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IL TRIONFO DEL MAKE-UP MASCHILE E LA RIVOLUZIONE
DI GENERE NELLA COSMETICA CONTEMPORANEA

Nel vasto panorama della cosmetica, un tema emergente sta guadagnando sempre più attenzione: la parità di genere. Tradizionalmente, l'industria della bellezza è stata associata principalmente alle donne, con prodotti e pubblicità che riflettono spesso stereotipi di genere radicati. Tuttavia, negli ultimi anni, c'è stata una crescente consapevolezza e discussione sulla necessità di sfidare queste convenzioni e di promuovere una visione più inclusiva e diversificata della bellezza.

Nella società inclusiva moderna, le giovani generazioni riconoscono e sostengono che il make-up, la nail art e la skincare non debbano essere legati al genere. Questo pensiero ha lentamente iniziato ad abbracciare un numero sempre più elevato di persone e indotto le industrie della bellezza a rompere le tradizionali barriere di genere, di “regole” e stereotipi, come confermano innumerevoli prodotti gender fluid (ovvero senza genere) lanciati sul mercato da molte aziende e brands, noti e non.

Prodotti che possono essere usati indistintamente da uomini e donne, con l’obbiettivo finale divedersi e sentirsi meglio e di poter esprimere la propria personalità in maniera libera. Ecco che la cosmetica, con i prodotti, prima identificati come “unisex”, oggi gender fluid, diventa l’espressione più autentica di sé, capace di rovesciare le “tradizioni” culturali e aprire la mente verso un mondo che non ha bisogno di essere targettizzato.

INTRODUZIONE

Figura 1. Gender fluid: chi rifiuta di riconoscersi in un'identità sessuale definita e definitiva

In realtà, la storia dei cosmetici e del make-up risale all’Antico Egitto, dove uomini e donne indistintamente ne facevano uso a scopo religioso, in quanto ritenevano che l’utilizzo del trucco fosse un atto gradito agli dei e potesse proteggere dal male. L'eyeliner o khol, nero o verde, veniva regolarmente applicato sugli occhi, anche da personalità famose come il Re Tutankhamen, in qualità di espressione del proprio potere (1).

Nonostante il loro desiderio di bellezza celasse un significato spirituale, l’impiego di make-up non rappresentava solo una pratica abbellente, ma un espediente per proteggere gli occhi dai raggi potenti del sole o da possibili infezioni causate da polveri o insetti (2).

A quanto pare, anche i Greci curavano la loro bellezza, non solo attraverso l’esercizio fisico, ma anche attraverso l’utilizzo di make-up, tanto condannato da molti uomini dell’aristocrazia greca, tra cui anche Socrate, come riportato da Platone, che ritiene che i cosmetici siano un’impersonificazione disonesta. Sebbene condanni il trucco, in alcuni dei suoi passi, Platone ci fornisce una testimonianza sul fatto che alcuni uomini ateniesi antichi potessero indossarlo in certe situazioni (3).

Le raffinate abitudini egizie e orientali influenzarono fortemente i costumi romani sull’utilizzo di make-up e cosmetici, tanto da farli entrare nella loro routine quotidiana. Gli oli profumati usati un tempo dagli Egizi vennero adottati dalla cultura romana. Verso la metà del I secolo d.C., l'uso del trucco da parte degli uomini era comune nella società romana. Gli uomini romani si dipingevano la testa per camuffare i punti calvi, la cipria veniva usata per schiarire la carnagione, il rouge veniva applicato sulle guance e le unghie venivano dipinte con una miscela di grasso di maiale e sangue... un look che nella società contemporanea verrebbe definito “gender bending” (3).

STORIA DEL MAKE-UP

Figura 2. Raffigurazione 3D del Re Tutankhamen

Figura 3. Raffigurazione di un uomo romano truccato

Nel Medioevo la cura del corpo e le pratiche cosmetiche erano riservate solo per occasioni speciali. In questo periodo viene scritto il primo trattato di cosmetica della Storia, “De Ornatu Mulierum” (“Sui Cosmetici delle Donne”) da Trotula de Ruggiero, nel quale tramite consigli e rimedi naturali si insegnava come migliorare e preservare la propria bellezza, come curare le malattie della pelle, come nascondere le rughe e i gonfiori da occhi e viso, schiarire la pelle e nascondere le macchie (4).

