NUTRIZIONE E TUMORE ALLA MAMMELLA:
PREVENZIONE, GESTIONE E FOLLOW UP

I DATI NEL MONDO
Nel mondo, il tumore alla mammella è il secondo per frequenza e il primo per la popolazione femminile (1, 2), con differenze geografiche in termini di incidenza, mortalità e sopravvivenza. Costituisce una delle principali sfide sanitarie globali, può colpire donne in ogni parte del mondo, a ogni età dopo la pubertà, risultando la prima causa di morte al mondo nelle donne (1).
Se in passato aveva un’incidenza maggiore nelle società occidentalizzate, i dati del 2020 evidenziano come più della metà delle nuove diagnosi di tumore al seno e circa due terzi delle morti a causa di esso avvengono nelle società in via di sviluppo (1).
NUTRIZIONE, OBESITÀ E TUMORE ALLA MAMMELLA
Le più recenti evidenze scientifiche, tra cui i report del World Cancer Research Fund (2, 5) e le revisioni dedicate all’impatto dell’obesità sul carcinoma mammario, sottolineano come i fattori metabolici e nutrizionali influenzino non soltanto il rischio di sviluppare la malattia, ma anche gli esiti clinici dopo la diagnosi. La relazione tra alimentazione e tumore al seno è complessa e multifattoriale: coinvolge meccanismi endocrini, immunologici, infiammatori e metabolici.
Infatti, esistono elementi modificabili strettamente correlati allo stile di vita (3) quali obesità, aumento ponderale in età adulta, consumo di alcol, inattività fisica, alimentazione squilibrata che aumentano non solo il rischio di insorgenza del carcinoma mammario, ma peggiorano la sopravvivenza in generale, nonchè la sopravvivenza senza malattia dopo i trattamenti. Le evidenze mostrano che il rischio di tumore mammario aumenta con il consumo di bevande alcoliche sia nelle donne in premenopausa sia in postmenopausa. Non è stata identificata una soglia sicura di consumo.
Le donne obese con tumore al seno sperimentano più complicanze per quanto riguarda gli interventi chirurgici, le chemio- e le radioterapie e hanno un aumentato rischio di recidive. Inoltre, le chemioterapie sistemiche e quelle ormonali sono meno efficaci.
RACCOMANDAZIONI INTERNAZIONALI PER LA PREVENZIONE
L’Expert Report su nutrizione, dieta e stili di vita nel tumore alla mammella è stato pubblicato nel 2018 e contiene indicazioni evidence based su quali comportamenti in termini di scelte nutrizionali e attività fisica adottare per prevenire questo tipo di tumore (5).
Per quanto riguarda la nutrizione, le raccomandazioni sono di adottare un’alimentazione ricca di vegetali, sia per la presenza di fibre che di sostanze bioattive, limitare le carni rosse e processate, ridurre il consumo di alcoolici (5). Nell’aggiornamento del 2025, l’indicazione rispetto agli alcolici è di astenersi per quanto possibile.
L’aggiornamento del 2025 rinforza l’importanza di pattern nutrizionali plant-based e ben bilanciati, come la Dieta Mediterranea, diete vegetariane equilibrate, la “Prudent diet”, che è un pattern nutrizionale molto simile alla dieta mediterranea e alla DASH, e diete “tradizionali/etniche” sempre a prevalenza vegetale. L’impiego di olio extravergine di oliva e di semi oleosi si conferma un comportamento protettivo (7, 8).
Dati europei
Per quanto riguarda la popolazione europea, i dati dello studio EPIC (European prospective investigation into cancer and nutrition) confermano che l’adozione di pattern nutrizionali a prevalenza vegetale è un fattore protettivo per lo sviluppo di cancro al seno (6).
Dati italiani
I dati raccolti in Italia nella coorte dello studio Moli-sani su oltre 11300 donne senza tumori attestano che l’adesione delle indicazioni WCRF 2018 abbassano il rischio di sviluppare un carcinoma mammario e che questo sia dovuto a un migliore profilo insulinemico, nonché ad un più basso stato infiammatorio (9).
