QUALI SONO LE SFIDE PER LA NUTRIZIONE SPORTIVA?

INTRODUZIONE
La nutrizione sportiva è finalizzata a fornire ad atleti e sportivi, compresi quelli amatoriali o che si allenano semplicemente in palestra, nutrizione e supplementazione sicure, efficaci ed adeguate ai loro obiettivi. Si tratta di bevande con elettroliti, di proteine in polvere, di sostanze come la creatina, e di altri prodotti appositamente studiati per chi pratica attività sportive, a livello professionale, agonistico o ricreativo. L’industria della nutrizione sportiva è cresciuta negli ultimi due decenni beneficiando del crescente interesse della popolazione per l’attività sportiva, dell’aumentata confidenza di atleti, consumatori e nutrizionisti nella supplementazione, e di un regime regolatorio che, con il definitivo abbandono di una classificazione “speciale” di questi alimenti, ha permesso una grande innovazione. Ha contribuito anche la rapida apertura di un mercato effettivamente europeo perché i consumatori si sono dimostrati disponibili a spostarsi presto online e a comprare su siti europei, e non solo del proprio paese, prodotti con gli ingredienti che ricercavano. Sono emersi brand e siti di e-commerce, italiani, britannici, portoghesi e di altri paesi europei in un mercato di grande dinamismo. Le sfide però abbondano, alcune illustrate dai recenti Innovation Awards di Vitafoods, la fiera più grande del settore nutraceutico in Europa, ed alcuni di più squisita natura regolatoria.
QUATTRO TREND: CREATINA, BENESSERE MENTALE, BOTANICAL E PROTEINE
Alla recente edizione di Vitafoods Europe Innovation Awards (1) sono risultati finalisti tre prodotti che rappresentano in qualche modo i trend del momento, e quindi alcune sfide del settore. In primo luogo, è stata considerata un nuovo formato di creatina, indubitabilmente una delle sostanze più di successo in questi anni. I consumi di questa sostanza sono cresciuti in molti segmenti della popolazione, con un’esplosione nella GenZ, e si è parlato addirittura di fissare dei fabbisogni simili a quelli fissati per le vitamine e minerali (2). La creatina è una delle poche sostanze dotate di indicazioni sulla salute autorizzate robuste (tra cui “La creatina favorisce l’incremento delle prestazioni fisiche nel corso di attività ripetitive, ad elevata intensità e di breve durata”, ed una più specifica per gli over 50) (3). Di recente, il parere negativo di EFSA alla domanda di claim su creatina e performance mentale (4) può essere sembrata una battuta di arresto per espanderne ulteriormente la base di consumatori. In generale, la creatina dimostra che una solida situazione regolatoria (non novel food, approvata per l’uso in tutta Europa secondo le normative nazionali; due claim autorizzati, con fraseggio chiaro e comprensibile), una efficacia facilmente percepibile ed una comunicazione intensa, quasi opprimente, sui social, specie su TikTok, possono avere un esito molto forte anche in Europa. Questo stesso successo però mette in evidenza anche le sfide. La situazione della creatina è pressoché unica: poche sostanze hanno una luce verde così ampia nella UE, sono efficaci e con claim ben precisi. In negativo, la comunicazione social ha tolto credibilità ai limiti di sicurezza fissati a livello nazionale, e l’uso indiscriminato potrebbe portare a risultati diversi da quelli attesi. Il rifiuto del claim sugli effetti mentali ricorda poi l’enorme difficoltà a tradurre in realtà la promessa del regolamento “claim” (5): più ricerca, claim più efficaci sul mercato. EFSA, l’autorità europea che valuta scientificamente i claim, sembra avere dei requisiti fuori della portata di tutta l’industria europea.
