TERAPIA FARMACOLOGICA PER IL TRATTAMENTO DELL’OBESITÀ E INTEGRAZIONE ALIMENTARE:
RUOLI COMPLEMENTARI NEL CONTROLLO DEL PESO

L’obesità è un importante problema di sanità pubblica a livello mondiale, con un tasso di incidenza in netto aumento. Secondo i dati pubblicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2021, circa 3,7 milioni di decessi per malattie non trasmissibili sono stati attribuiti a un indice di massa corporea superiore ai valori ottimali (BMI ≥ 25 kg/m2). Rispetto a quanto osservato nel 1990, l’incidenza di obesità, definita da un BMI ≥ 30 kg/m2, è più che raddoppiata nella popolazione adulta a livello globale (1).
Questo allarme non esclude purtroppo nemmeno la popolazione pediatrica. Analizzando i dati dello studio Global Burden of Disease 2021, la prevalenza di obesità in bambini e adolescenti (5–14 anni), è più che triplicata, passando dal 2% del 1990 al 6,9% del 2021, con una tendenza in forte accelerazione, per cui si stima che nel 2050 il 15,6% dei bambini e adolescenti in questa fascia di età sarà obeso. I dati raccolti in Europa sono in linea con quanto osservato nel resto del mondo, anche se la prevalenza di obesità mostra una crescita più contenuta rispetto alla media globale (2). Nel nostro Paese la più alta incidenza di sovrappeso e obesità nei bambini (8-9 anni) riguarda soprattutto le fasce socioeconomiche più basse e il Sud (3).
Causa fondamentale dell’obesità è uno squilibrio energetico cronico, dovuto da un lato al maggior consumo di alimenti ad alta densità energetica, ricchi di grassi e zuccheri liberi, dall’altro alla riduzione dell’attività fisica, legata a stili di vita sempre più sedentari. Nella maggior parte dei casi alla base di questo sbilanciamento concorrono ambiente, fattori psicosociali e genetica (1).
Come evidenziato dall’ Associazione Europea per lo Studio dell’Obesità (EASO), l’obesità è una malattia cronica e recidivante, associata a numerose complicanze meccaniche, come patologie articolari e apnee notturne, metaboliche e infiammatorie, inclusi diabete tipo II (DMII) e patologie cardiovascolari. La gestione efficace di questa patologia richiede un approccio integrato e personalizzato, che non si limiti alla perdita di peso, ma consideri anche la salute fisica e mentale, la funzionalità e la qualità della vita, combinando interventi sullo stile di vita, supporto psicologico, terapie farmacologiche e, quando indicato, procedure chirurgiche (4).
EPIDEMIOLOGIA DELL’OBESITÀ
I farmaci agonisti del recettore del GLP -1 (GLP-1RA), come la semaglutide, sono stati sviluppati per il trattamento del DMII, ma offrono benefici importanti in termini di diminuzione del peso corporeo attraverso l’aumento della secrezione di insulina (ormone anoressizzante) e inibizione del rilascio di glucagone (oressizzante) dopo i pasti (5). Oltre a ritardare lo svuotamento gastrico e indurre la riduzione dell’introito energetico, modificano il comportamento alimentare e modulano favorevolmente le vie cardiometaboliche (6). Da quanto osservato a livello preclinico si ipotizza inoltre che queste terapie possano influenzare l’attività del tessuto adiposo bianco, inducendone l’imbrunimento, e attivare quello bruno, con conseguente aumento della spesa energetica, favorendo così la termogenesi (7).
Tuttavia, l’utilizzo di questi farmaci è associato a effetti collaterali rilevanti, in particolare a carico del tratto gastrointestinale, a una riduzione dell’introito nutrizionale complessivo, fatigue e a una potenziale perdita di massa muscolare e densità ossea (8).
Il rallentamento dello svuotamento gastrico, l’alterazione della motilità gastrointestinale e del microbiota, indotti dalla terapia somministrata sia per via subcutanea che orale, possono essere causa di nausea, vomito, diarrea e stipsi. Si tratta di problematiche generalmente lievi o moderate, che, seppure transitorie e legate alla fase di aumento della dose farmacologica, possono essere tuttavia causa dell’interruzione precoce del trattamento (9).