LE EVIDENZE DOPO LA DIAGNOSI
Per quanto riguarda gli interventi nutrizionali dopo la diagnosi, le evidenze sperimentali su singoli cibi, anche frutta e verdura, non sono conclusive. Un apporto giornaliero di fibre superiore ai 10g al giorno presenta un’associazione indiretta, seppur modesta, con la mortalità per ogni causa, così come un aumentato apporto di isoflavoni della soia ha qualche evidenza che suggerisce una riduzione del rischio di mortalità per ogni causa e di mortalità tumore specifica (10).
La nutrizione personalizzata di precisione è una frontiera della nutrizione che potrebbe entrare in gioco in futuro per il supporto alle scelte nutrizionali dopo la diagnosi di tumore al seno. Lo studio delle mutazioni, delle interazioni tra i microbioti e il tumore, il fatto che i diversi subtipi di tumore al seno presentano caratteristiche metaboliche cellulari differenti, nonché le interazioni tra il microambiente tumorale e le sostanze nutritive sono tutti aspetti da indagare per arrivare a costruire evidenze solide sulle quali poter fondare le scelte nutrizionali donna per donna (11).
LE SURVIVORS
L’inattività fisica e l’obesità sono due fattori di rischio anche per le survivors. É perciò importante che anche nel periodo di follow up e dopo il termine di quest’ultimo, il peso vada monitorato e vengano seguite le indicazioni nutrizionali come in prevenzione, principalmente per quanto riguarda un’alimentazione plant based, la riduzione della carne rossa e l’astensione dagli alcolici (12).
Le raccomandazioni del WCRF insistono sull’aumentare il proprio apporto di fibra nonostante non esistano dati che supportino questa scelta in chi ha avuto una diagnosi di tumore alla mammella. Per quanto riguarda il consumo di soia, le indicazioni sono di non aumentarne il consumo rispetto all’abitudine che si aveva prima della diagnosi, ma di non interromperne il consumo se se ne aveva l’abitudine. L’integrazione di vitamina D, il terzo tema nutrizionale trattato nello specifico, viene indicata come da personalizzare in base alle decisioni dei medici di riferimento della donna (13).
CONCLUSIONI

La nutrizione è uno degli aspetti centrali per la prevenzione del tumore alla mammella e per il periodo di vita dopo il tumore.
Anche durante le terapie è importante mantenere un peso in salute e fare scelte nutrizionali basate principalmente su alimenti di origine vegetale.
In futuro, la nutrizione personalizzata di precisione, se la comunità scientifica costruirà delle basi di evidenze scientifiche solide, potrebbe avere un ruolo dopo la diagnosi.
Riferimenti bibliografici
- Freihat O, Sipos D, Kovacs A. Global burden and projections of breast cancer incidence and mortality to 2050: a comprehensive analysis of GLOBOCAN data. Front Public Health. 2025;13:1622954. Published 2025 Oct 30. doi:10.3389/fpubh.2025.1622954
- https://www.wcrf.org/preventing-cancer/cancer-statistics/breast-cancer-statistics/
- Lee K, Kruper L, Dieli-Conwright CM, Mortimer JE. The Impact of Obesity on Breast Cancer Diagnosis and Treatment. Curr Oncol Rep. 2019;21(5):41. Published 2019 Mar 27. doi:10.1007/s11912-019-0787-1
- Devericks EN, Carson MS, McCullough LE, Coleman MF, Hursting SD. The obesity-breast cancer link: a multidisciplinary perspective. Cancer Metastasis Rev. 2022;41(3):607-625. doi:10.1007/s10555-022-10043-5
- World Cancer Research Fund/American Institute for Cancer Research, Continuous Update Project Expert Report 2018. Diet, nutrition, physical activity, and breast cancer. Available at: https://www.wcrf.org/research-policy/global-cancer-update-programme/
- Shah S, Laouali N, Mahamat-Saleh Y, et al. Plant-based dietary patterns and breast cancer risk in the European prospective investigation into cancer and nutrition (EPIC) study. Eur J Epidemiol. 2025;40(8):947-958. doi:10.1007/s10654-025-01277-y
- Konieczna J, Chaplin A, Paz-Graniel I, et al. Adulthood dietary and lifestyle patterns and risk of breast cancer: Global Cancer Update Programme (CUP Global) systematic literature review. Am J Clin Nutr. 2025;121(1):14-31. doi:10.1016/j.ajcnut.2024.10.003
- World Cancer Research Fund International. Dietary and lifestyle patterns for cancer prevention: evidence andrecommendations from CUP Global. 2025. Available at: www.wcrf.org/DLP
- Martínez CF, Di Castelnuovo A, Costanzo S, et al. Adherence to the 2018 WCRF/AICR Cancer Prevention Recommendations is associated with lower breast cancer incidence: A real-world prospective analysis from the Moli-sani Study and exploration of biological pathways. Cancer Epidemiol. Published online February 27, 2026. doi:10.1016/j.canep.2026.103031.