In secondo luogo, l’ottimo risultato a Vitafoods di una preparazione botanica per il focus mentale, che si è tentato di misurare in simulatori per piloti professionisti (6), conferma l’interesse per sostenere lo sportivo non solo nella performance fisica ma anche in quella mentale. Qui ci si scontra di nuovo con la sfida del settore di produrre ricerca di qualità, e specifica per lo sport (e non solo derivata da altri settori), ma anche della difficoltà di utilizzare claim sui botanical (in regime transitorio ma altamente incerti nella severa Germania) e, di nuovo, delle insormontabili difficoltà di ottenere claim con parere positivo di EFSA.
Alla fine, ai Vitafoods Innovation Awards, nella categoria ha trionfato una preparazione di Ashwagandha (Withania somnifera (L.) Dunal). Eppure, la comunicazione di questa pianta per lo sport è problematica, di nuovo per la situazione relativa ai claim. Come per molti botanical, poi, per questa sostanza sono stati sollevati problemi di sicurezza da varie autorità, ancora non del tutto superati (7).
Importante è stato notare, a questa grande fiera, la forte presenza di idee e soluzioni provenienti da fuori dall’Unione europea. Questa è un’ulteriore sfida per il settore, cioè quello di mantenere una capacità di innovazione autonoma e idealmente competitiva a livello globale, quando gli ingredienti nuovi provengono spesso da fuori UE. Peraltro, assenti dal podio di Vitafoods sono state le proteine. Molto nota però è la crisi di offerta delle proteine del siero di latte. Si tratta di una crisi globale, che sottolinea ancora una volta come la nostra industria debba ragionare in un mondo che resta globalizzato.
I LIVELLI MASSIMI DI VITAMINE E MINERALI
Questi esempi specifici devono però essere letti nel quadro di due sfide imminenti. A fine maggio la Commissione europea ha reso noto il calendario per la consultazione (a partire da luglio 2026 ufficialmente; si parla di settembre) e per la proposta di regolamento (inizio 2028) per armonizzare i livelli massimi di vitamine e minerali in integratori alimentari e alimenti fortificati (8). Sono coinvolti quindi tutti i prodotti per la nutrizione sportiva con vitamine e minerali. La proposta originale di livelli massimi, un documento fatto trapelare l’anno scorso, era disastrosa: necessità di riformulare, messa in discussione delle bevande con elettroliti e del claim stesso, livelli così bassi da togliere funzionalità e claim ai prodotti. La proposta si era poi arenata ma a fine anno la Germania, uno degli Stati più scettici sulla supplementazione, è riuscita a riattivarla. La Commissione ha promesso un approccio più scientifico, più di consenso tra Stati membri e conforme all’esperienza maturata in questi decenni. Tuttavia, la possibilità di un regolamento radicalmente restrittivo resta un rischio. L’intera industria si dovrebbe mobilitare per assicurare una regolamentazione che tuteli la funzionalità dei prodotti.

Ovviamente, il settore della nutrizione sportiva sostiene fermamente la definizione di Livelli Massimi (Maximum Amounts, MA) armonizzati a livello europeo per vitamine e minerali per superare la frammentazione del mercato europea. Il problema della prima proposta era il metodo di calcolo. In primo luogo, calcolare le quantità massime basandosi sull'assunzione media della popolazione generale non tiene conto delle esigenze fisiologiche degli atleti. Due esempi sono paradigmatici: la vitamina B6 che sarebbe severamente ristretta nei suoi usi, e il sodio la cui aggiunta sarebbe proibita. Questo minerale svolge una funzione tecnica vitale e insostituibile nei prodotti per l'endurance. Se passassero i limiti trapelati nel 2025, una quota significativa di prodotti per sportivi non conterrebbe più le "quantità significative" necessarie per poter vantare i claim approvati dall'EFSA (come quelli su magnesio, zinco, potassio e vitamina B6, cruciali per la performance). L'industria chiede quindi che i livelli massimi siano ricalibrati per consentire ai prodotti di raggiungere le quantità minime stabilite dal regolamento Reg. UE 1169/2011 (9), preservando così la possibilità di utilizzare le indicazioni sulla salute. A ciò si aggiunge la necessità di adottare modelli di calcolo basati sugli adulti: il metodo attualmente in discussione applica i limiti più bassi, derivati dai dati di assunzione dei bambini a tutta la popolazione. Sebbene questo approccio precauzionale abbia senso per gli alimenti di largo consumo, è irragionevole per i prodotti per sportivi, destinati esclusivamente a un pubblico adulto. Inoltre, non è accettabile vietare l'aggiunta di minerali essenziali (come il sodio) perché non utili in generale; per questo, l’industria chiede un'esenzione specifica per i prodotti per la nutrizione sportiva, per mantenerne l’efficacia. Infine, la nuova base di calcolo non deve discriminare i prodotti con poche o zero calorie.