Inoltre, dopo la sospensione di questi farmaci si assiste a un recupero ponderale del 60–90 % entro un anno, con parallelo peggioramento di glicemia, pressione e profilo lipidico. L’interruzione precoce (entro un anno dall’inizio della terapia) è associata a un aumento del rischio cardiovascolare. Quando il farmaco viene sospeso, si verificano infatti dei cambiamenti fisiologici finalizzati al ripristino dell’omeostasi iniziale e alla preservazione del peso. Si assiste, infatti, al ritorno dello stimolo ad iperalimentarsi (iperfagia) per effetto del ripristino della velocità di svuotamento gastrico e la perdita dell’inibizione dei segnali "ricompensa" a livello cerebrale, quindi aumento della fame e riduzione del senso di sazietà. Inoltre, la perdita del controllo glicemico ripristina la resistenza insulinica pre-trattamento e l’iperinsulinemia favorisce un bilancio energetico positivo (6).
Necessita infine di ulteriori studi l’effetto di questi farmaci sullo stato di salute di soggetti anziani per escludere che la perdita di peso farmacologicamente indotta aggravi sarcopenia e fragilità, condizioni caratteristiche di questa popolazione. Cortes TM et al. hanno infatti proposto un protocollo di studio in cui somministrare la semaglutide, in associazione al consiglio sullo stile di vita, rispetto a solo quest’ultimo, ad anziani (≥65 anni) sovrappeso/obesi intolleranti al glucosio (10).
I FARMACI PER IL TRATTAMENTO DELL’OBESITÀ: BENEFICI ED EFFETTI COLLATERALI

Silvia Baracchini
Laureata in Biotecnologie Mediche si è perfezionata con il Master in Prodotti Nutraceutici all’Università degli Studi di Pavia. Dal 2016 lavora presso Unifarco SpA dove oggi si occupa dello sviluppo formulativo e della prototipazione di integratori alimentari nel laboratorio di Ricerca e Sviluppo.
CONSIGLIO DI SALUTE PERSONALIZZATO: TERAPIA, ALIMENTAZIONE E STILE DI VITA
La corretta aderenza alla terapia prescritta è fondamentale, in quanto i suoi effetti benefici vanno oltre la sola perdita di peso. Qualora si rendesse necessaria la sua interruzione, ad esempio per pianificata gravidanza, intolleranza al trattamento, difficolta di accesso allo stesso, il medico curante dovrà valutare approcci in grado di compensare i rischi del rebound cardiometabolico, come la riduzione graduale della terapia oppure la prescrizione di farmaci alternativi, favorendo in parallelo il supporto comportamentale e psicologico e monitorando, successivamente, il paziente nel periodo post interruzione (6).
EASO ha evidenziato come una efficace gestione dell’obesità debba tenere in conto anche delle sue complicanze, supportare il benessere mentale e la funzionalità fisica, migliorare la qualità di vita (4). Per fare questo è importante l’azione sinergica dei professionisti sanitari (medici, dietisti, nutrizionisti, farmacisti, psicologi e psicoterapeuti) cui i pazienti dovrebbero rivolgersi per un approccio personalizzato e sicuro al dimagrimento.
Per contrastare gli effetti gastrointestinali nelle prime fasi della terapia, i pazienti dovrebbero assumere pasti piccoli e a basso contenuto di grassi (9). Diete iperproteiche possono aiutare a massimizzare la sazietà e preservare il tessuto muscolare, soprattutto nei pazienti anziani, mentre alimenti a bassa densità calorica e alto potere saziante sono utili per compensare l’aumentata velocità gastrica dopo sospensione della terapia.
L’allenamento contro resistenza è utile per contrastare la perdita di massa muscolare magra, che è il principale motore del metabolismo basale, per cui se ne consigliano almeno 150 minuti a settimana.