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- Crespo-García C, Taaffe DR, Peddle-McIntyre CJ, et al. Precision nutrition in breast cancer: Towards patient- and tumour-informed dietary strategies. Clin Nutr. Published online April 22, 2026. doi:10.1016/j.clnu.2026.106670
- Hundal J, Chen J, Russell KB, et al. Optimizing Breast Cancer Survivorship: Addressing Lifestyle, Weight Management, and Psychological Health. Am Soc Clin Oncol Educ Book. 2026;46(3):e517396. doi:10.1200/EDBK-26-517396.
- World Cancer Research Fund International. Diet, nutrition, physical activity and body weight for people living with and beyond breast cancer. The latest evidence, our guidance for patients, carers and health professionals, and recommendations for future research. 2024. Available at: After a cancer diagnosis, follow our Recommendations, if you can | Recommendation evidence | World Cancer Research Fund
LIVIA GALLETTI
Biologa nutrizionista | Italia


Bio...


Livia Galletti
Biologa, esercita in libera professione come biologa nutrizionista a Bologna.
Ha conseguito un dottorato di ricerca in Scienze Antropologiche (Biologia dell’Uomo) all’università di Bologna.
Si occupa di nutrizione umana, nutraceutica, nutrizione e riproduzione umana. Docente a contratto per il master di Alimentazione ed Educazione alla Salute dell’università di Bologna e di Biologia della Riproduzione e della Nutrizione dell’Università La Sapienza di Roma. Fa parte del comitato centrale di FNOB, per il quale è delegata alla Nutrizione.
PEER REVIEWED
KEYWORDS
Nutrizione oncologica
Tumore alla mammella
Prevenzione
Gestione
Follow Up
NUTRIZIONE E ONCOLOGIA
Il tumore alla mammella rappresenta la neoplasia più frequente nella popolazione femminile a livello globale (1, 2) e continua a costituire una sfida rilevante in termini di prevenzione, gestione clinica e sopravvivenza a lungo termine. La letteratura scientifica ha consolidato il ruolo della nutrizione come fattore modificabile chiave nella prevenzione primaria, secondaria e terziaria e come supporto alle terapie.
L’obesità e il sovrappeso sono associati a un aumento del rischio di incidenza e mortalità, attraverso meccanismi endocrini e infiammatori (3, 4). Un’alimentazione ricca di alimenti vegetali, fibre, composti bioattivi emerge come pattern protettivo, proprio grazie alle funzioni biologiche esercitate non tanto dai singoli nutrienti ma da tutte le molecole con azione antiossidante, antinfiammatoria e protettiva per il microbiota intestinale tipiche degli alimenti derivati dal mondo vegetale (5, 6). Se l’alcol si conferma un importante fattore di rischio, per il quale non esiste una dose minima tollerata già in prevenzione, l’aggiornamento dei dati su dieta, nutrizione e attività fisica identificano i derivati del latte come alimenti con un’evidenza non conclusiva e limitata per la prevenzione (7). Dopo la malattia, sovrappeso e obesità costituiscono due fattori di rischio per recidive, rendendo la nutrizione un fattore indispensabile nella tutela della salute delle survivors e nella prevenzione secondaria.


