NUTRIZIONE E NUTRACEUTICA IN MENOPAUSA:
UNA STRATEGIA INTEGRATA BASATA SULL’EVIDENZA

La menopausa è una transizione biologica che modifica profondamente l’assetto endocrino della donna e, di conseguenza, il modo in cui il suo organismo utilizza l’energia, costruisce i tessuti e regola l’infiammazione. Il calo estrogenico riduce la sensibilità insulinica, accelera la perdita di massa magra e ossea, favorisce la redistribuzione del grasso a livello viscerale e amplifica un’infiammazione cronica di basso grado che predispone a malattie cardiometaboliche, osteoporosi e sarcopenia (1). In questo scenario la nutrizione cessa di essere una semplice gestione calorica per diventare uno strumento terapeutico capace di modulare la composizione corporea, il profilo glicemico e lipidico, la salute scheletrica e l’intensità dei sintomi vasomotori. Il mercato nutraceutico ha intercettato quest’esigenza con una proliferazione di prodotti spesso non supportati da evidenze robuste. Diventa quindi cruciale orientarsi tra prodotti realmente efficaci e claim privi di fondamento.
UNA TRANSIZIONE FISIOLOGICA, NON UNA MALATTIA
In postmenopausa il fabbisogno energetico tende a ridursi mentre quello di micronutrienti rimane invariato: serve quindi una densità nutrizionale più elevata. Le raccomandazioni consolidate prevedono un apporto proteico di 1-1,2 g/kg/die, almeno metà di origine vegetale, per contrastare la sarcopenia; un introito idrico di circa 33 mL/kg/die; cinque porzioni al giorno tra frutta e verdura; 30-45 g di fibra; almeno due porzioni settimanali di pesce grasso; un consumo moderato di grassi saturi (<10% dell’apporto energetico) e di sale (<5 g/die). Vanno garantiti apporti adeguati di calcio, vitamine D, K, C e del gruppo B, oltre che di acidi grassi omega 3 (1). Il modello mediterraneo emerge in modo trasversale come il riferimento più solido, grazie alla combinazione sinergica di antiossidanti, polifenoli, fibre e grassi insaturi, associata in modo coerente a una riduzione del rischio cardiovascolare e a un miglior mantenimento della massa magra nelle donne in postmenopausa.
FABBISOGNI NUTRIZIONALI RIDISEGNATI
VALERIA GALFANO
Medico chirurgo specialista in scienza dell’alimentazione, libera professionista | Italia

Bio...

Valeria Galfano
Medico dietologo, si occupa da anni di nutrizione clinica con un focus particolare sulla salute femminile lungo l’arco della vita riproduttiva. Attiva nella divulgazione scientifica, è autrice di pubblicazioni rivolte sia ai professionisti sia al pubblico generale. Il suo ultimo libro, "Dieta e allenamento in menopausa" (2026), affronta in modo sistematico nutrizione, esercizio fisico e integrazione in peri- e postmenopausa.
ESERCIZIO FISICO COME PARTNER INDISPENSABILE
Nessun intervento nutrizionale o nutraceutico può prescindere dall’esercizio fisico, che in menopausa assume valore terapeutico. Una metanalisi su 101 studi e 5.697 donne in postmenopausa ha confermato che l’esercizio aerobico riduce la massa grassa, la percentuale di grasso corporeo, la circonferenza della vita e il grasso viscerale, mentre quello contro-resistenza incrementa la massa muscolare e l’area di sezione delle fibre; la combinazione delle due modalità rappresenta la strategia più efficace per migliorare globalmente la composizione corporea (2). Una revisione più recente ha confermato i benefici significativi sulla forza degli arti inferiori e superiori, e sul massimo consumo di ossigeno (VO₂max) con un protocollo applicabile di 3 sessioni settimanali da 60 minuti (3). Riconoscere questa sinergia è essenziale anche dal punto di vista nutraceutico: gli effetti additivi di integratori come creatina o proteine si manifestano in modo significativo solo quando associati a un programma di esercizio strutturato.

