I COSMETICI ANTIAGE DI OGGI:

LE NUOVE TENDENZE CHE

STRIZZANO L’OCCHIO AL PASSATO

Il panorama cosmetico internazionale muta continuamente riflettendo mode, trend, temi caldi e di interesse pubblico propri del periodo. Ne è un esempio il recente passato. La pandemia, infatti, se da un lato ci ha costretti in casa, dall’altro ha “regalato” più tempo per prendersi cura di sé, per concedersi anche tra le mura domestiche il lusso di trattamenti che prima erano dedicati ai centri benessere. Inoltre, ha spinto i produttori di materie prime ad indagare più a fondo il potenziale delle materie prime presenti a portfolio. Molti test, ad esempio, sono stati condotti per verificare l’efficacia degli attivi nei confronti dell’acne da mascherina. Certamente nessun produttore avrebbe pensato ad un claim del genere prima del 2020. Questo è un classico esempio di come il periodo storico possa influenzare e addirittura generare l’esigenza di un claim cosmetico specifico.

INTRODUZIONE

In questi ultimissimi anni, abbiamo assistito anche ad una profonda trasformazione nell’atteggiamento del consumatore finale dei prodotti cosmetici in generale, compresi quelli antiage. Si sta sempre più delineando, infatti, una figura attenta a ciò che utilizza, che vuole essere informata in modo dettagliato in merito alle materie prime, alla loro funzione, alla loro origine. È molto evidente anche la spinta green dei consumatori: l’attenzione da questo punto di vista non riguarda solo le materie prime tal quali, ma si estende al pack, alla sostenibilità del prodotto. Per poter stare al passo con queste nuove esigenze, l’industria cosmetica si sta adeguando. Una delle strategie adottate, ad esempio, è l’utilizzo degli INCI “parlanti”. La lista degli ingredienti diventa così più facile da capire anche dai non addetti ai lavori grazie ai dettagli e alle spiegazioni fornite direttamente dalle industrie e stampate sulle etichette, sui foglietti illustrativi, sui siti internet o sulle pagine dedicate dei social network. Altro tema caldo che è sempre rivolto alla trasparenza nei confronti del consumatore è la Clean Beauty. Il “concetto less is more”, sposato da questa tipologia di prodotti, si lega all’eliminazione di tutto ciò che è superfluo dalle formule, per garantire un prodotto che contenga effettivamente solo ciò che serve. Se questo concetto un tempo era maggiormente legato ai trattamenti dermatologici, ora si sta espandendo a tutte le categorie di prodotti cosmetici, compresi i trattamenti antiage. Tutto ciò può appunto essere visto come un atto di trasparenza nei confronti del consumatore.

IL CONSUMATORE INFORMATO

Il tema della sostenibilità e della spinta green dell’industria cosmetica è molto complesso. Sicuramente il consumatore attento, ricerca cosmetici e trattamenti antietà che siano sempre più naturali. Compaiono quindi sulle etichette le percentuali relative alla quantità di ingredienti naturali in formula. Questo concetto, ovviamente, non deve essere confuso con quello di sostenibilità. Purtroppo, un ingrediente naturale non sempre è sostenibile. Per questo alcune aziende preferiscono dichiarare i dati relativi al Life Cycle Assesment o più semplicemente LCA. Questo dato valuta l’impatto ambientale di un prodotto durante tutto il ciclo di vita, a partire dalla produzione delle materie prime, passando per la produzione del cosmetico fino ad arrivare allo smaltimento del contenitore vuoto a fine vita. Non si intende discutere in merito al fatto che dichiarare i dati di LCA sia auspicabile rispetto a definire la percentuale di ingredienti naturali in formula. Si vuole solo chiarire che c’è una netta differenza tra naturale e sostenibile. Fortunatamente, sempre più spesso le materie prime naturali sono anche sostenibili. I produttori, infatti, sentono forte questa spinta e sono stimolati a sviluppare nuove tecnologie volte a questo scopo. Ad esempio, le piante da cui si estraggono principi attivi usati nei trattamenti antiage sono coltivate con il minimo dispendio di acqua e suolo. Oppure si sfrutta il più possibile la potenzialità degli enzimi di catalizzare le reazioni secondo i principi della chimica verde. In questi ultimi anni, infine, è sempre più alta l’attenzione verso la riciclabilità oppure la possibilità di riutilizzo del packaging. Le confezioni dei cosmetici, infatti, frequentemente sono completamente riciclabili da un lato, riutilizzabili dall’altro. Molti prodotti antiaging sono contenuti in vasetti di vetro che, una volta terminato il prodotto non vengono buttati. È possibile, infatti, comprare il refill, ovvero un piccolo pack contenente il prodotto, che va inserito nel vasetto di vetro in sostituzione a quello terminato. In questo modo, il vaso di vetro non deve essere sostituito e smaltito ogni volta che il cosmetico è esaurito. Questo permette il connubio tra sostenibilità e prestigio dato dalla natura del materiale.

