La costante ricerca di un maggiore benessere è negli ultimi anni uno dei pensieri ricorrenti del consumatore medio. Tutti noi oggigiorno sappiamo o quanto meno siamo convinti che le nostre abitudini alimentari e i nostri stili di vita siano costantemente deficitari rispetto a quello che farebbe bene al corpo e alla mente. Le pubblicità insinuano spesso il dubbio di aver bisogno di integrare la nostra dieta con vitamine, minerali ed estratti erboristici dalle capacità strabilianti per stare bene.  


Nonostante ci sia dell’indubbia verità su quanto il nostro stile di vita spesso ci porti a mangiare male, non ingerire il giusto quantitativo di nutrienti necessari e ci obblighi a stare davanti ad un computer per lassi di tempo estenuanti che ci danneggiano -accompagnati da una attività fisica minima se non nulla - c’è da dire che il mondo degli integratori propina soluzioni che non solo risultano essere inutili per la maggior parte dei consumatori ma ogni tanto anche sostanzialmente fuori luogo, non risolutive per la problematiche che si pensa si stia agendo e, perché no, avendo risvolti anche dannosi.  


Rimanendo nella sfera del giusto e del necessario, l’integrazione di elementi benefici per l’organismo in forme predosate e facilmente dispensabili è una manna dal cielo dei nostri tempi, soprattutto se questo ci permette di non dover ricorrere a terapie farmaceutiche e ci permette di risolvere facilmente qualche deficit nutrizionale.

Il mercato degli integratori è ormai uno dei mercati -in Italia- più ricco e variegato di sempre. Dove collochiamo, quindi la nutricosmetica e perché rientra tra gli integratori?  


La parola nutricosmetica descrive una disciplina piuttosto recente che, come si può intendere, nasce dalla fusione del termine nutrizione e cosmetica. Ci spostiamo quindi ad un campo di applicazione dell’integratore più ristretto: quello estetico. La nutricosmetica si promette di essere l’ultima frontiera dell’integrazione alimentare con l’obiettivo di migliorare -come i cosmetici- pelle, capelli, unghie e tutto cio che rende l’aspetto migliore.  


Il principio fondamentale è che si integra il lavoro da fuori (effettuato attraverso l’applicazione di creme, oli, smalti, gel) con il lavoro da dentro, quindi con l’assunzione di sostanze che hanno un effetto mirato sulle stesse strutture dell’organismo. Si punta, di fatto, ad un’azione sinergica sul medesimo bersaglio.  


La pelle tonica, i capelli luminosi, l’assenza di rughe, la pelle morbida, i denti bianchi e le unghie curate sono solo alcuni degli aspetti che la nutricosmetica vuole trattare e che, chiaramente, sono sempre di più considerati dei canoni di bellezza, più femminile che maschile, del nostro periodo storico.  


Tra le sostanze più utilizzate oggigiorno, accanto a vitamine e minerali, troviamo integratori di antiossidanti, acidi grassi polinsaturi, collagene, acido ialuronico e sostanze di origine vegetale con differenti funzioni biologiche. Collagene e acido ialuronico, sono oggi, la coppia di integratori più venduti per la cosmesi.  


Come detto ognuna di queste sostanze è un integratore alimentare e viene venduto come tale. L’integratore alimentare viene disciplinato dalla (1) Direttiva 2002/46/CE e, in Italia, dal (2) Decreto legislativo del 21 maggio 2004, n. 169, i quali li definiscono “prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate”. 


Il controllo degli integratori sul mercato è di competenza nazionale, poiché non esiste, ad oggi, un’armonizzazione Europea per le sostanze ammesse negli integratori (fatta eccezione per vitamine e minerali, le quali dispongono al (3) Regolamento No 1925/2006 Allegato I e II di una lista positiva). L’operatore del settore alimentare (OSA) in Italia può mettere in commercio un integratore sul territorio nazionale previa (4) Notifica al Ministero, seguendo la procedura descritta online e presentando un fascicolo tecnico.  Integratori per pelle, capelli ed unghie seguono tutti la stessa procedura.  


Cosa possiamo trovare sulle etichette degli integratori appartenenti al settore della nutriscosmetica? Di quali effetti benefici ci dobbiamo fidare?  


Secondo la normativa vigente per rivendicare un’azione o un effetto (“claim”), e riportarlo in etichetta, una sostanza deve dimostrarsi correlabile ad un effetto benefico e ottenere un’approvazione da parte dell’(5) Agenzia Europea della Sicurezza Alimentare (EFSA) secondo il (6) Regolamento No 1924/2006; sempre agendo nel rispetto e nella trasparenza al consumatore per non trarlo in inganno con slogan fasulli (pubblicità ingannevole). Nella cosmetica, questi claims vengono solitamente riferiti come “Beauty claims”. I “Beauty Claims”, tuttavia, sembrano ricadere al di fuori del bacino di utenza del Regolamento No 1924/2006 in quanto non si tratterebbe di “claim salutistici” (o Health Claims) ma semplicemente di claim di bellezza peraltro ricordando che i Claims Salutistici si circoscrivono a sostanze destinate ad essere ingerite mentre i Beauty Claims possono anche essere rivendicati, appunto, per sostanze ad applicazione topica (creme, gel, oli).  


Infatti, Claim di bellezza, autorizzati dall’EFSA, per particolari sostanze, al momento non esistono. Tuttavia, l’associazione Food Supplement Europe (FSE) ha rilasciato a marzo 2014, le (7) “Linee guida per la determinazione di Beauty claims per integratori alimentari” la cui finalità è quella di fornire una guida agli operatori del settore alimentare per condurli all’uso corretto dei Beauty Claims. Come per tutti i claims, la rivendicazione di un effetto deve sempre essere supportata da una prova scientifica a supporto, o più. In questo senso, le linee guida FSE forniscono indicazioni su prove, studi e metodologie utilizzabili al fine di sostenere le indicazioni.  


La trasparenza verso il consumatore è chiaramente ciò a cui tutti i regolamenti europei puntano; pertanto, ci si aspetta sempre di leggere in etichetta quello che è stato scientificamente provato. 

 Nutricosmetica: la bellezza dall’interno