La creatina monoidrato è il nutraceutico che negli ultimi anni ha guadagnato maggiore credibilità scientifica nella popolazione femminile adulta. Le donne possiedono riserve corporee di creatina inferiori del 70-80% rispetto agli uomini e un introito alimentare ridotto del 30-40%, il che rende la supplementazione particolarmente razionale. Una metanalisi del 2026 su 7 RCT e 608 donne in postmenopausa ha mostrato che la supplementazione con creatina, associata all’allenamento contro-resistenza, produce un guadagno significativo di massa magra (+0,37 kg) e di forza alla leg press (+7,5 kg) senza alcun segnale di tossicità renale o epatica; il beneficio è evidente a dosi ≥5 g/die abbinate a esercizio fisico, mentre dosi ≤3 g/die senza allenamento risultano inefficaci (4). Una seconda metanalisi del 2026 su 14 trial e 763 donne in diverse fasi riproduttive ha confermato miglioramenti selettivi su forza alla bench press e handgrip, sottolineando come l’efficacia sui parametri muscolari emerga soprattutto in combinazione con l’esercizio (5). Il dosaggio efficace è ben caratterizzato: 5-7 giorni di carico a 0,3 g/kg/die seguiti da 3-5 g/die di mantenimento, oppure 5 g/die continuativi raggiungendo la saturazione in 3-4 settimane. La forma monoidrato resta la più studiata; la forma alcalina, meno suscettibile alla conversione gastrica a creatinina, offre un’alternativa con buona biodisponibilità.
CREATINA: L’INTEGRATORE EMERGENTE NEL MID-LIFE FEMMINILE
Per i sintomi vasomotori e psicologici l’evidenza nutraceutica più consistente riguarda gli isoflavoni di soia: una metanalisi del 2025 su 12 studi ha mostrato un effetto significativo sui sintomi menopausali complessivi e su sottodomini come depressione, palpitazioni e cefalea, sebbene l’effetto specifico su vampate di calore e insonnia resti meno robusto (6). Tra i fitoterapici, la cimicifuga racemosa rimane l’estratto botanico con il maggior numero di studi clinici a supporto del trattamento dei sintomi neurovegetativi e psicologici; una revisione sistematica di eventi avversi su 31 studi e 1.839 donne trattate fino a 12 mesi non ha confermato il timore di un aumento ponderale né di epatotossicità ai dosaggi standard (7). Il microbiota intestinale rappresenta inoltre una frontiera promettente: una metanalisi del 2025 su 39 studi e 3.187 donne ha mostrato che la supplementazione con probiotici è associata a riduzioni significative dei sintomi vasomotori, dei sintomi psicologici e della secchezza vaginale, oltre a un miglioramento del microbiota vaginale (Nugent score); è anche stata segnalata una potenziale azione sinergica con isoflavoni ed estriolo, suggerendo applicazioni interessanti per la formulazione di prodotti combinati (8).
FITOESTROGENI, PROBIOTICI E SUPPORTO AI SINTOMI
Per il controllo del rischio cardiometabolico, gli acidi grassi omega 3 mantengono un ruolo centrale. Una metanalisi dose-risposta su RCT condotti in donne in postmenopausa ha documentato una riduzione media dei trigliceridi di -17,8 mg/dL, con effetti più marcati a dosi ≥1 g/die, in particolare negli studi di durata ≤16 settimane, quando le concentrazioni basali di trigliceridi erano ≥150 mg/dL, in soggetti con BMI ≥30 kg/m²; si osserva inoltre un modesto incremento di HDL-C (9). Per la salute scheletrica, vitamina D e calcio restano i nutrienti chiave: la supplementazione con vitamina D2 o D3 è efficace nell’aumentare i livelli di 25(OH)D nelle donne con carenza, con dosaggi di 1.000-2.000 UI/die generalmente sufficienti nei soggetti normopeso e fino a 4.000 UI/die negli anziani; l’associazione con 100-500 mg di calcio sopprime la secrezione di paratormone e riduce il turnover osseo. La vitamina K, in particolare nella forma K2 (menachinone), modula l’attivazione di osteocalcina e matrix-Gla-protein, contribuendo alla deposizione di matrice ossea e all’omeostasi del calcio (10). La risposta individuale resta tuttavia altamente variabile e impone un approccio personalizzato, basato su parametri ematochimici e su una valutazione complessiva del fenotipo metabolico della paziente.
OMEGA 3, VITAMINE E MINERALI: I PILASTRI METABOLICI
