NUTRACEUTICA ED ENDOMETRIOSI:
NUOVE PROSPETTIVE TRA INFIAMMAZIONE, STRESS OSSIDATIVO E SUPPORTO CLINICO

L’endometriosi è una patologia ginecologica cronica che colpisce circa il 10% delle donne in età riproduttiva ed è caratterizzata dalla presenza di tessuto simil-endometriale al di fuori della cavità uterina (1). La malattia è frequentemente associata a dismenorrea, dolore pelvico cronico, dispareunia, alterazioni gastrointestinali e infertilità.
Negli ultimi anni, il paradigma fisiopatologico dell’endometriosi si è progressivamente ampliato. Oltre alla componente estrogenica, sono emersi come elementi centrali:
- infiammazione cronica;
- alterazioni immunitarie;
- stress ossidativo;
- disfunzione mitocondriale;
- modificazioni del microbiota intestinale ed estrogenico (2, 3).
L’ambiente peritoneale dell’endometriosi appare infatti caratterizzato da un aumento di specie reattive dell’ossigeno (ROS), citochine pro-infiammatorie e mediatori della fibrosi, fattori che contribuiscono alla progressione delle lesioni e alla persistenza del dolore (2).
In questo contesto, la nutraceutica sta acquisendo crescente interesse come possibile supporto complementare alla terapia farmacologica e chirurgica.
ENDOMETRIOSI E MICROAMBIENTE INFIAMMATORIO
Lo stress ossidativo rappresenta uno dei principali bersagli terapeutici emergenti nell’endometriosi. L’accumulo di ferro libero derivante dal sanguinamento ectopico, l’attivazione macrofagica e la produzione cronica di ROS determinano un ambiente altamente pro-ossidante capace di sostenere:
- proliferazione cellulare;
- angiogenesi;
- neuroinfiammazione;
- fibrosi;
- alterazione della qualità ovocitaria (2, 4).
Diverse revisioni sistematiche hanno evidenziato come sostanze ad attività antiossidante possano modulare questi pathway biologici, riducendo marcatori di perossidazione lipidica e infiammazione (4, 5).
Una recente meta-analisi comprendente 21 studi randomizzati e oltre 1600 pazienti ha riportato che la supplementazione antiossidante può ridurre significativamente dolore pelvico, dismenorrea e dispareunia, oltre a diminuire i livelli di malondialdeide (MDA), uno dei principali marker di stress ossidativo (5).
Le sostanze maggiormente investigate includono:
- vitamine C ed E;
- vitamina D;
- omega-3;
- N-acetilcisteina;
- curcumina;
- resveratrolo;
- quercetina;
- selenio.
STRESS OSSIDATIVO E TARGET NUTRACEUTICI

Veronica Corsetti è biologa nutrizionista e ricercatrice presso il CNR. Si occupa di nutrizione applicata alla salute riproduttiva, microbiota, infertilità ed endometriosi. È docente in master universitari e relatrice in congressi scientifici nazionali dedicati alla medicina della riproduzione e alla nutrizione clinica.
VITAMINE ANTIOSSIDANTI E OMEGA-3
Vitamine C ed E
Le vitamine antiossidanti sono tra gli interventi più studiati. Una meta-analisi del 2023 ha evidenziato che la supplementazione con vitamina E, da sola o in associazione con vitamina C, può migliorare il dolore pelvico associato all’endometriosi e ridurre i marker ossidativi plasmatici (6).
Il razionale biologico è legato alla capacità di queste vitamine di:
- neutralizzare i radicali liberi;
- ridurre la perossidazione lipidica;
- modulare le prostaglandine infiammatorie.
Tuttavia, gli studi disponibili presentano ampia eterogeneità metodologica e campioni limitati.
Vitamina D
La vitamina D è stata proposta come immunomodulatore grazie alla sua capacità di influenzare citochine, macrofagi e pathway infiammatori. Alcuni studi hanno osservato miglioramenti clinici, ma i risultati restano controversi (7).
