciò, un punto cruciale è rappresentato dalla corretta informazione dei consumatori, che sempre più si indirizzano all’acquisto di integratori per svariate esigenze, probiotici, vitamine, prodotti in grado di favorire il rilassamento e il sonno, prodotti per rafforzare il sistema immunitario, oltre agli “evergreen” integratori sostitutivi del pasto, assunti per il controllo del peso corporeo.

    INTRODUZIONE

    Ma come può un consumatore che approccia il mondo degli integratori alimentari informarsi correttamente sul prodotto da acquistare? Fondamentale, in prima istanza è la lettura dell’etichetta, vera e propria carta d'identità di un alimento e quindi anche dello stesso integratore, ad esso assimilato dalla normativa in vigore. Tuttavia, la lettura delle informazioni non risulta sempre facile, talvolta infatti le informazioni sono troppo generiche o poco chiare, non consentendo una reale conoscenza della composizione del prodotto confezionato. Consumatori sempre più consapevoli chiedono una maggiore trasparenza sia per quel che riguarda le informazioni obbligatorie presenti in etichetta che nell’artwork dell’imballaggio. Gli integratori, come sono definiti dal D. Lgs. n° 169 del 2004 (2), sono fonti concentrate di sostanze nutritive assunte al di fuori dell’alimentazione normale, e possono pertanto avere effetti fisiologici sul nostro organismo. Venduti come capsule, compresse, liquidi in fiale, o altre forme di presentazione, devono riportare in etichetta obbligatoriamente la denominazione esatta degli ingredienti, vitamine, minerali, acidi grassi ed erbe nonché la loro quantità in ordine decrescente, compresi eventuali additivi ed ingredienti come stabilito dal regolamento europeo del 2011 in materia di etichettatura degli alimenti (3). Se si tratta dei cosiddetti “botanicals” ovvero integratori contenenti piante o estratti di piante, di grande successo fra i consumatori in quanto percepiti come “naturali” e quindi ritenuti erroneamente sicuri al 100%, questi devono riportare il nome comune della pianta seguito da quello botanico, genere, specie e varietà, e quale parte della pianta è stata impiegata, se foglie, germogli, semi, e così via e se questi sono stati sottoposti a un trattamento, estrazione, concentrazione, fermentazione o meno. L’elenco delle piante e loro parti che possono essere impiegate nella formulazione degli integratori è contenuto nell’allegato al DM.10 agosto 2018 (4), e si riferisce solo a piante il cui consumo sia stato significativo prima del 1997. Proprio perché gli integratori potrebbero avere forme di presentazione “simili” ai medicinali, debbono essere accompagnati dall’indicazione di una dose giornaliera d’uso, ovvero da un'indicazione precisa di quante pastiglie, capsule, gomme da masticare, o se si tratta di altre forme, il consumatore deve assumere nell’arco della giornata. Se troviamo in etichetta la dicitura “complemento alimentare” o “supplemento alimentare” questi sono da ritenersi sinonimi del termine integratore.


    COMPOSIZIONE NUTRIZIONALE DEL CAFFÈ D’ORZO

    LUCIA GRUMETTO

    Dipartimento di Farmacia,

    Università degli studi di Napoli Federico II | Italia

    Bio...

    Gli integratori in quanto alimenti, sono prodotti di libera vendita in farmacia e parafarmacia, senza che vi sia la necessità di una prescrizione medica, motivo per il quale sono esposti sugli scaffali di supermercati, negozi sportivi e in vendita online. E a questo proposito c’è da sottolineare, che, soprattutto per quanto riguarda gli integratori ad azione dimagrante, può rivelarsi molto pericoloso l’acquisto di prodotti su Internet, le cui etichette potrebbero, ad esempio, riportare la quantità di peso che può essere persa e in che arco di tempo, claims non ammessi dalla legge, come "aiuta a bruciare i grassi" o "riduce l'appetito", tutte diciture vietate dalla normativa in vigore, ovvero dal Regolamento europeo 1924/2006 (5), quando non si riscontra addirittura la mancanza di informazioni obbligatorie.