ALIMENTI ULTRA-PROCESSATI
La ricerca nel campo dell’epidemiologia nutrizionale ha evidenziato da tempo un’associazione tra un maggiore consumo di alimenti ultra-processati (variamente definiti) e un peggiore stato di salute (10). Il dibattito scientifico e di politiche conseguenti è intenso a livello globale; la definizione non è chiara, ma già si dibatte di possibili politiche fiscali o informative su pressante stimolo della comunità scientifica. In questo dibattito, la nutrizione speciale si trova in una posizione scomoda perché l’elevato grado di trasformazione non è una strategia commerciale, come per altri prodotti, ma funzionale ad un obiettivo che gli alimenti ordinari non riescono facilmente a raggiungere. L’atleta impegnato nella maratona non può consumare un pasto completo con frutta zuccherina e sufficiente sodio, per motivi legati alla performance ed al benessere intestinale. Vi è quindi una specificità in cui l’elevato grado di trasformazione non è negativo, ma è necessario per ottenere il risultato desiderato. Naturalmente, questo vale finché una bevanda contenente zuccheri ed elettroliti è consumata durante un’attività sportiva, e non nel contesto di una vita sedentaria. La sfida per il settore della nutrizione sportiva è quindi quella di spiegare alla comunità scientifica, a volte indifferente alle esigenze di atleti e sportivi nel più vasto confronto sulla dieta più sana, e soprattutto ai chi si occupa di formulare politiche in questo campo.
CONCLUSIONI
In sintesi, il settore della nutrizione sportiva si trova ad affrontare una complessa congiuntura di sfide che minacciano la sua capacità di innovazione e l'efficacia dei suoi prodotti. Dalle difficoltà nell'ottenere nuovi claim scientificamente supportati e approvati da EFSA, alla crisi dell'offerta di materie prime come le proteine, fino al rischio imminente di una regolamentazione eccessivamente restrittiva sui Livelli Massimi di vitamine e minerali, il panorama regolatorio europeo è in continua tensione. A ciò si aggiunge la necessità di difendere la specificità funzionale dei prodotti sportivi nel dibattito sugli Alimenti Ultra Processati (UPFs), dimostrando ai policy-maker che l'elevato grado di trasformazione è un requisito di performance e non un incidente. Superare queste sfide richiederà non solo maggiore ricerca e innovazione, ma soprattutto un dialogo proattivo con le autorità per garantire che le future normative siano basate sulle esigenze fisiologiche specifiche degli atleti e non compromettano l'accesso a prodotti sicuri ed efficaci.