Le evidenze attuali suggeriscono che:
- la correzione della carenza sia importante;
- non vi siano ancora prove sufficienti per considerarla una terapia specifica per l’endometriosi.
Omega-3
Gli acidi grassi omega-3 sono stati studiati per la loro attività anti-infiammatoria attraverso la modulazione degli eicosanoidi e delle citochine pro-infiammatorie.
Una meta-analisi pubblicata nel 2024 ha mostrato una riduzione significativa di TNF-α, IL-6 e IL-1β nelle pazienti supplementate con omega-3, pur senza evidenziare benefici clinici consistenti sul dolore (8).
Questo suggerisce che il loro effetto possa essere maggiormente legato alla modulazione dell’infiammazione sistemica piuttosto che al controllo sintomatico immediato.

N-acetilcisteina
La N-acetilcisteina (NAC) rappresenta uno dei nutraceutici più promettenti grazie alla sua capacità di aumentare il glutatione intracellulare e modulare stress ossidativo e infiammazione.
Recenti studi sperimentali hanno mostrato che la NAC può:
- ridurre la proliferazione delle cellule endometriosiche;
- indurre stress del reticolo endoplasmatico;
- alterare la funzione mitocondriale delle cellule ectopiche (9).
Alcune revisioni suggeriscono inoltre un possibile ruolo nel rallentamento della progressione delle lesioni e nel supporto alla fertilità (4).
Curcumina e flavonoidi
Tra i composti vegetali più studiati emergono:
- curcumina;
- quercetina;
- resveratrolo;
- epigallocatechina gallato (EGCG).
Questi composti esercitano attività:
- anti-infiammatoria;
- anti-angiogenica;
- anti-fibrotica;
- antiossidante (10).
Particolarmente interessante è il ruolo di quercetina recentemente identificata come antagonista di NR4A1, recettore coinvolto nella progressione dell’endometriosi. In modelli sperimentali, tale flavonoide ha ridotto proliferazione cellulare, fibrosi e crescita delle lesioni endometriosiche (11).
Le evidenze cliniche, tuttavia, restano ancora preliminari.
NAC, POLIFENOLI E COMPOSTI VEGETALI
Sempre più dati suggeriscono un’interazione tra endometriosi, microbiota intestinale e metabolismo estrogenico. Alterazioni dell’estroboloma e aumento della permeabilità intestinale potrebbero contribuire alla persistenza dello stato infiammatorio sistemico (3).
In questo scenario, la nutraceutica potrebbe agire non solo direttamente sulle lesioni ma anche indirettamente attraverso:
- modulazione del microbiota;
- riduzione dell’endotossiemia;
- miglioramento dell’integrità intestinale.
Alcune revisioni recenti hanno inoltre evidenziato come pattern alimentari anti-infiammatori, ricchi di polifenoli, omega-3 e fibre, possano migliorare qualità di vita e sintomi gastrointestinali associati all’endometriosi (3, 12).
Sul piano riproduttivo, antiossidanti e nutraceutici sono stati studiati per il loro possibile effetto su:
- qualità ovocitaria;
- ambiente follicolare;
- recettività endometriale.
Nonostante alcuni risultati promettenti, le evidenze sull’aumento dei tassi di gravidanza rimangono ancora limitate e non definitive (5).
NUTRACEUTICA, MICROBIOTA E FERTILITÀ
Nonostante il crescente interesse scientifico, le principali revisioni sistematiche sottolineano importanti limiti:
- eterogeneità dei protocolli;
- differenze nei dosaggi;
- durata variabile degli interventi;
- campioni ridotti;
- utilizzo concomitante di terapie ormonali (13).
Una meta-analisi pubblicata nel 2025 ha evidenziato come molti trial disponibili non soddisfino pienamente i criteri metodologici di alta qualità richiesti dalla medicina basata sulle evidenze (13).