    ALTRI COMPONENTI PRESENTI NELLA BEVANDA

    Recependo la direttiva europea, il D.Lgs 169/2004 prevede inoltre che le aziende che vogliono commercializzare un integratore debbono presentare al Ministero della Salute il modello di etichetta con cui esso verrà posto in vendita. La procedura di notifica si effettua per via telematica, al momento dell'immissione in commercio dell'alimento, attraverso il portale del Ministero (6). Gli integratori, una volta notificati, sono inseriti con uno specifico codice numerico in un Registro pubblico. L’etichetta degli integratori deve risultare conforme alle norme generali in materia di etichettatura dei prodotti alimentari e fornire le informazioni obbligatorie così come previsto per tutti i prodotti destinati alla nostra alimentazione; l’etichetta deve riportare cioè, oltre al nome commerciale e logo, la denominazione di vendita corretta ovvero "integratore alimentare", va indicato il contenuto netto, l’elenco degli ingredienti, nome e indirizzo del responsabile della commercializzazione, e la data di scadenza o il termine minimo di conservazione con la ben nota dicitura “da consumarsi preferibilmente entro”. Le informazioni devono essere in italiano e facilmente comprensibili. Inoltre, deve essere indicata la dose di prodotto raccomandata per l'assunzione giornaliera, con una avvertenza a non eccedere le dosi indicate. Tra le avvertenze è obbligatorio richiamare l’attenzione del consumatore sul fatto che gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta variata, e quindi alternativi a uno stile di vita sano. Infine, va esplicitamente raccomandato di tenere il prodotto al di fuori dalla portata dei bambini.


    FRAZIONE MELANOIDINICA DEL CAFFÈ D’ORZO

    Da sempre visto come prodotto in grado di supportare la dieta da un punto di vista nutrizionale e quindi utile per il benessere dell’organismo, l’integratore alimentare non può vantare in etichetta e nemmeno in pubblicità, proprietà che facciano riferimento ad effetti di prevenzione e/o cura delle malattie, caratterizzati quindi, da funzionalità nutritiva o fisiologica, e nessuna capacità terapeutica propria solo dei farmaci. Claims ingannevoli che inducano il consumatore in errore rispetto ai reali suoi benefici, come ad esempio “contrasta l’insonnia in adulti e bambini”, o “libera dall’ansia”, sono stati proprio recentemente censurati dall’Istituto di autodisciplina pubblicitaria (pronuncia n. 13/2022 del 26/7/2022; n. 17/2020 del 5/5/2020) (7,8). Proprio in virtù della mancanza di proprietà farmacologiche, il D.Lgs 169/2004 vieta di riportare in etichetta o in pubblicità, richiami alla procedura di notifica al Ministero della Salute, ma prevede che la pubblicità inviti il consumatore a “leggere attentamente le avvertenze”. Sono poi contrari al Codice di Autodisciplina pubblicitaria eventuali riferimenti a categorie sanitarie, medici, farmacisti e società scientifiche che possano erroneamente “omologarli” a farmaci. Per questo motivo sono anche vietate frasi come “clinicamente testato” (9).

    PROPRIETÀ SALUTISTICHE DEL CAFFÈ D’ORZO

    Il Ministero della Salute ha recentemente ampliato l’avvertenza del 2019 per gli integratori a base di curcuma, sconsigliandone il consumo in caso di problemi epatici, alterazioni della funzione biliare o di calcolosi delle vie biliari (10). Le aziende avevano tempo fino al 31 dicembre 2022 per garantire la conformità delle loro etichette. Proprio perché non sono farmaci, sulla confezione degli integratori non è presente il bollino contenente le informazioni per l’identificazione di ciascuna confezione; ciononostante i produttori di integratori alimentari devono predisporre e poter fornire idonea documentazione per la rintracciabilità dei loro prodotti.

    PROPRIETÀ SALUTISTICHE DEL CAFFÈ D’ORZO

    Ma se gli integratori sono assimilati da un punto di vista normativo agli alimenti, dovrebbero riportare in etichetta la tabella nutrizionale? Il regolamento europeo 1169 del 2011 in materia di etichettatura, alla sezione 3 art.29, ribadisce che la tabella nutrizionale non si applica agli integratori (3). Il motivo risiede nel fatto che essi sono assunti in forme concentrate e predosate, e quindi il loro apporto nutrizionale e calorico è ininfluente, mentre è obbligatorio riportare una tabella con il contenuto medio degli ingredienti, vitamine e sali minerali, in rapporto alla dose consigliata e al fabbisogno quotidiano in percentuale come valori nutritivi di riferimento (VNR). Completano l’etichettatura le modalità di conservazione del prodotto e le indicazioni per un suo corretto smaltimento.


    …PER CONCLUDERE…

    Riferimenti bibliografici

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    PEER REVIEWED

    LE GIUSTE ETICHETTE