Il Make-up maschile torna ad essere apprezzato e valorizzato durante il regno della regina Elisabetta I, quando gli uomini britannici si truccavano più delle donne (Figura 4). Questi erano soliti curare la pelle realizzando maschere con ingredienti naturali, e poiché aspiravano a un incarnato pallido, si utilizzavano polveri bianche per creare una sorta di cipria utile a sbiancare la pelle. Purtroppo, il trucco cadde in disgrazia, in parte perché essendo formulato con sostanze tossiche provocò molti decessi, e in parte per volere della regina Vittoria, che ne vietò l’uso, ritenendolo volgare e associandolo al mestiere della prostituta (5).

Figura 4. Raffigurazione di un uomo in epoca elisabettiana con lipstick

Tra il ‘700 e l’800, durante la corte di Luigi XVI in Francia, gli uomini ricorrevano all’uso di misure estreme per far apparire la pelle diafana, e si dipingevano linee blu sottilissime sul volto (Figura 5). Inoltre, gli uomini della corte reale si incipriavano il viso e si disegnavano dei nei finti. Non è infatti un segreto che il re Luigi XVI stesso si dedicasse alla stravaganza del trucco e dei prodotti per capelli.

Figura 5. Raffigurazione di un uomo del XVIII secolo

Successivamente però anche in Francia fu vietato l’uso di trucchi contenenti bianco di piombo tossico, portando ad una progressiva perdita di questa usanza, fino alla modernizzazione dell’industria cosmetica che risale tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo.

Con il 1900 si assiste alla nascita delle prima case cosmetiche, tra cui Max Factor (1909), L’Orèal (1909), e Arden (1910). In questi anni il make-up torna di moda, ma a causa della sua pubblicità interamente concentrata sulla figura femminile, divenne una pratica di genere esclusivo, escludendo totalmente il mondo maschile dal suo possibile utilizzo. Le stigmatizzazioni da parte della società, infatti, portavano a considerare l’uomo che faceva uso di make-up omosessuale, e pertanto da discriminare (1,5).

Fortunatamente, l’arrivo della produzione cinematografica in America riporta la vanità maschile in primo piano: il trucco e la cura dei capelli per gli uomini, adottati per poter ottenere un’immagine migliore sullo schermo del cinema, hanno contribuito a far riaffermare il make-up nel mondo maschile (6).

Nel 1939 l’attore Clark Gable in “Via con il vento”, incoraggia gli uomini ad avere attenzione del loro aspetto e di esserne fieri, lanciando la tendenza del capello curato con la linea di lato. Il look curato di Clark Gable è stato forse il primo esempio di bellezza “metrosexual” (Figura 6).

NASCITA DEL MAKE-UP MODERNO

Figura 6. Clark Gable

Il vero picco si ha negli anni ’70 – 80 in concomitanza con l’esplosione della musica rock e pop, il trucco maschile assume una nuova raffigurazione, associata alla ribellione e all’anti-conformismo. Icone principali di questi anni sono David Bowie e Boy George (Figura 7 e 8). E, fu proprio grazie a queste rockstar che la visione del trucco maschile inizia ad essere apprezzata. Anche gli stessi truccatori uomini come Scott Barnes lottarono affinché il trucco per gli uomini diventasse una pratica normale di routine (4).

Figura 7. David Bowie

Figura 8. Boy George

Nel XXI secolo, con il nuovo millennio, il trucco diventa per gli uomini un mezzo di libertà d’espressione, senza più stereotipi della mascolinità tossica. Motivo per cui molte aziende, di lusso e non hanno dato il via a un processo di inclusione nel mondo della cosmetica, creando linee gender fluid o dedicate completamente a “lui”.

Tra le icone più rappresentative di questo nuovo millennio ci sono Achille Lauro e i Maneskin che più volte hanno sfoggiato make-up ricercati e scenografici.