Per questo motivo, la nutraceutica nell’endometriosi deve essere attualmente considerata:
- un supporto complementare;
- parte di un approccio integrato;
- personalizzabile sulla base del fenotipo clinico della paziente.
LIMITI DELLE EVIDENZE DISPONIBILI
Il crescente interesse verso approcci integrati nella gestione dell’endometriosi apre prospettive rilevanti anche per il settore nutraceutico e functional food.
Le future strategie di sviluppo potrebbero orientarsi verso:
- formulazioni multi-target;
- sistemi ad alta biodisponibilità;
- combinazioni sinergiche tra antiossidanti e composti anti-infiammatori;
- nutraceutici mirati alla modulazione del microbiota;
- approcci personalizzati basati sul fenotipo infiammatorio e metabolico della paziente.
Parallelamente, sarà fondamentale aumentare la qualità metodologica degli studi clinici per trasformare le attuali evidenze preliminari in reali strumenti di applicazione clinica e commerciale.
NUOVE PROSPETTIVE PER IL SETTORE NUTRACEUTICO
Riferimenti bibliografici
- Martire FG et al. Endometriosis and Nutrition: Therapeutic Perspectives. J Clin Med. 2025.
- Cacciottola L et al. Can Endometriosis-Related Oxidative Stress Pave the Way for New Treatment Targets? Int J Mol Sci. 2021.
- Boroncsok D et al. The Role of Lifestyle and Diet in the Treatment of Endometriosis: A Review. Nutrients. 2026.
- Dymanowska-Dyjak I et al. Oxidative Imbalance in Endometriosis-Related Infertility—The Therapeutic Role of Antioxidants. Int J Mol Sci. 2024.
- Zhong Y et al. The effects of antioxidant supplementation on pain, oxidative stress markers, and clinical pregnancy rate in women with endometriosis. Front Med. 2025.
- Zheng SH et al. Antioxidant vitamins supplementation reduce endometriosis related pelvic pain in humans: a systematic review and meta-analysis. Reprod Biol Endocrinol. 2023.
- Nodler JL et al. Supplementation with vitamin D or ω-3 fatty acids in adolescent girls and young women with endometriosis (SAGE).
- Liu E et al. Effect of omega-3 polyunsaturated fatty acid on endometriosis.
- Karakoç E et al. N-acetylcysteine stimulates organelle malfunction in endometriotic cells via IFN-gamma signaling.
- Meresman GF et al. Plants as source of new therapies for endometriosis. Hum Reprod Update. 2021.
- Zhang L et al. Flavonoids Quercetin and Kaempferol Are NR4A1 Antagonists and Suppress Endometriosis in Female Mice.
- De Araugo SC et al. Nutrition Interventions in the Treatment of Endometriosis: A Scoping Review.
- Salmeri N et al. Dietary Supplements for Endometriosis-Associated Pain: A Systematic Review and Meta-Analysis of Randomized Placebo-Controlled Trials.

PEER REVIEWED
KEYWORDS
Endometriosi
Nutraceutica
Stress ossidativo
Infiammazione
Antiossidanti
NUTRACEUTICA PERSONALIZZATA
NEW
L’endometriosi è una patologia infiammatoria cronica estrogeno-dipendente associata a dolore pelvico, infertilità e riduzione della qualità di vita. Negli ultimi anni, l’interesse verso la nutraceutica è aumentato grazie alle evidenze che collegano stress ossidativo, infiammazione cronica e alterazioni immunometaboliche alla progressione della malattia. Antiossidanti, omega-3, polifenoli, N-acetilcisteina e micronutrienti mostrano potenziali effetti benefici nella modulazione del microambiente infiammatorio e nella riduzione della sintomatologia dolorosa. Tuttavia, le attuali evidenze rimangono eterogenee e non consentono ancora di definire protocolli universalmente condivisi. Questo articolo analizza le principali strategie nutraceutiche attualmente investigate, discutendone razionale biologico, potenziali applicazioni cliniche e limiti delle evidenze disponibili.