IL FUTURO DELLA SOSTENIBILITÀ ANTIAGE...

Queste tendenze innovative, che riguardano la cosmesi in generale, sono un po’ in contrasto con il panorama che si osserva nello specifico per gli attivi antiage. In questo ambito, infatti, si riscontra un “ritorno al passato”. L’utilizzo di materie prime molto note, la cui efficacia è assolutamente provata fa la parte del leone nei lanci dei grandi brand. Vitamina C, Niacinamide, Retinolo sono solo alcune tra le molecole tornate in gran voga in tempi molto recenti. La vitamina C viene impiegata con successo nei cosmetici antiage in quanto stimola la produzione di collagene, in particolare di tipo I (1). Questa proteina, presente nel derma è fondamentale per la struttura e la compattezza cutanee e subisce una riduzione nel tempo, proprio a causa dei processi di invecchiamento. Inoltre, la vitamina C è in grado di svolgere un’importante azione antiossidante, contrastando il photoageing (2). Questo fenomeno racchiude l’insieme di danni a carattere ossidativo causati dai raggi UVA e UVB alle strutture cutanee. È noto che, tra i fattori estrinseci che concorrono all’invecchiamento cutaneo, l’esposizione alla radiazione UV è il principale imputato (3). Infine, la vitamina C ha efficacia antimacchia e uniformante del colorito (4). La Niacinamide è una molecola che svolge moltissime funzioni a livello cutaneo. Le attività più sfruttate per i prodotti antiage sono l’azione depigmentante, la stimolazione della sintesi di collagene e l’azione idratante (5). Infine, il Retinolo è forse considerato l’attivo antiage per eccellenza. Anzitutto agisce stimolando la proliferazione cellulare a livello dell’epidermide migliorandone lo spessore. Inoltre, il Retinolo stimola i fibroblasti presenti nel derma, aumentando la produzione di collagene ed elastina (6). Tutti questi principi attivi si comunicano da soli, sono efficaci e di facile comprensione per la maggior parte dei consumatori.

...CON GLI ATTIVI DEL PASSATO

Il compito del formulatore è quello di stabilizzarli in veicoli piacevoli che possano garantire efficacia nel tempo. Molte di queste molecole, infatti, sono note anche per essere difficili da stabilizzare nei sistemi cosmetici. L’innovazione, da questo punto di vista, arriva quindi dai produttori di materie prime che sono riusciti a creare dei sistemi stabili che permettono o il rilascio di attivo controllato nel tempo o ne garantiscono il titolo nel tempo. Come detto precedentemente, il consumatore dei prodotti antiage è sempre più informato. Per questo motivo, grande attenzione viene riposta nei confronti dei test di efficacia. Essi sono messi a disposizione dalle industrie cosmetiche attraverso una comunicazione chiara ed incisiva, diventando una leva fortissima per conquistare il consumatore e per fidelizzarlo al brand.

Per quanto riguarda i principi attivi dei prodotti antiage, un altro trend in voga è legato all’uniformità del colorito. È stato dimostrato infatti, che la percezione dell’età dipende molto da quanto omogeneo è il colorito della pelle. In quest’ottica si colloca l’utilizzo di attivi antiossidanti, depigmentanti, esfolianti e sostanze che hanno lo scopo di migliorare questo particolare aspetto. Tale concetto interessa anche i più giovani. Le nuove generazioni utilizzano i social e pubblicano molte foto. L’esigenza sentita da questi consumatori è di avere una pelle omogenea, per fare delle belle foto senza l’utilizzo dei filtri, percepiti come qualcosa di troppo irreale.

INNOVAZIONE ANTIAGE

CONCLUSIONI 

Concludendo quindi possiamo affermare che i prodotti antiage continuano ad essere una categoria di cosmetici molto importante e ampiamente utilizzata. I nuovi trend riguardano prevalentemente la sostenibilità, la naturalità e la trasparenza nei confronti del consumatore. Per quanto riguarda gli attivi, invece, si osserva un impiego di molecole note da tempo per le quali la novità risiede nella stabilizzazione che garantisce un prodotto efficace nel tempo e dalla texture gradevole.

Riferimenti bibliografici

EDIZIONE SPONSORIZZATA DA:

EDIZIONE SPONSORIZZATA DA

INVECCHIAMENTO

PEER REVIEWED