Ormai il make-up oltre a essere usato per migliorare l’aspetto del proprio viso o corpo, è considerato una vera e propria forma d’arte, e ancor di più un mezzo per potersi esprimere e dar sfogo alla propria personalità. Il make-up diventa un mezzo di comunicazione che gioca molto sulla percezione che diamo di noi agli altri, indipendentemente che siano donne o uomini a truccarsi.

Oltre che per motivi artistici di esibizionismo visti con le star della musica e del cinema, l’uso contemporaneo del trucco negli uomini è volto anche a nascondere imperfezioni, come macchie rughe e occhiaie. Insomma, il trucco diventa strumento per poter aumentare la propria autostima a prescindere dal genere (3).

IL MAKE-UP COME FORMA D’ARTE E MEZZO DI ESPRESSIONE

RITAMARIA DI LORENZO

SONIA LANERI         

Università di Napoli Federico II | Italia


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SONIA LANERI

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PARITÀ DI GENERE

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Per celebrare la visione di un mondo senza distinzione di genere, nel 2018 Chanel ha lanciato la sua prima linea make-up interamente dedicata all’uomo. Il nome della collezione deriva dal soprannome “boy” che Coco usava per chiamare il suo grande amore Arthur Capel (Figura 9).

“Non assomigli a nessun’altra” la dichiarazione di Boy a Chanel, che spinse lo stilista a stravolgere le regole, vestendo con abiti maschili le donne nelle sfilate, così come la creazione di una linea make-up dedicata all’uomo per sottolineare che non esistono requisiti assolutamente femminili o maschili, ma è lo stile a definire chi siano e chi vogliamo essere.

IL “MAKE UP FOR HIM”: NUOVO TARGET PER AZIENDE COSMETICHE

Figura 9. Alcuni prodotti della linea Boy the Chanel

Nel 2017 il marchio cosmetico italiano Wycon lancia una nuova linea make-up “Androgyny” dedicata alla bellezza senza genere (Figura 10), utilizzando, nella campagna make-up, un soggetto maschile dall’aspetto androgino, da cui deriva il nome della linea. Si rompono gli schema gender, si va oltre i limiti tra l’uomo e la donna, si annullano i pregiudizi e i canoni, si esalta al meglio il concetto di “genderless beauty” per mostrare al mondo il proprio IO.

Figura 10. Linea make-up Wycon Cosmetic “Androgyny

Insomma, la storia dei cosmetici e in particolare del make-up maschile risale all’Antico Egitto, passa per i Greci e i Romani, per proseguire con gli aristocratici di epoca elisabettiana e delle corti francesi di Luigi XVI, fino ad arrivare all’età moderna con David Bowie e Freddie Mercury. Staffetta raccolta da Jhonny Depp con lo smokey eyes di Jack Sparrow portato anche sui red carpet del cinema internazionale, fino a David Beckham che sulla copertina di Love Megazine del 2019 (Figura 11) veniva ritratto con ombretto verde e matita nera sugli occhi. La rappresentazione di un uomo famoso, etero, simbolo di virilità truccato rappresenta una “conquista” che rompe ancor di più i vecchi schemi che non rappresentano più una società libera e in evoluzione che richiede un mercato sempre più inclusivo e rispettoso delle diversità non solo fisiche, ma anche di genere.

Figura 11. David Beckman con ombretto verde e matita sugli occhi nella copertina Love Magazine 2019

In definitiva, la cosmetica non è solo un insieme di prodotti per la cura pelle, ma un potente mezzo di espressione personale e sociale. Attraverso la storia del make-up maschile, vediamo la potenza trasformativa della bellezza nel ridefinire i confini del genere e nell'affermare la libertà individuale. In questa nuova era, la cosmetica diventa pioniera di una società più inclusiva e rispettosa, dove la vera bellezza risiede nella diversità e nell'autenticità di ogni individuo. Ogni pennello e ogni pigmento diventano strumenti di emancipazione e celebrazione di chi siamo veramente. È un invito a guardare al futuro con occhi colorati di speranza, in una terra dove la libertà di espressione resta il nostro più grande tesoro.