Riferimenti bibliografici
- Vitafoods Europe Innovation Awards 2026. https://www.vitafoods.eu.com/en/whats-on/awards/this-year.html
- Ostojic SM, Forbes SC. Perspective: creatine, a conditionally essential nutrient: building the case. Advances in Nutrition. 2022 Jan 1;13(1):34-7. https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2161831322005269
- Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione, del 16 maggio 2012 , relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari, diverse da quelle facenti riferimento alla riduzione dei rischi di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini GU L 136 del 25.5.2012, pp. 1–40 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=celex:32012R0432
- EFSA NDA Panel (EFSA Panel on Nutrition, Novel Foods and Food Allergens), Turck, D., Bohn, T., Cámara, M., Castenmiller, J., de Henauw, S., Hirsch-Ernst, K.-I., Jos, Á., Maciuk, A., Mangelsdorf, I., McNulty, B., Naska, A., Pentieva, K., Thies, F., Craciun, I., Fiolet, T., & Siani, A. (2024). Creatine and improvement in cognitive function: Evaluation of a health claim pursuant to article 13(5) of regulation (EC) No 1924/2006. EFSA Journal, 22(11), e9100. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2024.9100
- Regolamento (CE) n. 1924/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006 , relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari GU L 404 del , pp. 9–25 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/it/ALL/?uri=CELEX%3A32006R1924
- Ferguson DP, Franca-Berthon P, Williams C, Le Cozannet R. The influence of cereboost on mood, cognitive function, and simulated driving in professional race car drivers. Frontiers in Sports and Active Living. 2025 Sep 9;7:1658468. https://www.frontiersin.org/journals/sports-and-active-living/articles/10.3389/fspor.2025.1658468/pdf
- UK FSA, Call for evidence Ashwagandha https://www.food.gov.uk/news-alerts/consultations/ashwagandha
- Food safety – vitamins and minerals added to food (minimum and maximum levels) - Have your Say https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/12750-Food-safety-vitamins-and-minerals-added-to-food-minimum-and-maximum-levels-_en
- Regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011 , relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, che modifica i regolamenti (CE) n. 1924/2006 e (CE) n. 1925/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga la direttiva 87/250/CEE della Commissione, la direttiva 90/496/CEE del Consiglio, la direttiva 1999/10/CE della Commissione, la direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, le direttive 2002/67/CE e 2008/5/CE della Commissione e il regolamento (CE) n. 608/2004 della Commissione GU L 304 del 22.11.2011, pagg. 18-63 https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2011/1169/oj?locale=it
- dos Santos Rahal L, Gentil PC, Bortolini GA, Neves FS, Arguelhes BP. Ultra-processed foods in research and policy. The Lancet. 2026 Mar 7;407(10532):948-9. https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(26)00109-1/abstract
LUCA BUCCHINI
Managing Director Hylobates Consulting srl | Italia


Bio...


Dal 2003, Luca Bucchini è direttore gestionale di Hylobates Consulting, che ha contribuito a fondare; dal 2023, è presidente della European Specialist Sports Nutrition Alliance (ESSNA), l’associazione di categoria europea della nutrizione sportiva. Laureato in Scienze Biologiche e dottore di ricerca, si è specializzato in Public Health alla Johns Hopkins University. È esperto di regolamentazione degli integratori alimentari e degli alimenti. Supervisiona e segue ogni giorni progetti regolatori internazionali dai novel food alla nutrizione sportiva. Ha fatto parte della giuria dei recenti Vitafoods Innovation Awards.
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KEYWORDS
Nutrizione sportiva
Creatina
Livelli Massimi Vitamine e Minerali
Ashwagandha
Alimenti Ultra Processati (UPFs)
SPORT
La nutrizione sportiva ha visto una crescita significativa negli ultimi decenni, ma dovrà affrontare sfide molto significative. Queste si manifestano a livello di ingredienti, formulazioni, normative e food policy. Sul fronte ingredienti, il successo della creatina, tra gli altri, evidenzia però le difficoltà nell'ottenere nuovi claim o situazioni regolatorie altrettanto stabili. Più in generale, le sfide regolatorie sono critiche: l'armonizzazione in UE dei Livelli Massimi per vitamine e minerali potrebbe essere così restrittiva da compromettere la funzionalità di prodotti fondamentali (come le bevande con elettroliti) e persino impedire l'uso dei claim sulla salute autorizzati. Infine, il settore deve difendere la specificità dei suoi prodotti nel dibattito sugli alimenti ultra processati (UPFs); l’elevato grado di trasformazione è funzionalmente necessario per la performance, ma non sempre compreso dai policy-maker.