Il monitoraggio nella fase di follow up non dovrebbe limitarsi al peso corporeo, ma anche a circonferenza vita, pressione, marcatori glicemici, lipidici e renali oltre a test di funzionalità e forza (6).

Nonostante gli sforzi verso l’individuazione di sostanze utili per il controllo del peso non riguardi solo la ricerca farmaceutica, ma anche quella in ambito nutraceutico , nel corso del 2025 e nei primi mesi del 2026, la categoria degli integratori alimentari per il “controllo del peso” ha registrato un trend di fatturato e confezioni vendute negativo, in netto peggioramento rispetto al periodo precedente (11). Da un lato l’elevata aspettativa di efficacia e, di contro, l’assenza di benefici paragonabili a quelli indotti dalla terapia farmacologica, non convincono del tutto i consumatori, la cui fiducia nei risultati raggiungibili con questa tipologia di supplementi viene minata anche dall’erronea convinzione che si tratti di pillole magiche.
Tuttavia, è proprio il successo delle terapie farmacologiche con GLP-1RA che sta spingendo la ricerca scientifica nel settore delle materie prime destinate ai prodotti nutra verso lo studio e la selezione di attivi capaci di modulare la via GLP-1 oppure viene indagato se ingredienti già noti per la loro azione su profilo glicemico, modulazione del microbiota e di vie metaboliche associate al dimagrimento, sono anche in grado di intervenire sulla via incretinica (8).
Si tratta dunque di un’occasione per le aziende produttrici di sviluppare e proporre sul mercato prodotti di integrazione alimentare con ruoli assolutamente distinti, ma potenzialmente sinergici, a quelli dei farmaci. Questi prodotti devono essere formulati e proposti come ausili per aiutare il mantenimento del peso, supportando l’implementazione di uno stile di vita sano e, quindi, prima che la problematica sia conclamata, eventualmente come supporto a diete dimagranti, fino ad affiancare la terapia farmacologica già dalle sue fasi iniziali.
In base a quanto già applicato a soggetti in eccesso ponderale o sottoposti a dieta dimagrante, tra gli ingredienti più pertinenti per integrare la dieta durante la terapia, vengono indicati: multivitaminici (vitamine del gruppo B e D3, in particolare, in associazione a minerali come ferro, calcio, magnesio e potassio) per prevenirne carenze, come già definito nei protocolli sviluppati per i pazienti sottoposti a chirurgia metabolica e bariatrica (12); proteine del siero, creatina e HMB per preservare massa magra e forza; antiossidanti e anti-infiammatori come polifenoli e curcumina, per contrastare stress ossidativo e infiammazione; omega-3 per la salute cardiometabolica. Ben supportato scientificamente il ricorso a fibre e probiotici (13, 8).
L’integrazione di fibre alimentari durante la terapia farmacologica può aiutare a ridurre gli effetti collaterali gastrointestinali (i.e. fibre solubili in caso di diarrea e insolubili in caso di stipsi, di cui si consiglia comunque un’assunzione graduale al fine di evitare l’esacerbazione dei fastidi gastrointestinali), supportando così la funzionalità intestinale, e contribuire a migliorare controllo glicemico, profilo lipidico, peso e pressione. Dopo la sospensione della terapia possono, invece, supportare il mantenimento del peso e della stabilità glicemica, contrastando l’effetto rebound dei GLP‑1RA (8).
I probiotici possono fornire supporto nel ripristino dell’eubiosi, riducendo l’infiammazione di basso grado indotta dalla stasi gastrica (8); alcuni ceppi specifici potrebbero aumentare gli effetti metabolici e sul controllo glicemico, migliorando così gli effetti della terapia farmacologica, anche dopo sospensione del trattamento, anche se tale evidenza è ancora preclinica (14).
IL RUOLO DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI PRIMA, DURANTE E DOPO LA TERAPIA FARMACOLOGICA
Riferimenti bibliografici
- WHO. Obesity and overweight. [Online] 9 12 2025. [Riportato: 5 5 2026.] https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/obesity-and-overweight.