La menopausa richiede un cambiamento di paradigma: non un’alimentazione "alleggerita", ma una nutrizione strategica che compensi la perdita di regolazione estrogenica e si integri con l’esercizio fisico e, quando indicato, con la supplementazione mirata. Per le aziende e i tecnici di filiera, l’opportunità è quella di sviluppare formulazioni razionali, supportate da evidenze cliniche di buona qualità e calibrate sui reali bisogni fisiologici di questa fase della vita. Creatina, isoflavoni, probiotici, omega 3, vitamine D e K rappresentano oggi gli ingredienti con il rapporto evidenza-efficacia più solido; per molti altri (collagene, ginseng, fitoterapici minori) servono ancora trial di qualità superiore prima di poter formulare raccomandazioni cliniche. La sfida del prossimo decennio sarà superare le mode commerciali e costruire una nutraceutica della menopausa rigorosa, personalizzata e capace di dialogare con la complessità endocrina e metabolica di questa transizione.
VERSO UNA NUTRACEUTICA RAZIONALE E INTEGRATA
Riferimenti bibliografici
- Erdélyi A, Pálfi E, Tűű L, et al. The Importance of Nutrition in Menopause and Perimenopause - A Review. Nutrients. 2023;16(1):27. https://doi.org/10.3390/nu16010027
- Khalafi M, Habibi Maleki A, Sakhaei MH, et al. The effects of exercise training on body composition in postmenopausal women: a systematic review and meta-analysis. Front Endocrinol (Lausanne). 2023;14:1183765. https://doi.org/10.3389/fendo.2023.1183765
- González-Gálvez N, Moreno-Torres JM, Vaquero-Cristóbal R. Resistance training effects on healthy postmenopausal women: a systematic review with meta-analysis. Climacteric. 2024;27(3):296-304. https://doi.org/10.1080/13697137.2024.2310521
- Naddafha S, Antonio J, Kreider RB, Stout JR. Creatine monohydrate for lean mass, strength, and bone density in postmenopausal women: a systematic review and meta-analysis. J Int Soc Sports Nutr. 2026;23(1):2668435. https://doi.org/10.1080/15502783.2026.2668435
- Chen KH, Yeh TP, Lin SC, et al. Nutritional Supplementation Combined with Exercise for Musculoskeletal Health in Women: A Systematic Review and Meta-Analysis Evaluating Proteins, Amino Acids, and Creatine across Reproductive Stages. Int J Med Sci. 2026;23(6):1933-1951. https://doi.org/10.7150/ijms.130435
- Luan H, Liu Q, Guo Y, et al. Effects of soy isoflavones on menopausal symptoms in perimenopausal women: a systematic review and meta-analysis. PeerJ. 2025;13:e19715. https://doi.org/10.7717/peerj.19715
- Naser B, Castelo-Branco C, Meden H, et al. Weight gain in menopause: systematic review of adverse events in women treated with black cohosh. Climacteric. 2022;25(3):220-227. https://doi.org/10.1080/13697137.2021.1973993
- Andrews RAF, Lacey A, Roach H, et al. Investigating the effects of probiotics during the menopause transition: A systematic review & meta-analysis. Clin Nutr ESPEN. 2025;69:241-256. https://doi.org/10.1016/j.clnesp.2025.07.009
- Wang J, Gaman MA, Albadawi NI, et al. Does Omega-3 Fatty Acid Supplementation Have Favorable Effects on the Lipid Profile in Postmenopausal Women? A Systematic Review and Dose-response Meta-analysis of Randomized Controlled Trials. Clin Ther. 2023;45(1):e74-e87. https://doi.org/10.1016/j.clinthera.2022.12.009
- Walter F, Schalla J, Bloch W, et al. Analysis of the Additive Effects of Nutritional Strategies in Strength Training Interventions on Body Composition, Muscle Strength and Bone Mineral Density in Postmenopausal Women: A Systematic Review. Sports Med Open. 2026;12(1):5. https://doi.org/10.1186/s40798-025-00954-2

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KEYWORDS
Menopausa
Creatina
Isoflavoni
Vitamina D
Omega-3
NUTRACEUTICA PERSONALIZZATA
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La menopausa innesca cambiamenti endocrini che modificano la composizione corporea, il metabolismo glucidico e lipidico, la salute ossea e la sintomatologia neurovegetativa, rendendo necessario un approccio nutrizionale strategico e non meramente restrittivo. Nutrizione, esercizio fisico e integrazione mirata sono i tre pilastri di un intervento basato sull’evidenza. Tra i nutraceutici con il rapporto evidenza-efficacia più solido emergono creatina, isoflavoni di soia, probiotici, omega 3, vitamine D e K. Una metanalisi del 2026 conferma che la creatina associata all’allenamento contro-resistenza incrementa la massa magra e la forza nelle donne in postmenopausa. La sfida è sviluppare formulazioni razionali, calibrate sulla fisiologia della transizione menopausale e supportate da trial di buona qualità.