- Global, regional, and national prevalence of child and adolescent overweight and obesity, 1990–2021, with forecasts to 2050: a forecasting study for the Global Burden of Disease Study 2021. GBD 2021 Adolescent BMI Collaborators. 2025, Lancet, p. 785–812.
- Nardone, P, Ciardullo, S, CNAPPS - ISS . Indagine nazionale 2023: i dati nazionali. Istituto Superiore di Sanità. EpiCentro - L'epidemiologia per la sanità pubblica. [Online] 11 7 2024. [Riportato: 20 5 2026.] https://www.epicentro.iss.it/okkioallasalute/indagine-2023-dati.
- EASO. Framework for the Pharmacological Treatment of Obesity And its Complications from The European Association for the Study of Obesity. [Online] 2 10 2025. [Riportato: 7 5 2026.] https://easo.org/framework-for-the-pharmacological-treatment-of-obesity-and-its-complications-from-the-european-association-for-the-study-of-obesity/.
- GLP-1 receptor agonists for weight loss. A systematic review and meta-analysis of randomized. Ahmad, N, et al. 2026, Medicine (Baltimore), p. 105(11):e47994.
- Clinical Management of Weight Regain and Cardiometabolic Consequences After Discontinuation of GLP-1 Receptor Agonists. Shah, E, et al. 2026, Diabetes, Obesity and Metabolism, p. 0:1–13.
- Adipose Tissue, at the Core of the Action of Incretin and Glucagon-Based Anti-Obesity Drugs. Villarroya, F, Peyrou, M e Giralt, M. 2025, Current Obesity Reports , p. 14:67.
- Nutritional Approaches to Enhance GLP-1 Analogue Therapy in Obesity: A Narrative Review. Dias, DD, et al. 2025, Obesities , p. 5, 88.
- Clinical Recommendations to Manage Gastrointestinal Adverse Events in Patients Treated with Glp-1 Receptor Agonists: A Multidisciplinary Expert Consensus. Gorgojo-Martínez, JJ, et al. 2023, J. Clin. Med, p. 12, 145.
- Effect of Semaglutide on Physical Function, Body Composition, and Biomarkers of Aging in Older Adults With Overweight and Insulin Resistance: Protocol for an Open-Labeled Randomized Controlled Tri. Cortes, T M, et al. 2024, JMIR Res Protoc, p. 13:e62667.
- Unionfood. Elaborazioni New Line ricerche di Mercato per Integratori&Salute – Aggiornamento dati marzo 2026.
- Macronutrient, Micronutrient Supplementation and Monitoring for Patients on GLP-1 Agonists: Can We Learn from Metabolic and Bariatric Surgery? Sibal, R, et al. Nutrients, 2025, p. 17(23):3659.
- Dietary supplement considerations during glucagon-like Peptide-1 receptor agonist treatment: A narrative review. Johnson, B V B, et al. 2025, Obes Pillars, p. 16:100209.
- Energy-Metabolism-Enhancing Probiotics Enhance the Therapeutic Response to a Glucagon-like Peptide-1 Receptor Agonist. Kim, A-R, et al. 2026, Nutrients, p. 18(7):1050.

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Dimagrimento
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Longevità
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Probiotici
Proteine
APPROCCI DIETETICI E SUPPORTO NUTRACEUTICO
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A fronte di una vera e propria epidemia di sovrappeso e obesità, i farmaci che agiscono sui recettori delle incretine hanno introdotto un cambiamento sostanziale nella gestione del peso corporeo.
Tuttavia, i loro effetti collaterali, l’aderenza a lungo termine, la sospensione del trattamento e la gestione del peso post‑terapia rappresentano criticità ancora aperte, tali da non poter rendere il loro impiego una soluzione unica e autosufficiente.
L’importanza attribuita ad approcci nutrizionali e comportamentali, capaci di collocarsi in un’area di intervento preventiva e complementare a quella farmacologica, in associazione al consiglio di integratori alimentari a base di fibre e probiotici, proteine e ingredienti attivi nella modulazione metabolica, rientra in una visione evoluta del dimagrimento, inteso come leva di benessere e longevità.


